Il Veneto in prima linea per le comunità energetiche
L’obiettivo è rendere la regione sempre più autonoma in un quadro che prevede anche l’uso di fotovoltaico, idrogeno, biogas e biometano
di Barbara Ganz e Valeria Zanetti
3' di lettura
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Le Comunità energetiche rinnovabili mettono il turbo in Veneto. A dare un contributo determinante è stata la pubblicazione, il 24 gennaio scorso, dell’atteso decreto attuativo del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) che dà impulso alle cosiddette Cer, aggregazioni di famiglie, imprese, enti pubblici, religiosi o del Terzo settore che si associano per condividere l’energia prodotta da impianti alimentati da fonte green in un territorio definito.
Il provvedimento deriva dal recepimento della direttiva europea Red II. Il Veneto arriva a questo passaggio forte di una legge regionale (numero 16/22) approvata un anno e mezzo fa, che colloca le Cer nella rosa delle strategie per raggiungere l’autonomia energetica. In aggiunta, la Regione, in attesa del decreto, ha approvato a dicembre un bando di finanziamento che sostiene la creazione e lo sviluppo di nuove comunità, per un impegno di un milione di euro.
La domanda di contributo deve essere presentata al Sistema informativo unificato entro pochi giorni, cioè non oltre le ore 17 del 29 febbraio. L’agevolazione, in forma di contributo a fondo perduto, è pari al 80% della spesa ammissibile e non può superare i 30mila euro, mentre non saranno valutate le proposte dal valore inferiore a 10mila euro. A conti fatti, le comunità sostenute potranno essere almeno 33.
Il decreto del Mase assicura un ulteriore aiuto per promuovere lo sviluppo delle Cer, che in virtù delle novità normative diventano soggetto giuridico. Primo, fissa un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi, finanziato con risorse del Pnrr, per la realizzazione di impianti da parte dei Comuni sotto i 5mila abitanti che supporterà lo sviluppo di due gigawatt complessivi. Secondo, stabilisce una tariffa incentivante garantita sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa valida su tutto il territorio nazionale. I benefici sono cumulabili.
Le imprese potranno partecipare alle Cer, beneficiando solo di una parte degli incentivi maturati. I dubbi che restano dovrebbero essere sciolti dal Gse entro 40 giorni dalla pubblicazione del testo attuativo. Ad esempio, non è ancora chiaro se gli impianti fotovoltaici a terra o in forma di agrivoltaico installati in aree agricole idonee potranno essere incentivati, come le pubbliche amministrazioni potranno aderire alle Cer, quale possibilità avranno le grandi imprese o le imprese energetiche di contribuire alla crescita delle Cer, pur non essendone socie.


