Stelle del Sud 2026

Il riscatto del Sud passa dall’ingegno di imprese visionarie e resilienti

È la passione che spinge tanti piccoli imprenditori ad avviare attività in nicchie di mercato che, con il tempo, diventano storie di successo

di Luigia Ierace

La città della scienza a Bagnoli (Napoli), simbolo dell’ingegno del Mezzogiorno

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Ingegno, creatività, resilienza, ma anche passione e voglia di riscatto di un Mezzogiorno che per superare il pesante gap infrastrutturale punta su competenze, alta formazione, tecnologia e connessioni. Ancorate al territorio, le aziende della lista Stele del Sud 2026 Sole 24 Ore-Statista invertono i trend di emigrazione e fuga di cervelli con quel guizzo di originalità tipico dei meridionali, che unito a digitalizzazione e innovazione li distingue nei settori più diversi: it&software, commercio, servizi, logistica.

Visionario, eclettico, appassionato di fisica, Guido Bozzelli, si ispira alla Divina Commedia, per fondare a Napoli, nel 2003, Digiltacomoedia srl, un tuffo nel mare dell’immaginazione attraverso il digitale. Trenta dipendenti e una vision in cui realtà virtuale e aumentata, intelligenza artificiale e digital twin si applicano a aerospazio e difesa, cultura e entertainment. Viaggi nel tempo e nello spazio per interagire con un radar che controlla il sistema di difesa di una nave virtuale per l’addestramento digitale o per interloquire con un’antica sacerdotessa per valorizzare il patrimonio museale o per seguire le avventure di “Lola on board”, il cartone animato per rendering 3D, tra i primi Ip di animazione tutto made in Sud.

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C’è intuito nell’informatizzare, senza rinunciare alla presenza umana, i controlli ispettivi nell’oil&gas e rendere le attività di collaudo sempre più efficienti, tracciabili e trasparenti, grazie a PipeTrue, il software di EX.T.IN srl di Taranto che, spiega l’amministratore unico Pasquale Bello, «dalla produzione del tubo alle ispezioni fornisce informazioni esaustive e in tempo reale su qualità e conformità».

Ma c’è anche una grande visione in Spike Rete Soggetto, già Post & Service Group, nata a Modugno (Bari) nel 1998 con le liberalizzazioni, oggi modello innovativo di rete e tecnologia applicata alla logistica pubblica e ai servizi di prossimità, con 150 sedi operative in Italia e un fatturato di 20 milioni. «La vecchia borsa del postino – per il fondatore Carlo Stramaglia – è sempre più digitale, anche se ci vorranno almeno 10 anni per la completa digitalizzazione della corrispondenza». E intanto fa business consegnando 67 milioni di atti giudiziari.

Il passaggio generazionale al Sud non è facile. Bisogna avere una marcia in più, come Mattia Mucci che con Marco Luciani, ha fondato nel 2020 a Pescara, Treddy srl, 5 milioni di fatturato, specializzata nella stampa 3D industriale e nella manifattura additiva. Dal parastinco in 3D per i calciatori, all’hub tra i più grandi in Italia (3mila metri quadrati) per produrre con bracci robotici pezzi di grandi dimensioni, soprattutto per la nautica.

Antonella D’Ercole, nel cda di Lucana Sistemi srl, fondata a Matera nel 1980 dal padre Cosimo, tra i principali partner tecnologici della Regione Basilicata (80 professionisti e 8 milioni di fatturato), ha rivoluzionato il modo di apprendere con Ars Book, prima casa editrice 4.0, e leader nello sviluppo di App in realtà aumentata per il mercato Education in Italia. Tra le novità una seduta per bambini a forma di libro, con monitor integrato multitouch e un software interattivo.

Talenti e start-up innovative crescono in Sicilia. «Abbiamo investito nei giovani e nel territorio ed è nata OASI digitale, una rete di una dozzina di aziende che conta 1350 professionisti ed oltre 350 milioni di fatturato», sottolinea Stefano Ricca, che ha fondato a Ragusa la Ricca It e lanciato nel 2025 una suite di servizi di intelligenza artificiale tutta “made in Sicilia” chiamata Arianna. Oltre 63 milioni di euro di fatturato e con l’ingresso nel Cda del leader internazionale Alessandro de Bartolo, punta a una nuova filiale a Milano, oltre alle sedi di Ragusa, Catania, Roma, Napoli e Bari.

Il capitale umano è il punto di forza di Next04, di Catania, più di 50 unità, tutti laureati, età media 30 anni, con sedi anche a Roma e Milano. «Eravamo in 4 in un piccolo appartamento – spiega il Ceo Carlo Testa – oggi siamo motore d’innovazione per il Paese». E sempre a Catania, Pixora startup innovativa, nata 2021, impegnata nella digitalizzazione dei processi industriali si distingue per il suo approccio 100% open source; e Persec, nata nel 2016, 28 dipendenti 2,5 milioni di fatturato, che punta, dice il fondatore Antonio Licitra, a varcare lo stretto, continuando a investire in formazione.

In Campania, è cresciuta rapidamente a Napoli, la DnaFactory, da un sottoscala di 50 metri quadrati nel 2016, al capannone di mille metri quadrati a Bacoli, sul mare, che diventerà un polo di intelligenza artificiale (30 dipendenti e 1,5 milioni di fatturato). I fondatori Andrea Caprio e Daniel Russo, che collaborano con l’Itis di Scampia e l’Università Federico II di Napoli, operano con una mentalità da startup, attenti anche al benessere dei dipendenti tra palestra e un gestionale per nutrizionisti.

Da Napoli, a Roma alla Sicilia, la ES Progetti, eccellenza tecnica e tecnologica, è nata nel 1991 come azienda di information technology applicata alla digitalizzazione, salvaguardia, restauro e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale con progetti dall’Arabia Saudita, al parco archeologico di Pompei, al Colosseo. Circa 6,8 milioni di euro e oltre 40 dipendenti. Il segreto per Vincenzo Sommella, amministratore unico, è nella formazione multidisciplinare trasversale in cui ogni professionista comprende il linguaggio digitale, ma anche quello del patrimonio culturale.

In Puglia, spiccano Generation Bit, fondata a Lecce, nel 2009 da Cesare Ingrosso, per erogare servizi di noleggio informatici per aziende e per PA, riferimento per il mercato con soluzioni a 360 gradi, ed Algòmera, nata a Brindisi nel 2014, con sedi anche a Milano e Rovigo, che si distingue per il suo approccio “sartoriale” e un team multidisciplinare.

In Sardegna, Digital Pa, fondata nel 2014 a Cagliari, da Oscar Pitzanti, non solo per costruire software innovativi, ma alimentare la trasformazione digitale, ha oltre 100 dipendenti, una sede anche a Sulmona e circa 7 milioni di fatturato. Tra le novità, la piattaforma InfoBandiPA.

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