Il programma del Movimento 5 Stelle per le elezioni europee
Il Sole 24 Ore ha sintetizzato le posizioni dei principali partiti in corsa (che nei sondaggi risultano sopra o intorno alla soglia del 4%) in sei punti decisivi dei rispettivi programmi
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I punti chiave
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Governance politica
Riforma delle istituzioni europee, voto a maggioranza, presidenti
Sì al voto a maggioranza
Sostituire il voto all’unanimità con il voto a maggioranza qualificata nel Consiglio e attribuire al Parlamento Ue il diritto di iniziativa legislativa. Al Parlamento va conferito il potere di nominare il presidente della Commissione. Sì al referendum abrogativo delle leggi Ue.
Governance economica
Le nuove regole per il bilancio, debito comune ed eurobond
Investimenti e debito comuni
Aumentare sensibilmente il bilancio comune europeo per finanziare transizione verde, investimenti ad elevata intensità tecnologica, sviluppo di aree arretrate, sanità e sicurezza sociale. Rendere permanente il meccanismo del Next Genetation Eu.
Difesa comune
Ucraina e nuovo quadro geopolitico: oltre la cooperazione militare
Stop armi all’Ucraina
Diciamo basta all’invio di nuove armi e perseguiamo in tutti i modi la pace. L’Europa deve adoperarsi per una Conferenza di pace da tenersi sotto l’egida dell’Onu. Perseguire il “cessate il fuoco” immediato anche in Medio Oriente, sì al riconoscimento dello Stato della Palestina.
Politica industriale
Imprese, competitività, energia e ambiente. Barriere e incentivi
Rafforzare il Green Deal
Il Green Deal va rafforzato. Serve un Energy Recovery Fund strutturale contro la povertà energetica e per finanziare la transizione. Occorre decarbonizzare le nostre economie e intervenire sugli extraprofitti delle compagnie energetiche.
Lavoro
Salari e cuneo fiscale, contratti e formazione dei lavoratori, pensioni
Sì al reddito di cittadinanza Ue
Sì la reddito di cittadinanza Ue. La Ue deve impegnarsi nel garantire standard minimi per i contratti di lavoro attraverso una “direttiva dignità con causale per contratti a termine”. Sì al salario minimo per contrastare il dumping sociale, sì a una direttiva sulla settimana lavorativa corta.


