Prima di Natale, aveva scritto che solo l’ultradestra «può salvare la Germania» dal tracollo economico e culturale. Poi, in un intervento ospitato dal quotidiano Welt, ha spiegato ai tedeschi i motivi della sua preferenza, invitandoli a votare per il partito che ha nel programma il progetto di portare il Paese fuori dall’euro e dall’Unione Europea.
Il network di estrema destra
L’ex Twitter è poco diffuso in Germania, solo il 5% dei tedeschi lo utilizza (almeno una volta alla settimana). La piattaforma è però molto frequentata dalla politica e quello che vi accade ha grande eco nel sistema dei media. La stessa Afd ha come principali canali social YouTube, Facebook e TikTok, dove è di gran lunga più attiva degli altri partiti.
Musk è strettamente collegato a molti account di estrema destra attraverso commenti e ripost online. E comunque ogni suo post su X raggiunge milioni di utenti in tutto il mondo.
Il tecnomiliardario, ormai a capo di un conglomerato globale, potrebbe però non piacere a tutti gli elettori di Afd. Secondo Oliviero Angeli, politologo della Technische Universität di Dresda e coordinatore del centro di ricerca Midem, da un lato i suoi interventi «danno popolarità alla Afd e in qualche modo la legittimano», tuttavia, la destra del partito, radicata nella Germania dell’Est, «è sempre stata un po’ antiamericana».
L’endorsement di Vance
Non c’è solo Musk. Tutta la Casa Bianca fa il tifo per Alternative für Deutschland, come si è visto alla Conferenza di Monaco del 14 febbraio. Il vicepresidente Usa, JD Vance, in un’intervista al Wall Street Journal alla vigilia della riunione, ha esortato i politici tedeschi a lavorare con tutti i partiti, inclusa l’ultradestra.