Musica

Il programma di Ravenna Festival 2026

a cura di Carla Moreni

L’ensemble della Cappella Neapolitana

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21 maggio

Anne-Sophie Mutter

Inaugura il Ravenna Festival, con quella arcata profonda inconfondibile, il suono robusto e di miele, l’inossidabile disciplina. Svetta da mezzo secolo regale Anne-Sophie Mutter, scoperta a tredici anni da Karajan e nel tempo paladina di una presenza sempre più vincente del violino al femminile. Il Concerto op.61 di Beethoven rimane uno dei cavalli di battaglia e la vede qui solista con la Royal Philharmonic Orchestra, che conclude la seconda parte della serata con la celeberrima Quinta di Mahler.

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Direttore Vasily Petrenko

Palazzo Mauro De André

30 e 31 maggio

MKO

Doppia data per la MKO, Münchener Kammerorchester, storica formazione con sede a Monaco, pronta a brillare nel Concerto n.1 di Chopin insieme al giovane Arsenii Moon, talento pianistico di prima sfera, rivelazione del penultimo Concorso Busoni. In carrellata gli orchestrali ammiccano prima agli “under 35”, con pagine di Pärt, Mozart e Bartók (a seguire DJ set) mentre l’indomani appaiano maestro e allievo: Haydn nell’esordio della Creazione e Beethoven con la Sinfonia n.5. Al centro il cuore di Chopin.

Direttore Enrico Onofri

Teatro Alighieri

e Rocca Brancaleone

7 giugno

Riccardo Muti

Si conferma come uno dei capolavori del Novecento riscoperti e valorizzati da Riccardo Muti Nobilissima visione, il balletto di Paul Hindemith composto nel 1937, ispirato agli affreschi di Giotto nella Cappella Bardi in Santa Croce a Firenze, raffiguranti episodi della vita di San Francesco dopo la conversione. Selezionati in Suite da concerto, i brani dialogano nella miglior forma ideale con il fil rouge del Festival, introdotti dalla onirica e sofisticata campata notturna di Contemplazione, pagina tardo-ottocento di Alfredo Catalani.

Orchestra Giovanile

Luigi Cherubini

Rocca Brancaleone

14 giugno

Kent Nagano

Guarda ai quattro diversi colori delle Stagioni di Vivaldi la compositrice Aziza Sadikova, radici nell’Uzbekistan, studi organistici e di composizione a Londra. E li rilegge nei Farbenzeiten, per oboe, violoncello, tromba, percussioni e orchestra, eseguiti nel 2024 al debutto alla Philharmonie di Berlino diretti da Kent Nagano, alfiere e dedicatario. La proposta originale, in prima italiana, si appaia con il naturalismo della Pastorale di Beethoven, in un dittico affidato ai leggii della giovane Orchestra Cherubini.

Direttore Kent Nagano

Palazzo Mauro De André

17-18-giugno

Roberto De Simone

Rappresenta un ricco omaggio alla figura di Roberto De Simone l’impaginato che in due giorni vede sfilare prima la Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio, per proporre rarità del Seicento e Settecento di Caresana, Netti, Scarlatti, Fago e anonimi, declinate sul tema della Natività; e poi l’indomani Peppe Barra, in una nuova versione della Cantata dei pastori, che fu da De Simone riscoperta. A corredo, una esposizione dei costumi originali della Gatta Cenerentola e un vernissage con Barra intervistato da Filippo Arriva.

Basilica di San Vitale

Teatro Alighieri

11 luglio

Coro & Ensemble 1685

Intrecciano una corrispondenza ideale con gli ultimi versi del francescano Cantico delle Creature e la lode a Sora nostra morte corporale, le composizioni severe, cineree eppure piene di speranza, concertate da Antonio Greco, fine conoscitore del barocco: sono due Mottetti di Johann Sebastian Bach, per coro, orchestra e basso continuo,e il Requiem del boemo Jan Dismas Zelenka. A eseguirle viene chiamato il nuovo Coro & Ensemble 1685 (anno di nascita triplice di Bach-Händel-Scarlatti) creato all’interno del Conservatorio di Ravenna.

Direttore Antonio Greco

Basilica di San Francesco

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