Il solista del diritto attiva una rete di specialisti
Anche i clienti possono preferire le gestioni che permettono di individuare in maniera inequivoca il soggetto responsabile dell’attività
di Antonello Cherchi e Bianca Lucia Mazzei
3' di lettura
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Puntare su se stessi e sulle proprie competenze senza dover dipendere da nessuno è ciò che ha spinto la giovane avvocatessa Clarissa Matteucci a mettersi in proprio e ad aprire a Bologna uno studio tutto suo: «Ho fatto pratica presso uno studio più grande dove per un po’ ho anche collaborato», racconta Matteucci, che ha 33 anni e due figli piccoli. «Non è facile particolarmente in questo periodo di pandemia, ma io voglio provarci anche per dimostrare che una donna ce la può fare». Lo studio, di cui per ora è unica componente, si occupa in prevalenza di diritto amministrativo ma anche di civile. «Mi sono lanciata in quest’avventura soprattutto perché non voglio capi e anche sull’ipotesi studio associato sono molto cauta. È una possibilità da valutare con attenzione perché bisogna trovare i colleghi giusti: bisogna avere idee simili e condividere una linea di pensiero».
Associarsi non potrebbe essere utile? «Sì ma solo se si tratta di colleghi con competenze diverse dalle mie. Questo permetterebbe di creare uno studio in grado di rispondere a tutte le esigenze del cliente e a fidelizzarlo. Se le competenze solo le stesse, invece, il rischio di farsi concorrenza è alto e poi nascono litigi e divergenze».
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Unipersonale è anche lo studio di Antonino Calì, fondato nel 2013. L’avvocato quarant’enne, nato a Ramacca (Catania), dove ha mosso anche i primi passi professionali e dove ha conservato una sede, si è poi trasferito nel capoluogo e dallo scorso anno, grazie a una partnership con una società di real estate, ha aperto un ufficio pure a Milano. «Preferisco gestire lo studio da solo - spiega Calì - e questo modello è apprezzato anche dai clienti, in particolare quelli stranieri, che così hanno un unico interlocutore e sanno con chiarezza in capo a chi ricade la responsabilità del lavoro svolto».
Lo studio Calì ha, infatti, rapporti con l’estero - in particolare Paesi arabi, dell’Est europeo, la Svizzera e il Principato di Monaco - per questioni legate alla proprietà immobiliare. «Seguo la compravendita di hotel e resort in tutto il mondo», aggiunge l’avvocato. Attività che affianco al diritto del lavoro, tributario e civile. Ultimamente ho approfondito, partendo da un mio interesse personale, il diritto delle opere d’arte e dei beni da collezione, un settore in crescita soprattutto tra gli investitori privati in cerca di beni rifugio».


