Olimpiadi, il Team Ue a 27 batte Usa e Cina con 97 ori
Un’ipotetico Team EU avrebbe fatto una gran bella figura, conquistando 97 ori, a fronte di 80 per USA+Cina. In realtà le cose sono più complicate, dato che a Parigi in ogni gara c’erano molti più atleti europei – 19 rispetto a 6 americani e cinesi nella maratona maschile, 10 a 4 nei 100 metri stile libero femminili, per non citarne che due particolarmente seguite – con una conseguente moltiplicazione delle opportunità di vittoria
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Le Olimpiadi sono innanzitutto una grande festa dello sport ed è giusto e naturale che ogni edizione abbia i suoi eroi tra coloro che vanno citius, altius, fortius.
Ma sono anche un tassello nell’articolato sistema delle relazioni internazionali ed è pertanto naturale che Parigi 2024 abbia avuto anche personaggi emblematici per ciò che rappresentano politicamente e non solo sportivamente. E allora nessuno può superare Cindy Ngamba.
La pugile – originaria del Camerun ma costretta all’esilio in Gran Bretagna fin da piccina – è stata infatti la prima concorrente della squadra dei rifugiati, alla sua terza partecipazione, a vincere una medaglia.
Un bronzo per un contingente di 37 atleti, di cui 15 nati in Iran, oltre che Afghanistan, Siria, Etiopia, Venezuela ed altre nazioni in preda a conflitti.
Il CIO, che ha insignito dell’Alloro olimpico Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha dimostrato una lungimiranza politica, oltre che solidarietà sincera, che non sembra caratterizzare le cancellerie – ai vari G-vattelapesca, i rifugiati brillano per la loro assenza, quando non vengono demonizzati. La stessa Ngamba deve ancora vincere una gara ancora più sfidante di quella combattuta sul ring, quella della cittadinanza britannica.




