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Il valore degli strumenti musicali rock e pop: dai riff ai record

Un mercato internazionale dove svettano le chitarre delle famose rockstar. Nelle prossime aste pezzi in grado di raggiungere nuovi massimi

di Teresa Scarale

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Che spazio ha il grande collezionismo nei giorni di Sanremo, della «Streets of Minneapolis» di Bruce Springsteen, di «Days of Ash» degli U2?

Al festival (ancora) poco. Ma per una Gretsch «Irish Falcon» di Bono Vox qualcuno ha speso 260mila dollari (Julien’s, 2024); per il Boss invece si trovavano chitarre autografate a meno di 10mila (sempre da Julien’s). Quello degli strumenti musicali rock e pop è un mercato vasto e milionario, per cui si organizzano importanti aste tematiche, capaci di attrarre offerenti da ogni dove. Le prossime in calendario sono le quattro di Christie’s (tre fisiche e una digitale) dedicate alla dispersione della collezione dell’imprenditore Jim Irsay (1959-2025), grandiosa per vastità e composizione. Più di 500 pezzi fra strumenti musicali e memorabilia provenienti dalle dita di Nirvana, Beatles, Pink Floyd, Eric Clapton, Jerry Garcia, Miles Davis, Elton John, Prince, Johnny Cash, Janis Jopling, John Coltrane e Bob Dylan, cui si aggiunge una corposa selezione di memorabilia letterari (per es. Kerouac) e sportivi (Muhammad Alì). Le tre aste fisiche del catalogo «The Jim Irsay Collection» si terranno il 12, 13, 14 marzo 2026 a New York, declinate rispettivamente in «Hall of Fame», «Icons of Pop Culture», «Icons of Music». La vendita online avrà luogo dal 3 al 12 marzo e potrebbe offrire qualche lotto accessibile, con base d’asta a 100 dollari: per esempio uno slide per chitarra Dunlop 213 in pyrex, usato dal chitarrista degli Eagles Joe Walsh. Oppure il biglietto di un concerto dei Beatles, mai utilizzato. Le punte di diamante però saranno altre. Vale a dire pezzi come il primo kit di batteria Ludwig di Ringo Starr, utilizzato in centinaia di esibizioni dal vivo e registrazioni in studio da maggio 1963 a febbraio 1964 (1–2 milioni di dollari); la Fender Mustang del 1966 di Kurt Cobain (2,5–5 milioni), pagata da Irsay 4,55 milioni di dollari e oggi secondo strumento musicale non classico più caro di sempre; la «Black Strat» di David Gilmour, la stessa suonata in «The Dark Side of the Moon», «Wish You Were Here», «Animals» e «The Wall», acquistata nel 2019 direttamente dall’ex chitarrista dei Pink Floyd tramite Christie’s. All’epoca, per meno di un anno, raggiunse il gradino più elevato del podio.

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Kurt Cobain: “Smells Like Teen Spirit” Fender Mustang, 1969. Fender Electric Instrument Company, Fullerton, California. Stima: $ 2.500.000–5.000.000.

La classifica

Ma il podio è solo la punta dell’iceberg di un mercato capace di macinare milioni di dollari, a patto che si tratti di pezzi blue chip che hanno fatto la storia e la leggenda della musica del XX secolo: si osservi solo che il lotto meno costoso della odierna top ten supera i due milioni, lasciando presagire che di strumenti milionari ce ne siano (e ce ne sono) ancora diversi, prima di arrivare al primo quotato meno di un milione, ovvero la Fender Stratocaster «Newport Folk Festival» di Bob Dylan, 965mila dollari da Christie’s nel 2013.

