Il Teatro dell’Opera di Roma presenta la nuova stagione e continua il viaggio nella storia della musica
Per la stagione 26-27 grandi classici da Verdi a Rossini (che tornerà al riaperto Teatro Valle), danza contemporanea, eventi speciali. Il sovrintendente Giambrone: «Chiudiamo il 12esimo bilancio in attivo»
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È “il dolce suono mi colpì” , cantato dalla Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, il verso che dà il nome alla prossima stagione del Teatro dell’Opera di Roma, presentata oggi. «Come ormai da nostra formula, consolidata e apprezzata, anche per il 2026-2027 proporremo al pubblico un viaggio e un’esperienza attraverso quattro secoli di musica, dal Barocco al contemporaneo», ha detto il sovrintendente Francesco Giambrone. Un viaggio che prenderà forma a partire dal prossimo 27 novembre con 12 nuove produzioni fra opera e danza, 11 titoli operistici, 2 opere in concerto, sette balletti, di cui uno della scuola di danza, quattro eventi speciali.
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Il 2026, esattamente il 16 ottobre, vedrà anche l’attesa riapertura (era chiuso dal 2010) del Teatro Valle, che il 1 ottobre 2027 tornerà a ospitare l’opera con la “Cenerentola” di Gioacchino Rossini, per la regia di Mario Martone, opera che debuttò 210 anni fa proprio sul suo palcoscenico e che segna il ritorno del genere in uno dei teatri che ne fu protagonista.
Fra gli eventi speciali spicca l’appuntamento “È ancora troppo presto” del 23 maggio 2027, ricorrenza dei 35 anni dalla strage di Capaci: in collaborazione con l’Accademia di Santa Cecilia sarà proposto un reading con musica che inizierà alle 18, l’orario della deflagrazione sull’autostrada alle porte di Palermo, per raccontare eventi dolorosi e ancora oscuri che hanno segnato la storia della repubblica. Il direttore musicale del Teatro, Michele Mariotti, peraltro fresco di nomina come accademico effettivo di Santa Cecilia, dirigerà lo “Stabat Mater” di Pergolesi al Duomo di Orvieto il 3 marzo 2027, Concerto di Pasqua che sarà trasmesso dalla Rai.
Le due serate di “Opera in concerto” avranno come protagoniste due dive come Anna Netrebko, che interpreterà per la prima volta Judit nel “Castello del Principe Barbablu”, una delle opere più importanti di Bela Bartok (4 dicembre), e Cecilia Bartoli, che con il “Barbiere di Siviglia” il 27 maggio 2027 celebrerà 40 anni esatti dal suo debutto al Costanzi proprio con l’opera di Rossini.
Proseguirà anche il progetto OperaCamion, che porta l’opera nelle strade e anche nelle periferie della città di Roma, iniziativa di grandissimo successo («siamo passati da alcune centinaia di spettatori delle prime edizioni a migliaia dell’ultima», ha detto Giambrone) che riporta anche l’opera alla sua dimensione originaria e più popolare. Nel 2025 OperaCamion ha infatti registrato una partecipazione complessiva di oltre 10mila presenze per Il barbiere di Siviglia e altre 10mila per Tosca. Secondo i dati raccolti attraverso questionari e sondaggi accessibili distribuiti durante gli spettacoli, circa il 40% degli spettatori ha dichiarato di assistere a un’opera lirica per la prima volta. L’ingresso è libero e gratuito, non serve il biglietto ma basta portarsi la sedia da casa.








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