Carta e penna

Il ritorno del corsivo su TikTok e la proposta Unesco di tutelare la scrittura

Ci sono influencer della scrittura a mano da milioni di followers. Mentre l’Unesco lancia il progetto di salvaguardia e candida il corsivo a patrimonio immateriale dell’umanità.

Di Barbara Sgarzi

Un’immagine di scrittura in italico corsivo di Monica Dengo, artista e insegnante di calligrafia, che ha collaborato negli anni con HTSI. ©Carolina Sartori

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Sviluppa la concentrazione e la creatività. Combatte la digital fatigue e permette di memorizzare meglio le informazioni. Scrivere con carta e penna, in un mondo ampiamente digitalizzato, non è solo un vezzo del passato, ma un esercizio di manualità e pazienza per focalizzare il pensiero, troppo spesso distratto dal bombardamento di immagini in movimento. E anche un modo per distinguersi: un biglietto manoscritto è talmente raro che si imprime nella memoria sicuramente più di un frettoloso messaggio su WhatsApp.

Non a caso, forse, uno dei primi esempi di scrittura in volgare italiano, quell’Indovinello veronese delle nostre reminiscenze scolastiche (“se pareba boves, alba pratalia araba…”), datato tra l’VIII e il IX secolo, celebra proprio l’atto della scrittura, paragonandola a una coppia di buoi che ara il campo bianco del foglio, dove sarà seminato il nero seme dell’inchiostro.

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All’Unesco è appena stato presentato un progetto per la salvaguardia della scrittura a mano. E’ partita una raccolta pubblica di firme il cui scopo è di candidare il corsivo come patrimonio immateriale dell’umanità. Il Comitato Promotore dell’iniziativa è formato, fra gli altri, dall’Istituto Grafologico Moretti di Urbino, dall’Associazione Grafologa Italiana e dall’Ossmed, l’Osservatorio sulla mediazione linguistica.

Il dibattito sulla necessità di insegnare nuovamente il corsivo alle elementari è vivo nel mondo e in Italia, dove alla fine di settembre a Bologna si è tenuta la terza edizione del festival Manu Scribere, promosso dall’Associazione Grafologica Italiana. In California, il ritorno al corsivo per i circa 2,6 milioni di studenti tra i sei e dodici anni, nativi digitali, è da poco diventato legge, mentre un recente studio di un gruppo di neuroscienziati della Norwegian University of Science and Technology ha dimostrato come la scrittura manuale ampli e intensifichi le connessioni cerebrali e favorisca la memorizzazione. Una delle penne più preziose della Masterpiece Collection di Pineider si chiama, non a caso, Psycho, per evocare la complessità della psiche umana. In argento con pennino in oro, ha un intricato design a intreccio labirintico e semitrasparente.

Una moda, quella del ritorno alla penna? Anche, esplosa per contrappasso sulle piattaforme digitali. TikTok ha visto nel 2024 un incremento del 63 per cento per l’hashtag #calligraphy e gli influencer della scrittura come la vietnamita Nhuan Dao e la peruviana Paola Gallegos viaggiano tra i 2 e i 9 milioni di followers.

Stilografica Psycho in argento con pennino oro, PINEIDER.

Spiega Aldo Iotti, maestro calligrafo che per Manu Scribere tiene laboratori con carta e pennino: «Apprendere questa arte è un esercizio di pazienza: ci vuole tempo e calma e, come quando andavo io alle elementari, si deve iniziare dalle aste, per imparare forme e proporzioni». Iotti fornisce ai partecipanti il calamo, pennino standard che va poi cambiato a seconda del tratto e della pressione sul foglio di ognuno; perché, e anche qui in un mondo standardizzato è una bella novità, non esistono due grafie perfettamente identiche.

