Dal 21 settembre al 20 ottobre

Il programma

2' di lettura

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26/09, 6, 13, 17/10. Macbeth (1865)

Parla in francese l’apertura del Festival Verdi, con il Macbeth (1865) seconda versione, scritta per Parigi nel 1865, epoca in cui il compositore svetta ormai al centro dell’Europa: a distanza di quasi vent’anni dalla prima stesura, al debutto alla Pergola di Firenze, sono cambiati sia il privato della scrittura, sia il mondo politico fuori. Sarà Roberto Abbado a concertare la Filarmonica Toscanini, ritornando alla partitura già qui proposta nel 2020, ma in forma di concerto, causa Covid, e che ora vede la regia di Pierre Audi. Nel cast il baritono protagonista è Ernesto Petti. Occhi puntati su Lidia Fridman, profilo ideale per la Lady.

Direttore Roberto Abbado
Regia Pierre Audi
Parma, Teatro Regio

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Roberto Abbado per «Macbeth»

27, 28/09, 5, 12, 18/10. Un ballo in maschera

Sarà il teatrino-bomboniera di Busseto, luogo di grandi affetti, non lontano dalla casa natale del Maestro, ma di minuscole proporzioni, ad ospitare la seconda produzione del Festival, Un ballo in maschera. Obbligatorio in questi spazi reinventare drammaturgia e pesi sonori. Una bella sfida per il regista Daniele Menghini, autore di spettacoli mai banali, e per Fabio Biondi, direttore e violinista, radici nella prassi filologica. Giovani i quattro protagonisti, Giovanni Sala, Ludovico Filippo Ravizza, Caterina Marchesini e Danbi Lee. Ma ancor di più l’Orchestra Giovanile Italiana, al debutto in questa buca.

Direttore Fabio Biondi
Regia Daniele Menghini
Busseto, Teatro Verdi

29/09, 4, 20/10. La battaglia di Legnano

Titolo poco frequentato, di acceso sapore risorgimentale e patriottico, La battaglia di Legnano si presta a una rilettura in chiave contemporanea, vibrante di interrogativi e riflessioni. Così ce la aspettiamo da Valentina Carrasco, regista attenta al dialogo con il presente, qui affiancata dalle scene sempre di gusto moderno di Margherita Palli. Il cast è importante, con Marina Rebeka protagonista, insieme a Riccardo Fassi, Antonio Poli e Vladimir Stoyanov. A concertare il Coro e l’Orchestra del Comunale di Bologna viene chiamato Diego Ceretta, classe 1996. Ci sono tutte le carte in regola per una riscoperta.

Direttore Diego Ceretta
Regia di Valentina Carrasco
Parma, Teatro Regio

Nel ruolo di Odabella. Il soprano Marta Torbidoni in «Attila»

3, 11/10. Attila

Fa a meno dell’allestimento il re degli Unni, tanto emotivamente complesso nella romantica lettura verdiana, e che approda come tassello del Festival nella bella sala del Teatro Magnani di Fidenza: la compagnia poggia sulla certezza salda di nomi quali il basso Giorgi Manoshvili, nel ruolo del titolo, George Petean, Luciano Ganci e Gabriele Spagna, nella piccola ma fondamentale parte di Papa Leone. A Marta Torbidoni, soprano dal luminoso belcanto, spetta l’unico ruolo femminile, di Odabella. Sul podio della Filarmonica Toscanini ritroviamo la bacchetta di Riccardo Frizza. Fondamentale anche qui il Coro preparato da Martino Faggiani.

Direttore Riccardo Frizza
(in forma di concerto)
Fidenza, Teatro Magnani

James Conlon per il «Requiem»

19/10. Messa da Requiem

Immancabile punto fermo, nella varietà dei cartelloni del Festival, la Messa da Requiem diventa così anche uno specchio dell’interpretazione verdiana, in movimento: oggi si preferisce proporla in Teatro, anziché tra le volte di un edificio sacro, a sottolineare il carattere non tradizionalmente chiesastico di questa partitura, che il compositore dedicò alla scomparsa di Alessandro Manzoni. Per la nuova rilettura il direttore invitato è lo statunitense James Conlon, con la Filarmonica Toscanini, il Coro del Regio di Parma e un quartetto di solisti formato da Roberta Mantegna, Szilvia Vörös, Fabio Sartori e Mika Kares. Edizione critica di David Rosen.

Direttore James Conlon
Parma, Teatro Regio

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