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Ravenna Festival 2025
Il programma
Da Oxford. I Tallis Scholars fondati da Peter Phillips nel 1973
2' di lettura
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31 MAGGIO
Riccardo Muti
Apertura all’insegna della più aristocratica classicità per il Ravenna Festival: Riccardo Muti alla guida dei suoi Cherubini mette a confronto i portali del mozartiano Concerto n.4 K218, con il violino solista di Giuseppe Gibboni, e della Settima di Beethoven. Due partiture rilucenti, screziate di invenzione ritmica in continua fioritura, rubata ai metri della poesia antica. Apoteosi della danza definì Wagner la Sinfonia, non a caso. L’iniziale Ouverture Coriolano orienta subito il percorso.
Beethoven, Ouverture Coriolano
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Mozart, Concerto n.4 K218
Beethoven, Sinfonia n.7
Giuseppe Gibboni, violino
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Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Palazzo Mauro De André
1 GIUGNO
The Tallis Scholars
Aveva vent’anni Peter Phillips quando nel 1973 fondò tra le aule dell’Università di Oxford i Tallis Scholars, destinati a diventare uno dei gruppi vocali dall’identità più inconfondibile, esploratori di repertori antichi dimenticati messi a confronto con la scrittura
contemporanea.
L’anniversario di Palestrina, cinquecento anni dalla nascita, offre loro l’occasione di misurarsi con la Missa brevis, che, unita ad altre pagine del Principe della polifonia, si rispecchia nel presente di Arvo Pärt, novantenne.
Invecchiare è diventato qualcosa da prevenire, rallentare e correggere. Botox, filler e lifting raccontano una società sempre più ossessionata dalla giovinezza.
Immaginare le città. Heiner Goebbels (Harald Hoffman)
7 GIUGNO
Heiner Goebbels
Leggere la città come fosse un testo in forma sinfonica: così il compositore tedesco Heiner Goebbels, settantatré anni, ha immaginato una delle opere teatrali maggiormente rappresentate, Surrogate Cities: datata 1994, quando a Francoforte avvenne la prima rappresentazione, e poi replicata con successo nel mondo, nella produzione specifica per Ravenna Festival l’artista ne reinventa scene e light design. La Cherubini diretta da Andrea Molino si intreccia con le voci di Aurore Ugolin e John De Leo.
Surrogate Cities
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Direttore Andrea Molino
Teatro Alighieri
17 GIUGNO
Vivaldi d’amore
Scrigno di continua invenzione è il vasto repertorio di Antonio Vivaldi: quando Stravinskij coniò la boutade che il musicista veneziano avesse riscritto sempre il medesimo concerto, ne diede per converso il volano alla riscoperta. Qui a stagliarsi protagonista ecco sbalzata la viola d’amore, strumento nel quale eccelleva la prediletta Anna Maria, tra le “putte” dell’Ospedale della Pietà. Si misura con lei Alessandro Tampieri, solista e direttore dell’Accademia Bizantina, storico ensemble ravennate.
Vivaldi, Concerti violino
e viola d’amore
Accademia Bizantina
Direttore e solista Alessandro Tampieri
Teatro Alighieri
In dialogo con Amira Abouzahra. Zubin Mehta (Simone Donati TerraProject-Contrasto)
26 GIUGNO
Zubin Mehta
Il Maestro e la fanciulla, Zubin Mehta e Abouzahra: insieme in dialogo sul Concerto in re maggiore di Beethoven. Lui, 89 primavere, leggenda a vita a capo dell’Orchestra del Maggio Fiorentino, lei ventenne, nata in Germania il giorno di Natale del 2005. Cresciuta in una famiglia di musicisti, il violino imbracciato a quattro anni, è già una stella nel nuovo firmamento al femminile dell’arco. Il tratto confidenziale del programma ben si completa con l’affettuosità della Sinfonia domestica di Richard Strauss.