Il progresso tecnologico leva cruciale per il net zero
Secondo la Iea serviranno 90 miliardi di dollari per ricerca e sviluppo entro il 2030 per superare l’attuale gap. Industria in prima linea
di Celestina Dominelli
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Su un punto le due analisi convergono: la necessità di ingenti investimenti, fin da subito, per traguardare la transizione energetica. Con l’obiettivo di irrobustire la spinta tecnologica, leva cruciale per poter raggiungere la neutralità carbonica al 2050. Perché, è l’assunto sostenuto dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) e dall’Irena (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili) messo nero su bianco in alcuni scenari, che includono anche le strategie attuate e programmate dai governi, c’è bisogno di un forte sprint nelle politiche di investimento in ricerca e sviluppo (R&S) delle nuove tecnologie per accelerare il traguardo della decarbonizzazione.
La Iea stima come necessario un impegno di circa 90 miliardi di dollari nel settore della R&S, già entro il 2030, per rendere possibile il superamento dell’attuale gap tecnologico. Mentre l’Irena evidenzia che, tra il 2021 e il 2050, circa 24 trilioni di dollari dovranno essere reindirizzati da investimenti in combustibili fossili alle tecnologie di transizione energetica.
Il faro sulle nuove tecnologie
Su quali binari, però, bisognerà orientare i principali sforzi? La risposta dell’Agenzia diretta da Fatih Birol è netta: circa metà delle riduzione di emissioni da raggiungere entro il 2050 arriverà da tecnologie che sono oggi ancora in fase pilota o di dimostrazione.
Mentre nel periodo 2021-2030, ci si attende infatti l’implementazione intensiva di tecnologie conosciute, dopo il 2030, è il messaggio lanciato dalla Iea, si assisterà alla messa a terra di soluzioni ancora non disponibili, ma in fase di studio e/o sperimentazione, che saranno, come detto, responsabili del taglio del 50% delle emissioni totali.
Da qui la necessità, rimarca l’Agenzia, di prevedere più di una discontinuità tecnologica importante in vari settori (dall’industria pesante allo stoccaggio delle energie rinnovabili) per poter centrare l’obiettivo dello zero netto al 2050 che sarà altresì sostenuto dall’elettrificazione del sistema energetico.