Più che in altri ambiti, come nell’arte e nel lusso, valgono a definire il valore dell’asset la leggendarietà dello strumento, il suo essere stato utilizzato (e spesso modificato) dalle rockstar-icona. Nelle prime 10 posizioni, Cobain è presente due volte, al vertice; i Beatles (John Lennon e Ringo Starr) quattro, Van Halen due, Dave Gilmour (Pink Floyd) una. Allargando la visuale alla top 20, questi nomi si ripetono, con qualche aggiunta (come quella di Elvis Presley). L’unico lotto in top 10 esplicitamente venduto per beneficenza, grazie a Bryan Adams, reca la firma di molte rockstar. Una curiosità: il pianoforte di John Lennon, lo Steinway Model Z «Imagine», acquisito da George Michael, fa ancora parte del suo lascito. È la provenienza a rendere blue chip questi lotti, non necessariamente il loro valore intrinseco. Il mercato è rarefatto: pochi sono i nomi ritenuti pietre miliari, ancora meno sono i collezionisti. Il nome di Jim Irsay ricorre tre volte in top ten e ancor più se si allarga la classifica: era un collezionista fervente, ossessivo, capace di mettere insieme «la più grande collezione di chitarre sulla Terra» (secondo il Guitar World Magazine).

Dettaglio della Fender Mustang 1966 di Kurt Cobain, stimata 2,5 - 5 milioni

La leggenda: le vette di Kurt

Era il 18 novembre 1993 e Kurt Cobain (1967–1994) teneva – a pochi mesi dalla sua controversa morte – il suo leggendario «Unplugged» sulle onde di Mtv. Quella chitarra, una Martin D-18E del 1959, 27 anni dopo (gli appassionati di coincidenze noteranno il numero), sarebbe stata venduta per 6,01 milioni di dollari in asta a Beverly Hills da Julien’s Auctions, divenendo così non solo la chitarra, ma lo strumento musicale non classico più costoso di sempre (il più caro in assoluto fra gli strumenti musicali è invece lo Stradivari Lady Blunt, 15,9 milioni di dollari nel 2011 da Tarisio). Nella sua custodia rigida originale, che Cobain aveva decorato con un volantino della band Poison Idea, c’erano anche un pacchetto di corde per chitarra Martin usato a metà, tre plettri e un sacchettino in suede. L’acquirente? L’imprenditore Peter Freedman (1958), fondatore e presidente della australiana Røde Microphones. Al leader dei Nirvana appartiene anche il secondo posto della attuale classifica rock e pop: qui c’è infatti la sua Fender Mustang 1969 «Smells Like Teen Spirit», la stessa suonata nel video di quella canzone destinata a divenire un inno generazionale, nell’album «In Utero» e in tutto «Nevermind». Kurt – a suo stesso dire – amava moltissimo questa sei corde per mancini di color “competition burgundy”, che presto potrebbe cambiare posizione in top ten, dato che ripasserà in asta il prossimo 12 marzo da Christie’s.

I DIECI STRUMENTI POP ROCK PIÙ RICERCATI AL MONDO

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La batteria usata dai Beatles durante The Ed Sullivan Show in New York, 9 February 1964. © Associated Press via Alamy

Un mercato minore

E in Italia? Le quotazioni sbiadiscono rispetto alle internazionali e, almeno nei loro valori più elevati, restano confinate alle vendite benefiche. Per dire, una chitarra Paradis blu di Pino Daniele, autografata, messa in asta per beneficenza nel 2017, è riuscita a incamerare 25mila euro e si tratta di un risultato eccellente, dato il mercato nazionale.

Per quanto riguarda Sanremo, risultano transitare dalla piattaforma CharityStars strumenti anche non direttamente utilizzati nelle esibizioni festivaliere, come la chitarra Paoletti Guitars, autografata dagli artisti in gara nel 2024 e poi esitata per 8.331 dollari, a sostegno della ricerca sanitaria sul cuore.

David Gilmour suona “The Black Strat” con i Pink Floyd dal vivo al Rainbow Theatre, Londra, 4 novembre 1973 © Jill Furmanovsky. Stima $ 2.000.000 - 4.000.000

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