Il programma di Stati Uniti d’Europa per le elezioni europee
Il Sole 24 Ore ha sintetizzato le posizioni dei principali partiti in corsa (che nei sondaggi risultano sopra o intorno alla soglia del 4%) in sei punti decisivi dei rispettivi programmi
2' di lettura
I punti chiave
2' di lettura
Governance politica
Riforma delle istituzioni europee, voto a maggioranza, presidenti
Eliminare il voto all’unanimità
È ora di mettere mano ai Trattati istitutivi e fare passi avanti verso gli Stati Uniti d’Europa, con un governo che risponda al Parlamento europeo, una politica estera, di difesa, fiscale e migratoria comune e l’eliminazione del voto all’unanimità. Serve l’abolizione del diritto di veto.
Governance economica
Le nuove regole per il bilancio, debito comune ed eurobond
Debito comune necessario
Il bilancio europeo ammonta solo all’1% della somma dei Pil nazionali. Occorre raggiungere il 5% e dotarsi di una vera unione fiscale come completamento dell’unione monetaria. Il Recovery Fund ha dimostrato che il debito comune si può fare ed è conveniente per tutti. L’obiettivo è renderlo strutturale.
Difesa comune
Ucraina e nuovo quadro geopolitico: oltre la cooperazione militare
Un esercito europeo
Bisogna aiutare l’Ucraina a vincere la guerra contro l’aggressore russo tramite nuovi stanziamenti e forniture militari. Vanno poste le basi per un’Europa della Difesa, che promuova più efficacemente il pilastro dell’Alleanza Atlantica anche attraverso la creazione di un vero e proprio esercito europeo.
Politica industriale
Imprese, competitività, energia e ambiente. Barriere e incentivi
Sviluppo ecocompatibile
Industria e politiche dell’ambiente devono procedere insieme, il sistema industriale deve rappresentare un player fondamentale e un volàno in un percorso di decarbonizzazione che, contemperando sviluppo e rispetto dell’ambiente, sappia competere e concorrere con Usa e Cina.
Lavoro
Salari e cuneo fiscale, contratti e formazione dei lavoratori, pensioni
Sussidio di disoccupazione Ue
L’obiettivo è un mercato europeo unico del lavoro, introducendo un quadro di regole comuni per superare le barriere nazionali alla mobilità dei lavoratori, al riconoscimento dei titoli di studio, all’accesso alle professioni, arrivando a pensare a un sussidio di disoccupazione europeo.


