Il sorriso di Budii, il topolino che insegna ad essere ciò che si vuole
Un po’ pop, un po’ urban, un po’ graffito. L’iconico personaggio, creato dall’artista Thiago Rosinhole per celebrare l’innocenza dell’infanzia, spicca il volo.
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Oltre dieci anni da manager in alcune delle banche private più importanti del mondo poi, per Thiago Rosinhole, è cambiato tutto e l’arte è entrata nella sua vita. Influenzato dalla cultura pop e dello stile urban, ma soprattutto dalla città in cui è nato, San Paolo in Brasile, ha cominciato una nuova carriera come artista. E non si è più fermato, creando anche un iconico personaggio, Budii, una sorta di topolino che ha conquistato il mondo. Anche il marchio orologiero Bulova, insieme al quale Rosinhole ha realizzato un modello speciale per il suo 150° anniversario che ha celebrato nel 2025.
Sei passato da una lunga carriera dirigenziale in finanza a quella di artista: com’è avvenuto questo cambiamento? In realtà sono sempre stato un artista. A sette anni personalizzavo le mie action figure, i vestiti, le sneakers e i cappellini, facendo disperare mia madre... Ho sempre sentito il bisogno di esprimermi e di trasformare gli oggetti in modo che rappresentassero il mio umore e il mio stato d’animo. Con gli amici scherzo dicendo che non sono stato io a scegliere l’arte come professione, ma è stata lei a scegliere me.
Quando hai capito che l’arte stava diventando un’opzione reale? A un certo punto quelle opere che realizzavo per me come hobby hanno cominciato ad attirare l’attenzione e ho iniziato ad essere invitato ad eventi e mostre in gallerie in tutto il mondo.
C’è qualche aspetto della tua professione passata che ti ha aiutato una volta diventato artista? Credo che senza l’esperienza nei mercati finanziari, non sarei il professionista che sono. Uso la mia arte per connettere le persone e vendere idee. Senza una consapevolezza del mercato, non sarei in grado di usare l’arte come un vettore per raccontare delle storie.
Quali sono le tue influenze? La mia è un’arte che parla al bambino interiore che tutti abbiamo. Prendo un po’ dalla cultura pop e da quella urban, e dai ricordi di quello che ho vissuto per portare in superficie leggerezza e nostalgia. Sono nato e cresciuto a San Paolo, una delle città più grandi del mondo e centro mondiale per i graffiti. Una città cosmopolita che respira arte e cultura, in cui tutto è intenso. Una città che vive 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Amo l’arte urbana e i graffiti e fin da piccolo sono stato ossessionato dagli eroi dei fumetti e dei cartoni. Non saprei citare un artista che mi ha influenzato di più, sarebbe ingiusto e ognuno è il prodotto di un’epoca. Nell’arte visiva i miei riferimenti spaziano da Van Gogh, a Dalì, a Picasso, e ai murales di Kobra degli anni 2000.









