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Ilaria Salis, Mattarella chiama il padre: «Le sono vicino»

Venerdì l’invio di una lettera al Quirinale. La 39enne docente italiana detenuta da oltre un anno a Budapest rimane in carcere

di Nicola Barone

Ilaria Salis resta in cella

2' di lettura

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato questa mattina a Roberto Salis dopo che ieri il padre di Ilaria, la 39enne docente italiana detenuta da oltre un anno a Budapest, aveva mandato una lettera al Quirinale. «Ha ribadito la sua vicinanza personale a me e alla famiglia e mi ha garantito il suo personale interessamento al caso», spiega Roberto Salis. «Lo ringrazio per la solerzia con cui mi ha risposto in meno di 24 ore e soprattutto per la sensibilità e la vicinanza al dramma che sto vivendo con la mia famiglia».

«Telefonata molto cordiale»

Roberto Salis parla per la prima volta con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella visto che, dopo la prima pec inviata al capo dello Stato il 17 gennaio, era stato contattato al telefono da un funzionario del Quirinale. «Siamo tutti molto contenti e lo sarà anche Ilaria quando la sentirò - ha spiegato Salis - è stata una telefonata molto cordiale di circa cinque minuti che mi ha fatto molto piacere e alla fine ci siamo fatti gli auguri di Pasqua».

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“Non mi aspettavo una risposta così celere. Noto con piacere che ci sono alcune parti delle istituzioni che su casi gravi come quello di Ilaria hanno, secondo me, il giusto senso di urgenza”, ha aggiunto il padre Ilaria Salis commentando su Rai News24 la telefonata ricevuta dal presidente della Repubblica.

Disparità di trattamento

Trovare altre vie perché non sarebbe fruttuoso insistere su quelle finite contro il muro della giustizia ungherese. Per Roberto Salis la linea dell’esecutivo, e in particolare quella del ministro della Giustizia Carlo Nordio, si è rivelata «un buco nell’acqua». Ma non c’è alcuna intenzione di smettere di combattere. La lettera («molto asciutta») è stata inviata al Colle nella speranza che «smuova il Governo italiano, perché evidentemente non ha fatto quello che doveva fare», e si cita anche l’articolo 3 della Costituzione dal momento che «tutti i cittadini sono uguali di fronte alle legge e ora le diverse sentenze per mia figlia e per Gabriele Marchesi hanno mostrato che due cittadini italiani stanno avendo due trattamenti diversi».

Iter giudiziario più complicato

Se il tribunale di Budapest ha infatti deciso che Ilaria Salis deve continuare a restare in carcere, dove si trova ormai da oltre 13 mesi, senza poter scontare la misura cautelare dei domiciliari neanche in Ungheria, la Corte d’appello di Milano ha deciso non solo di non estradare Marchesi, ma anche di cancellare il mandato europeo di arresto chiesto dall’Ungheria scarcerando il 23enne coimputato per gli stessi reati della Salis. Una decisione che di fatto complica l’iter giudiziario dell’attivista milanese, alzando il livello di scontro tra i tribunali dei due paesi che negano reciprocamente l’estradizione dei due imputati nello stesso processo.

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