Lo sanno bene quelli di Aurora, marchio storico della scrittura in Italia, che puntano da sempre sulla personalizzazione. Il brand, che vanta fra i suoi masterpieces la Hastil disegnata da Marco Zanuso ed esposta al MoMA di New York, ha creato e gestisce l’Officina della Scrittura, vicino a Torino, un museo che offre corsi di grafologia e psicologia, e racconta tutto ciò che è legato alla cultura della scrittura e al segno della mano dell’uomo, dalle pitture rupestri fino ai tablet, ormai evoluti per permettere una scrittura con pennino digitale sempre più simile a quella cartacea.

L’ultima follia per i collezionisti? La linea Diamante, due roller sfolgoranti di 1.919 pietre certificate De Beers con un cabochon incastonato nella testina, una solo di diamanti, l’altra con diamanti e zaffiri: uno strumento di scrittura che è un’opera d’arte da oltre 30 carati.

Meisterstück Inspire Calligraphy Limited Edition 88, MONTBLANC.

Uno zaffiro impreziosisce anche il pennino in oro bianco massiccio della Montblanc Meisterstück Inspire Calligraphy Limited Edition 88, uscita a settembre per celebrare questa penna iconica, ricordata anche da un corto pubblicitario firmato da Wes Anderson. La forma del pennino, con spigoli più netti e meno arrotondati rispetto allo standard, è pensata proprio per esercitarsi nell’arte della calligrafia.

Meravigliose penne-gioiello che impreziosiscono il tratto, magari da usare con quello che è noto come l’inchiostro più costoso al mondo, il sumi ink giapponese. Ci vogliono quattro anni per produrlo, è in forma solida e, per uno stick da 200 grammi, si arriva a spendere più di mille dollari. Niente in confronto al pigmento viola ritrovato tra le rovine delle terme romane risalenti al III secolo d.C. a Carlisle, in Inghilterra. Si tratta della cosiddetta “porpora di Tiro”, un inchiostro ottenuto da migliaia di conchiglie frantumate provenienti dal Mediterraneo, in particolare dalle coste del Marocco, all’epoca più costoso dell’oro per il difficile processo di lavorazione.

Una volta scelti penna e inchiostro, le prove di neocalligrafia hanno bisogno di un adeguato supporto. Un grande classico che profuma di primi giorni di scuola è Fabriano, che quest’anno compie 760 anni di vita. La sua Carta Medioevalis da più di un secolo è la più pregiata per corrispondenza, biglietti e inviti, ma anche per disegnare. Quattro bordi intonsi ottenuti con strappo manuale del filo ad acqua e due colorazioni, avorio e original white, completamente naturali, prive di sbiancanti ottici.

Roller Diamante, con diamanti e un diamante cabochon nella testina, AURORA

Da portare sempre con sé i taccuini Moleskine, evoluti per il gusto contemporaneo grazie alla cover vegana prodotta da Vegea con gli scarti organici dell’industria vinicola italiana, in blu scuro ed effetto pitone nero. Sulla scrivania, invece, il Set Atelier che unisce il marchio dei taccuini al leggendario Blackwing per matite e gomme. Sono solo 500 i cofanetti disponibili che racchiudono due classici Moleskine, la scorta di matite per un anno – dodici morbide per disegnare e dodici dure per appunti e rapidi schizzi – insieme ad accessori deliziosamente vintage come il temperamatite a manovella e uno sharpener a lama elicoidale.

SCRIPTA MANENT A.G.I. ASSOCIAZIONE GRAFOLOGICA ITALIANA. AURORA, penne collezione Diamante, 125.000 € (in diamanti e zaffiri), 150.000 € (solo diamanti). Per visite e corsi all’OFFICINA DELLA SCRITTURA. FABRIANO, Carta Medioevalis, a partire da 15 €. MANU SCRIBERE, festival della scrittura a mano. MOLESKINE, cofanetto da collezione Precious & Ethical con due taccuini con cover vegana, busta portadocumenti e una stilografica Kaweco, 200 €. Set Atelier Blackwing per Moleskine, 370 €. MONTBLANC, Meisterstück Inspire Calligraphy Limited Edition 88, 55.000 €. PINEIDER, penna Psycho, 3.300 €.

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