Il riscatto del Sud passa dall’ingegno di imprese visionarie e resilienti
È la passione che spinge tanti piccoli imprenditori ad avviare attività in nicchie di mercato che, con il tempo, diventano storie di successo
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Ingegno, creatività, resilienza, ma anche passione e voglia di riscatto di un Mezzogiorno che per superare il pesante gap infrastrutturale punta su competenze, alta formazione, tecnologia e connessioni. Ancorate al territorio, le aziende della lista Stele del Sud 2026 Sole 24 Ore-Statista invertono i trend di emigrazione e fuga di cervelli con quel guizzo di originalità tipico dei meridionali, che unito a digitalizzazione e innovazione li distingue nei settori più diversi: it&software, commercio, servizi, logistica.
Visionario, eclettico, appassionato di fisica, Guido Bozzelli, si ispira alla Divina Commedia, per fondare a Napoli, nel 2003, Digiltacomoedia srl, un tuffo nel mare dell’immaginazione attraverso il digitale. Trenta dipendenti e una vision in cui realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale e digital twin si applicano a aerospazio e difesa, cultura e entertainment. Viaggi nel tempo e nello spazio per interagire con un radar che controlla il sistema di difesa di una nave virtuale per l’addestramento digitale o per interloquire con un’antica sacerdotessa per valorizzare il patrimonio museale o per seguire le avventure di “Lola on board”, il cartone animato per rendering 3D, tra i primi Ip di animazione tutto made in Sud.
C’è intuito nell’informatizzare, senza rinunciare alla presenza umana, i controlli ispettivi nell’oil&gas e rendere le attività di collaudo sempre più efficienti, tracciabili e trasparenti, grazie a PipeTrue, il software di EX.T.IN srl di Taranto che, spiega l’amministratore unico Pasquale Bello, «dalla produzione del tubo alle ispezioni fornisce informazioni esaustive e in tempo reale su qualità e conformità».
Ma c’è anche una grande visione in Spike Rete Soggetto, già Post & Service Group, nata a Modugno (Bari) nel 1998 con le liberalizzazioni, oggi modello innovativo di rete e tecnologia applicata alla logistica pubblica e ai servizi di prossimità, con 150 sedi operative in Italia e un fatturato di 20 milioni. «La vecchia borsa del postino – per il fondatore Carlo Stramaglia – è sempre più digitale, anche se ci vorranno almeno 10 anni per la completa digitalizzazione della corrispondenza». E intanto fa business consegnando 67 milioni di atti giudiziari.
Il passaggio generazionale al Sud non è facile. Bisogna avere una marcia in più, come Mattia Mucci che con Marco Luciani, ha fondato nel 2020 a Pescara, Treddy srl, 5 milioni di fatturato, specializzata nella stampa 3D industriale e nella manifattura additiva. Dal parastinco in 3D per i calciatori, all’hub tra i più grandi in Italia (3mila metri quadrati) per produrre con bracci robotici pezzi di grandi dimensioni, soprattutto per la nautica.


