Il programma
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26/09, 6, 13, 17/10. Macbeth (1865)
Parla in francese l’apertura del Festival Verdi, con il Macbeth (1865) seconda versione, scritta per Parigi nel 1865, epoca in cui il compositore svetta ormai al centro dell’Europa: a distanza di quasi vent’anni dalla prima stesura, al debutto alla Pergola di Firenze, sono cambiati sia il privato della scrittura, sia il mondo politico fuori. Sarà Roberto Abbado a concertare la Filarmonica Toscanini, ritornando alla partitura già qui proposta nel 2020, ma in forma di concerto, causa Covid, e che ora vede la regia di Pierre Audi. Nel cast il baritono protagonista è Ernesto Petti. Occhi puntati su Lidia Fridman, profilo ideale per la Lady.
Direttore Roberto Abbado
Regia Pierre Audi
Parma, Teatro Regio
27, 28/09, 5, 12, 18/10. Un ballo in maschera
Sarà il teatrino-bomboniera di Busseto, luogo di grandi affetti, non lontano dalla casa natale del Maestro, ma di minuscole proporzioni, ad ospitare la seconda produzione del Festival, Un ballo in maschera. Obbligatorio in questi spazi reinventare drammaturgia e pesi sonori. Una bella sfida per il regista Daniele Menghini, autore di spettacoli mai banali, e per Fabio Biondi, direttore e violinista, radici nella prassi filologica. Giovani i quattro protagonisti, Giovanni Sala, Ludovico Filippo Ravizza, Caterina Marchesini e Danbi Lee. Ma ancor di più l’Orchestra Giovanile Italiana, al debutto in questa buca.
Direttore Fabio Biondi
Regia Daniele Menghini
Busseto, Teatro Verdi
29/09, 4, 20/10. La battaglia di Legnano
Titolo poco frequentato, di acceso sapore risorgimentale e patriottico, La battaglia di Legnano si presta a una rilettura in chiave contemporanea, vibrante di interrogativi e riflessioni. Così ce la aspettiamo da Valentina Carrasco, regista attenta al dialogo con il presente, qui affiancata dalle scene sempre di gusto moderno di Margherita Palli. Il cast è importante, con Marina Rebeka protagonista, insieme a Riccardo Fassi, Antonio Poli e Vladimir Stoyanov. A concertare il Coro e l’Orchestra del Comunale di Bologna viene chiamato Diego Ceretta, classe 1996. Ci sono tutte le carte in regola per una riscoperta.





