Libri

Il successo di Marasco e la persistenza del romanzo

di Gino Ruozzi

Wanda Marasco

3' di lettura

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Nella splendida cornice del Teatro La Fenice di Venezia, il premio Campiello 2025 è stato vinto dal libro più tradizionalmente narrativo: Di spalle a questo mondo di Wanda Marasco (già premio Costa Smeralda): conferma che i lettori continuano a preferire il romanzo nel senso classico e popolare del termine.

La cinquina del Campiello di quest’anno è il frutto di scelte coraggiose della giuria letteraria e in sintonia con la storia sempre innovativa del premio, che fin dalla prima edizione aveva scelto un testo audace e spiazzante come La tregua di Primo Levi. Ma anche i lettori, pur optando infine per il romanzo di Marasco, hanno dato un sostanzioso apporto a Bebelplatz di Fabio Stassi, narrazione di forte prospettiva storica e civile sui roghi nazisti dei libri che si ricollega idealmente proprio al libro di Levi. «Là dove si bruciano i libri», afferma Stassi citando Heinrich Heine, «si finisce per bruciare anche le persone». Difendere i libri significa perciò difendere la vita umana, consentirne la libertà e l’esistenza.

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Pure gli altri libri finalisti sono espressione di una ricerca di identità e di libertà che testimonia l’urgente bisogno di autenticità che distingue i nostri giorni. In Nord Nord Marco Belpoliti va alla ricerca di frontiere geografiche che sono indice di un lucido e radicale percorso esteriore e interiore: «i confini sono una cosa labile, elastica e arbitraria, spesso sono fantastici e fantasticabili», per cui «tutto è relativo e dipende da come si guardano le cose»: che è un intenso e drammatico approfondimento dei drammi odierni, un invito a riflettere sulle ragioni e le tragedie della Storia, di cui possiamo essere spettatori, complici e protagonisti.

In Troncamacchioni di Alberto Prunetti, ambientato nella Maremma nei primi anni Venti del ’900 (quando il fascismo attua con violenza la propria controrivoluzione autoritaria), anarchici, comunisti e socialisti, calzolai e boscaioli, si oppongono con decisione all’irrompente e crescente totalitarismo; appunto da «troncamacchioni», cioè da chi negli aspri boschi metalliferi della Toscana sconfigge con utopica fiducia e spavalderia l’imprigionante «macchia» della natura e della società.

Nei racconti di Inverness di Monica Pareschi (il titolo rinvia alla città del nord della Scozia e al concetto di “invernità” quale stagione fisica e mentale) c’è un sottofondo comune di ferite e offese della vita, di urgenti e radicali rese dei conti, nell’ottica appresa dall’amato Thomas Hardy che «se la verità disvela un’offesa, è meglio un’offesa disvelata di una verità nascosta».

Il risoluto protagonista del romanzo Di spalle a questo mondo di Marasco è il medico e chirurgo campano Fernando Palasciano (Capua 1815-Napoli 1891), che durante i moti siciliani di Messina del 1848 diede assistenza sia ai soldati borbonici sia ai rivoltosi, nell’assoluta convinzione che «la mia missione di medico è più sacra del mio dovere di soldato. L’atto di curare non può fare differenze tra gli uomini. In guerra nessun ferito può essere considerato un nemico». Fu per questo condannato a morte dalla ragion di stato ma per fortuna graziato: non per «la forza di una legge morale», solo per il capriccio di un re. Questi ideali umanitari fecero di Palasciano uno dei (misconosciuti) fondatori della Croce Rossa. Insieme alla sua volitiva e travagliata esistenza, Di spalle a questo mondo racconta parte significativa del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, dalla principale prospettiva storica e culturale di Napoli e del Meridione.

La biografia narrativa di Palasciano coniuga il fervore dei sentimenti (per la moglie russa Olga) ai temi dominanti della cura e della malattia, di cui la guerra è il più brutale esempio. Nel mondo lacerato dal dolore e dall’orrore si insinua la follia, che costrinse Palasciano al ricovero in clinica. Intorno a lui ruotano «gli amici di una vita», protagonisti della politica, dell’economia, della filantropia e dell’arte partenopea, tra cui spiccano il pittore Edoardo Dalbono, il rivoluzionario e poi ministro Giovanni Nicotera e Antonio Ranieri, il letterato e politico noto per la fraterna amicizia con Leopardi (che presso Ranieri visse a Napoli gli ultimi anni di vita). Marasco ricrea con precisione e partecipazione ambienti e caratteri, fatti, questioni, parole, evocando episodi cruciali quali la disfatta della temeraria impresa di Carlo Pisacane a Sapri e la vittoriosa breccia di Porta Pia (sposata con entusiasmo da Francesco De Sanctis in un celebre passaggio della Storia della letteratura italiana e qui smitizzata).

63a edizione del Campiello che con l’alta qualità e la fruttuosa varietà delle indicazioni narrative sottolinea un’idea di letteratura che affronta con determinazione e fermezza le sfide individuali e collettive dell’esistenza.

Marco Belpoliti, Nord Nord, Einaudi, p. 288, € 20

Wanda Marasco, Di spalle a questo mondo, Neri Pozza, pagg. 414, € 20

Monica Pareschi, Inverness, Polidoro, pagg. 184, € 15

Alberto Prunetti, Troncamacchioni, Feltrinelli, pagg. 160, € 16

Fabio Stassi, Bebelpaltz, con una nota di Alberto Manguel, Sellerio, pagg. 312, € 16

Riproduzione riservata ©
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