Formazione d’eccellenza

Il super polo dell’Its Tech&food taglia i nastri a Parma e si “espande” alla Via Emilia

Al via i nuovi laboratori. Centrali come in tutti gli Its Academy i partner imprenditoriali.

di Rosanna Magnano

3' di lettura

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Formare giovani tecnici super specializzati e “pronti subito” per lavorare nelle industrie alimentari, che negli anni non hanno mai smesso di assumere e cercare nuovi profili al passo con i cambiamenti della filiera. E’ la mission del’Its Tech&Food Academy, Istituto Tecnologico Superiore dell’Emilia-Romagna, che da 15 anni forma figure su misura per il settore agroalimentare e che ieri ha inaugurato la nuova Sede di Parma, nata grazie ai fondi del Pnrrr.

Un polo che espande non solo gli spazi e gli strumenti a disposizione degli studenti ma anche il ventaglio delle imprese socie dell’iniziativa. Con l’obiettivo di andare oltre Parma e coinvolgere altri attori della food valley lungo la Via Emilia.

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Una palestra esperienziale

La nuova struttura, di 1.500 metri quadrati, ospita otto nuovi laboratori scientifici e tecnologici. «Qui i ragazzi possono praticare una didattica esperienziale - spiega la direttrice Francesca Caiulo – in sei laboratori digitali con tecnologia all’avanguardia, dalla robotica, alla programmazione, a un simulatore di fabbrica alimentare, dove gli studenti possono sperimentare tutte le principali funzioni: l’amministrazione, la messa in produzione le vendite, la logistica. Abbiamo anche due laboratori di carattere scientifico, uno per le analisi chimiche, fisiche e microbiologiche sugli alimenti e uno per l’analisi sensoriale».

Chi può iscriversi

La scuola si rivolge ai ragazzi in uscita da istituti tecnici o professionali ma anche dai licei, che desiderano intraprendere un percorso di studi molto pratico, funzionale all’acquisizione di una professionalità e a un ingresso veloce nel mondo del lavoro. Per iscriversi - il corso è interamente gratuito, finanziato dalla Regione Emilia Romagna e dal ministero dell’Istruzione e del Merito - c’è tempo fino al 17 ottobre e i posti sono 200. Ci sono delle prove di ingresso da sostenere per testare il livello di preparazione e motivazionale.

A caccia di nuovi partner

Centrali come in tutti gli Its Academy i partner imprenditoriali. «Abbiamo oltre 40 soci - continua Caiulo - da aziende artigianali come il consorzio del Parmigiano Reggiano a realtà industriali e marchi d’eccellenza in Italia e nel mondo come Mutti e Barilla. Adesso abbiamo iniziato un percorso di espansione lungo tutta la Via Emilia e quindi i soci della fondazione stanno crescendo, non più solo dal territorio di Parma ma anche di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Cesena».

Un modo per far incontrare domanda e offerta e non solo. «Gli Its – ha proseguito la direttrice Caiulo – sono anche un osservatorio sull’evoluzione delle competenze e con i laboratori che abbiamo inaugurato riusciamo a praticare anche un altro pilastro della nostra mission, che è il trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese»

Ragazzi “pronti subito” per le imprese alimentari

Il sistema agroindustriale ha bisogno di una molteplicità di figure. «Le imprese lavorano adesso con sistemi di gestione digitale, hanno esigenze di tracciabilità - spiega Massimo Ambanelli presidente della fondazione Its Tech & Food Academy - usano tecnologie nuove, cominciano ad utilizzare l’intelligenza artificiale e molte volte non sono neanche preparate ad accettare questi nuovi strumenti e quindi cercano ragazzi pronti subito, che abbiano già una certa capacità di affrontare le sfide del settore. Noi formiamo professionisti sia per l’area produttiva che per l’area qualità, per l’area ricerca, innovazione packaging, marketing digitale. E abbiamo anche introdotto nuovi corsi che formano sia gli store manager del retail che i farm manager, perché anche le imprese agroalimentari del settore primario sono interessate da cambiamenti tecnici importanti e hanno bisogno di persone che possano gestire le fattorie in una maniera molto più moderna».

La digitalizzazione che pervade la filiera

E’ sempre più chiaro insomma che la richiesta di un salto “quantico” delle competenze viaggia anche a ritroso lungo la filiera, fino all’impresa agricola. «La digitalizzazione di nuova concezione - sottolinea Giuseppe Morici, manager e consulente del settore alimentare e del largo consumo - pervade ormai o dovrebbe pervadere tutti gli step della filiera produttiva dell’agroalimentare, dal campo fino alla logistica dell’ultimo miglio. E richiede una digitalizzazione molto più pervasiva e di dettaglio, di micro dettaglio, che richiede di abbracciare direttamente l’ultima generazione».

Le chance internazionali

Anche gli scambi internazionali, sempre più globalizzati, in un contesto che si muove e cambia in modo anche repentino e violento, richiedono cambiamenti. «Anche in questo caso – conclude Morici - occorre prendere atto del fatto che le opportunità sono in tutto il mondo e sono molto più disponibili e facili da realizzare di quanto non fossero 30 anni fa. Chi è più bravo, oggi coglie queste opportunità a livello locale. Bisogna globalizzare l’ambizione e localizzare la realizzazione di quell’ambizione. Una supply chain centralizzata solo in Italia, o solo in Europa, per servire tutto il mondo, non coglierebbe le opportunità e soprattutto non sarebbe in grado di resistere alle sfide dei mercati».

Potete ascoltare le interviste integrali nella puntata di domenica 28 settembre di Madre Terra, cronache dall’Agricoltura, alle 10.45 su Radio 24-Il Sole 24 Ore.

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