Data Center

Il Tecnopolo di Bologna svela il nuovo logo e cambia il nome in "Dama"

Il nome ricorda i Big Data, che vengono calcolati all'interno del centro da infrastrutture tecnologiche di livello internazionale, come il supercomputer Leonardo, e la Manifattura Tabacchi, l’ex fabbrica che ospita il tecnopolo

di Giorgia Colucci

Tecnopolo Manifattura Data Valley Hub

3' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il Tecnopolo di Bologna svela il nuovo logo e il nuovo nome: si chiamerà “DAMA”, due sillabe che ricordano i dati, ovvero i Big Data che al suo interno vengono calcolati da infrastrutture tecnologiche di livello internazionale, e la Manifattura Tabacchi, l’ex fabbrica progettata da Pier Luigi Nervi, riqualificata con un accurato progetto che ne ha preservato l’architettura industriale di pregio e al cui interno hanno casa i suoi supercomputer.

Il nome nasce da un’idea di Elisa Ravaglia, giornalista dell’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione, poi sviluppata dal lavoro dell’Agenzia SEC-Newgate. L’obiettivo è «dare un’anima a queste potenti infrastrutture al servizio della scienza e della nostra vita», come spiega la Regione in un comunicato.

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Dati e manifattura per rappresentare l’anima del Tecnopolo

La stessa logica è stata adottata per "MarghERita" - il supercomputer messo a disposizione dall’Emilia-Romagna delle Pubbliche amministrazioni del territorio per accompagnarle nella transizione digitale -, che ha un naming ispirato all’astrofisica Margherita Hack. O ancora per il supercalcolatore gestito da ricerca "Marconi100" – chiamato così in onore di Guglielmo Marconi. Infine, c’è “Leonardo”, il quarto supercomputer più potente al mondo, ospitato proprio nel Tecnopolo Manifattura di Bologna ispirato al genio di Leonardo Da Vinci, con l’upgrade per aumentarne la capacità di calcolo, denominato Lisa, (un omaggio al celebre dipinto, la Monna Lisa, La Gioconda). Anche il nome Dama è legato a Leonardo, con l’opera “La dama con l’ermellino”, ma racchiude anche le principali azioni del polo scientifico, cioè Data e Manifattura, quindi i Big Data e la sede fisica del complesso, l’ex Manifattura Tabacchi di Bologna. Tutto questo per rappresentare – con un naming dai connotati neutri – anche il legame con le filiere manifatturiere dell’Emilia-Romagna, l’innovazione e il talento, il presente e il futuro.

Il centro della Data Valley dell’Emilia Romagna

Sviluppato negli oltre 120mila metri quadri nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi – progettata negli anni Cinquanta del Novecento dall’architetto Pier Luigi Nervi -, il Tecnopolo di Bologna è già oggi il centro della Data Valley dell’Emilia Romagna, con particolare attenzione al tema dell’intelligenza artificiale. Oltre ad ospitare le infrastrutture per il supercalcolo, come il supercomputer Leonardo di Cineca e il Data Centre del Centro meteo europeo (ECMWF), Dama accoglierà spazi per la ricerca e le istituzioni, aree dedicate all’imprenditorialità e all’accelerazione dell’innovazione e della creatività. Ci saranno infatti aree comuni per incubatori, Università, Centri di ricerca, insieme alla sede di Agenzia Italia Meteo e a quella dei più importanti enti e organismi scientifici nazionali. In quest’ottica il Tecnopolo si prepara a ospitare anche l’Università delle Nazioni Unite, una delle 14 realtà presenti in tutto il mondo e che dovrebbe essere la prima realtà di questo tipo ad approdare in Italia, per attrarre “talenti” internazionali.

Nel Tecnopolo di Bologna sono già insediati o si stanno insediando diversi enti. Tra questi ci sono il Centro di ricerca Enea negli ambiti delle energie rinnovabili e dell’economia circolare, l’Agenzia Italia Meteo, il CMCC – Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici, l’Istituto Ortopedico Rizzoli, il Competence Center Nazionale BI-REX per industria 4.0, CINECA, INFN, ICSC, IFAB, la Casa delle tecnologie emergenti del Comune di Bologna, le Università per accordi internazionali sulla ricerca (accordo Ita-Ger). Il Tecnopolo ospiterà anche Art-Er, società consortile della Regione Emilia-Romagna per la ricerca e l’innovazione, che associa tutte le Università e i Centri di ricerca nazionali presenti sul territorio. Il suo compito sarà quello di mobilitare l’ecosistema regionale dell’innovazione e orientarlo verso le nuove opportunità offerte dall’AI Factory, per un ulteriore sviluppo della Regione e, a cascata, dell’Italia.

Il supercomputer Leonardo

Fiore all’occhiello di Dama è ovviamente il supercomputer Leonardo, approdato nel Tecnopolo a fine dicembre 2024. Grazie a un modello organizzativo one-stop-shop, l’infrastruttura è stata concepita per semplificare l’accesso a servizi innovativi ad alto valore aggiunto, incentivando la collaborazione tra ricercatori, startup e la filiera delle piccole e medie imprese, che spesso faticano ad accedere a tali tecnologie. Nell’ambito del progetto IT4LIA AI Factory, approvato a fine 2024 dall’UE per diventare una delle prime AI Factory europee, il supercomputer sarà implementato con un investimento complessivo di circa 430 milioni di euro, cofinanziato dal Governo italiano, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Commissione Europea, per diventare un asset strategico che posizionerà l’Italia come leader nell’elaborazione AI in Europa e avere un impatto decisivo su settori strategici per l’economia nazionale come l’agroalimentare, la cybersecurity, l’osservazione della terra, la mobilità e il manifatturiero. Il progetto prevede inoltre applicazioni e servizi mirati allo sviluppo di una rete a supporto delle imprese. Sarà dunque un punto di forza per l'ecosistema dell'innovazione regionale e quello tecnologico e digitale italiano ed europeo, dando un impulso fondamentale alla competitività e capacità economica del Paese e dell’Europa.

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