Politiche ambientali

Imballaggi, dal 2030 spariscono i prodotti monouso e le confezioni di ortofrutta

Sui divieti restano nodi da chiarire, come quello della plastica che avvolge le confezioni d’acqua minerale. Per misure definite occorre attendere il 2027

di Anna Mulassano

ANSA/LUCA ZENNARO ANSA

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Dal 12 agosto tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili. Sono considerati a tutti gli effetti imballaggi, per esempio, i sacchetti antipolvere per calzature e indumenti o i vasi da fiori e piante se destinati all’uso per la vendita o il trasporto. Lo chiarisce la Comunicazione C/2026/3084, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, con il «Documento di orientamento per il Regolamento Ue 2025/40».

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Il nodo degli imballaggi multipack

Lo stesso regolamento stabilisce che, ai prodotti di plastica monouso che già la direttiva 2019/904 con l’allegato V vietava di immettere sul mercato a partire dal 1° gennaio 2030, si aggiungono gli imballaggi multipack: per esempio, le confezioni che raggruppano le sei bottiglie d’acqua minerale che si acquistano in ogni supermercato.

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Su questo punto le imprese italiane hanno espresso perplessità e sembra che la Commissione europea sia pronta a espungere questa misura. Questi involucri, infatti, corrispondono a quanto il Regolamento Ue 2025/40 definisce (all’articolo 3, comma 1, punto 6) «imballaggio multiplo», cioè una confezione che raggruppa un certo numero di unità di vendita. Non ha importanza che il raggruppamento di singole unità sia venduto in quella forma al consumatore finale. Allo stesso modo, non c’è differenza se l’imballaggio serve semplicemente a facilitare il rifornimento degli scaffali o a creare un’unità di stoccaggio o di distribuzione. Non rileva, infine, che l’incarto possa essere rimosso dal prodotto senza alternarne le caratteristiche.

La posizione di Mineracqua

Ettore Fortuna, consigliere delegato e vicepresidente di Mineracqua, spiega: «A seguito delle nostre interlocuzioni a livello europeo, abbiamo, sembrerebbe, convinto la Commissione che il fardello è funzionale per l’handling oltre che è una misura di ulteriore protezione per le bottiglie una volta riposte nelle abitazioni. Da una recentissima interlocuzione con un importante rappresentante della DG ENV comunitaria, abbiamo appreso che questa misura sarà espunta dal Regolamento».

Secondo Fortuna, «l’industria delle acque minerali è pronta a fare la propria parte, come ha sempre dimostrato anche nell’attuazione di misure come quella del tethered cap (tappo attaccato)», anche se «la vera transizione ecologica può realizzarsi solo se tutta la filiera funziona in modo efficiente, attraverso regole equilibrate, realistiche e concretamente applicabili, capaci di coniugare gli obiettivi ambientali con la sostenibilità economica sia per le imprese, sia per il consumatore finale».

Gli altri materiali destinati a sparire

Le confezioni d’acqua, però, non saranno l’unico prodotto a sparire dagli scaffali della grande distribuzione organizzata tra poco meno di quattro anni. Il Regolamento, infatti, con l’allegato V prevede restrizioni anche per l’uso di imballaggi di plastica monouso per prodotti ortofrutticoli freschi di peso inferiore a 1,5 kg. Rientrano in questa categoria, per esempio, le reti che contengono arance e limoni o i sacchetti di insalata. Vietati anche gli imballaggi di plastica monouso per alimenti e bevande: i cosiddetti “piatti di plastica” o “bicchieri di plastica”.

Proibiti anche agli imballaggi di plastica monouso per condimenti, conserve, salse, panne da caffè e zucchero nel settore alberghiero: stop, quindi, agli astucci di olio, sale e aceto serviti assieme alle insalate. Nel settore ricettivo, banditi gli imballaggi monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene destinati a una prenotazione individuale e a essere smaltiti prima dell’arrivo dell’ospite successivo: flaconcini per shampoo, balsamo e sacchetti per le saponette tra gli altri.

Tuttavia, entro il 12 febbraio 2027 la Commissione pubblicherà orientamenti che illustrino più nel dettaglio l’allegato V. Saranno forniti esempi dei formati di imballaggio che rientrano nell’ambito di applicazione ed eventuali esenzioni alle restrizioni, oltre a un elenco esemplificativo dei prodotti ortofrutticoli esclusi. Per maggiore chiarezza, quindi, si dovrà aspettare il 2027.

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