Teatro

Il santo per mano con Piovani, Peppe Barra e Sofocle

di Antonio Audino

Beppe Barra (IPP)

2' di lettura

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Il poverello di Assisi ci appare come un uomo determinato, coraggioso e vicino ai poveri e ai diseredati nel celebre testo di Dario Fo Lo santo jullare Francesco, riportato ora in scena da Ugo Dighiero, mentre, a ricordare il suo incontro col Sultano d’Egitto provvede la novità commissionata dal Festival, Il santo folle, scritto da Guido Barbieri (vedi Raffaele Mellace, accanto). In ricordo del primo presepe, voluto proprio da Francesco, Peppe Barra riprende La cantata dei pastori, opera seicentesca del gesuita Andrea Perrucci. E ancora ,intorno alla rievocazione della notte santa si muove il poema di Eduardo De Filippo, Padre Cicogna, storia di un prete che abbandona i voti per sposarsi, intenzionato poi ad allestire una rappresentazione natalizia insieme ai suoi figli. Musicata da Nicola Piovani per Luca De Filippo, l’opera rivive a Ravenna con la direzione dello stesso compositore e la voce di Toni Servillo.

Molti appuntamenti del festival, se non citano esplicitamente il Santo, indagano comunque sui valori umani più profondi e su un’idea di pace e di convivenza. Così è per l’Antigone di Sofocle, riscritta da Marco Martinelli insieme ai ragazzi delle scuole dell’hinterland napoletano, che arriva qui dopo il debutto a Pompei, mentre il regista Luigi Dadina allestisce con la comunità multietnica di Lido Adriano Viaggio in Occidente, a partire da un antico romanzo cinese in cui si narra del cammino di quattro monaci buddisti verso l’India.

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Così come la protagonista de La misteriosa scomparsa di W, dal racconto di Stefano Benni, cerca di ricostruire i suoi ricordi e la sua identità, nella versione che ne dà Ambra Angiolini, Ermanna Montanari riprende le vicende di Belda, una donna ritenuta strega, tratta dal poemetto Lus di Nevio Spadoni.

C’è poi, oltre a La bambina inglese intrecciata con la musica (vedi Mellace, accanto), Storia del nuovo cognome di Fanny & Alexander, che si ispirano al fumetto di Mara Cerri tratto dall’opera di Elena Ferrante. Chiude il cartellone OperaPaese per Ravenna, sulle tracce della storica creazione musicale di Giorgio Battistelli, con gli artigiani del territorio e i loro racconti, raccolti e proposti da Guido Barbieri.

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