Un documento chiave per la “libertà di decidere”
«Si parla da qualche tempo di educazione finanziaria, ma non si riesce a trovare la chiave di volta, anche perché il popolo italiano è impegnato sul campo e certi aspetti li trascura. Forse però questo è il momento giusto, in cui c'è un'inflazione a due cifre: gli italiani hanno sui conti correnti circa 1.800 miliardi di euro e ogni anno, per effetto del carovita, perdono dunque 180 miliardi», ha sottolineato dal canto suo Fabio Tamburini, direttore Il Sole 24 Ore, Radiocor e Radio 24 e presidente del Comitato Scientifico del Festival dell'Economia di Trento. «Non è solo un elenco di punti, ma una cosa molto più ampia. C'è la volontà di aiutare tutti su un tema che è troppo spesso sottovalutato» ha fatto notare Roberta Cocco, membro del cda del Sole 24 Ore e presidente del Comitato sul Rispetto della Missione Editoriale del Gruppo 24 Ore e, tra l’altro, docente alle Università Bocconi e Liuc. Ciò vale, ha aggiunto, «in particolare per due categorie: i giovani e le donne. I primi hanno bisogno di formazione ed educazione a 360 gradi, saranno gli adulti di domani e dovranno aiutarci a tutti i livelli per il rilancio e il consolidamento dell'economia. Per le donne è importantissimo avere contezza delle leve finanziarie per essere indipendenti e per poter scegliere sempre in qualsiasi situazione si possano trovare».
Infine Claudia Parzani, presidente di Borsa Italiana, vice presidente del Gruppo 24 Ore, dove è anche presidente del Comitato endoconsiliare Esg e Innovazione Tecnologica: «L'educazione finanziaria passa per la libertà e credo che dare gli strumenti e la flessibilità per scegliere, quando si conoscono le cose, sia la cosa più intelligente. Il Gruppo 24 Ore ha una posizione eccellente per poterlo fare. Stiamo lavorando per potere incidere. È una strada che dobbiamo fare tutti assieme, noi facciamo la nostra parte. L’importante è avere gli strumenti per essere liberi di decidere».
Il Manifesto nel dettaglio: 10 punti chiave
Il Manifesto si poggia su 10 principi alla base della promozione dell'educazione e della cultura finanziaria, cominciando dalle scuole superiori fino alle università. A partire dall’educazione, visto che «nella società globale essere cittadini significa anche essere consumatori, lavoratori, imprenditori e risparmiatori: per questo motivo è fondamentale che l'educazione finanziaria sia parte dell'educazione civica anche a scuola», e dai giovani e donne: «In un mondo sempre più globalizzato e accelerato dalla velocità di diffusione delle informazioni sul web e sui social media, ragazzi e bambini diventano soggetti dell'economia sempre prima ed è bene che si cominci ad insegnare l'educazione finanziaria il più presto possibile. - si legge nel documento - Inoltre va colmata la disparità economica delle donne spesso derivata anche da scarse competenze finanziarie». Senza dimenticare un trend di lungo periodo come la longevità: «In una società di persone che vivono e sono attive sempre più a lungo bisogna iniziare sempre prima a pensare alla protezione della propria salute e del proprio benessere ma anche dei propri risparmi, prima, durante e dopo la fase lavorativa della vita». Poi ci sono i risparmiatori, cuore pulsante dell’Italia: in un Paese come il nostro «è ancora più urgente evitare ritardi nella comprensione delle basi della finanza e vanno colmate con informazioni chiare e corrette le aree di analfabetismo economico-finanziario che ancora esistono anche per ridurre il divario tra le diverse classi sociali».
Altri due capisaldi del Manifesto sono la sicurezza e gli investimenti. La prima perché «in un mondo in continuo e rapido cambiamento l'economia e la finanza sono sempre più complesse e volatili, bisogna dunque evitare alti tassi di indebitamento e investimenti ad alto rischio. Per questo motivo è importante comprendere prima possibile rischi e opportunità». Al contempo, «in un mercato sempre più sviluppato e ricco di opportunità di investimenti di ogni tipo investire con attenzione è sempre più necessario. Per questo motivo capire le regole e il linguaggio della finanza è ormai indispensabile per tutti».
Proseguendo, altri tre punti chiave del Manifesto sono Alleanza, perché «le crisi sono sempre più frequenti e c'è sempre più bisogno di un consiglio qualificato. Servono interlocutori autorevoli come scuole, università, banche, organi di informazione più accreditati e specializzati, in un'alleanza dei saperi per promuovere la cultura finanziaria»; Sostenibilità, alla luce del fatto che “la finanza è in continua e rapida evoluzione. Sostenibilità, trasparenza nelle relazioni, innovazione digitale ed ecologica, parità di genere sono le nuove basi dell'economia. Conoscerle significa essere predisposti alla formazione continua delle competenze nella giusta direzione»; e tecnologie: quelle nuove, insieme con le intelligenze artificiali «pongono interrogativi inediti, ma possono essere strumenti utili contro rischi di volatilità, frodi e danni alla sicurezza, non solo informatica. Lo studio di questi temi è indispensabile anche per l'educazione finanziaria».