Terzo Fattore

Il procurement sociale che incentiva l’inclusione

La piattaforma Buy Social mette in contatto le imprese con il terzo settore per l’acquisto di prodotti e servizi tra cui l’inserimento lavorativo

di Francesco Guarnieri

Al lavoro. Operatori della Cooperativa Orso Blu di Biella

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«Non pensavo che un lavoro potesse cambiare così la mia vita» racconta Davide 44 anni, lavoratore con disabilità cognitiva, che oggi si occupa delle pulizie nello stabilimento torinese di Dumarey Automotive Italia, multinazionale attiva nello sviluppare e produrre sistemi di propulsione avanzati per il settore automobilistico. Fino a poco tempo fa trascorreva le giornate in casa, senza prospettive. Poi l’incontro con la cooperativa sociale Orso Blu di Biella e una nuova occasione di vita: un impiego stabile, una rete di relazioni, la fiducia ritrovata. «Ora ho uno scopo, ogni giorno provo a migliorare», riferisce.

 Come lui, anche Bianca (27 anni), laureata in scienze della comunicazione, oggi impiegata al front office, racconta con entusiasmo la propria esperienza: «Sono grata di poter aiutare gli altri». Accanto a lei lavora Alessandro (48 anni), esperto informatico, che ormai si sente pienamente parte dell’azienda: «Siamo la faccia dell’azienda».

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Queste sono solo alcune delle storie di inserimento lavorativo nate grazie alla collaborazione tra Dumarey, e Orso Blu, che da oltre trent’anni accompagna persone fragili verso l’autonomia. Oggi più del 30% dei soci lavoratori della cooperativa proviene da situazioni di disagio. «Offriamo un contesto sicuro che valorizza attitudini e abilità», spiega Isabella Carlone, responsabile della logistica e del coordinamento con le aziende partner.

Da tre anni Dumarey ha scelto di affidare alla cooperativa i servizi di pulizia e reception (nell’ambito di una convenzione ex art. 14 del D.lgs. 276/2003, che consente alle imprese di assolvere parte degli obblighi di assunzione di persone con disabilità attraverso accordi con cooperative sociali). «La fragilità non è sinonimo di inesperienza», osserva Gianluca Gatti, Senior Hr Business Partner di Dumarey durante l’evento “Acquisto ad impatto” organizzato da Torino Social Impact con l’Unione Industriali di Torino lo scorso 3 giugno 2025. «È la possibilità di creare una vera inclusione, infatti abbiamo spostato il focus dal doverlo fare al decidere di farlo».

L’altra faccia del procurement

Il caso Dumarey-Orso Blu rappresenta un esempio concreto di social procurement, una strategia che integra l’impatto sociale nelle politiche di acquisto di beni e servizi. In Italia il tema è in crescita, spinto anche dalla Riforma del Terzo Settore e dalle linee europee sugli appalti sostenibili.

Nato per coniugare competitività e impatto positivo, il social procurement consente alle imprese di scegliere fornitori che, oltre a garantire qualità e convenienza, producono valore per la comunità. Cooperative sociali, imprese benefit e realtà a impatto sono partner sempre più richiesti da aziende che vogliono rafforzare la propria responsabilità sociale e reputazione.

Torino Social Impact, un ecosistema in crescita

A Torino, questo modello ha trovato terreno fertile grazie a Torino Social Impact (Tsi), piattaforma nata nel 2017 su iniziativa della Camera di commercio per favorire la collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore. Oggi Tsi riunisce oltre 400 organizzazioni e rappresenta una delle esperienze più avanzate d’Europa nell’economia sociale.

«Il nostro obiettivo è fare di Torino un laboratorio di innovazione a impatto», spiega Simona De Giorgio, coordinatrice del Comitato per l’imprenditorialità sociale. Il nuovo Piano Metropolitano per l’Economia Sociale 2025-2030 fissa sei ambiti strategici: inclusione, finanza a impatto, formazione, governance e innovazione tecnologica e social procurement, accompagnati da due assi trasversali: misurazione e comunicazione.

Buy Social: la piattaforma che unisce profit e non profit

Tra i progetti più concreti di Torino Social Impact c’è la piattaforma Buy Social, nata per facilitare l’incontro tra imprese tradizionali e organizzazioni sociali. Il portale raccoglie 214 imprese a impatto, tra cooperative, società benefit, start up a vocazione sociale e imprese sociali, che offrono prodotti e servizi in diversi settori, dall’economia circolare ai servizi alle imprese.

«Buy Social è un ponte tra due mondi che possono contaminarsi e crescere insieme», sottolinea Raffaella Scalisi, senior advisor di Tsi «Per le aziende è un’occasione win-win: si migliorano reputazione e impatto, e il Terzo Settore trova nuovi spazi di mercato». Il programma di Torino Social Impact per la promozione degli appalti e degli acquisti a impatto sociale propone anche eventi B2B, percorsi formativi e incontri divulgativi, in collaborazione con Unione Industriali Torino.

In questo ambito, Torino Social Impact si propone di promuovere una cultura dell’acquisto ad impatto attraverso attività di comunicazione, sensibilizzazione e collaborazione con gli attori della piattaforma. Tra le azioni in campo rientra anche l’introduzione di meccanismo di lead generation, finalizzati a comprendere meglio il profilo delle imprese che interagiscono con il portale e a sviluppare attività di comunicazione più mirate ed efficaci.

Dalla buona pratica al cambiamento culturale

Adottare il procurement sociale richiede un cambio di prospettiva, come ha fatto Carlone, passando da essere responsabile logistica in un’azienda di abbigliamento a una cooperativa sociale. «All’inizio può spaventare», ammette Carlone. «Ma quando le persone imparano a conoscere i colleghi con disabilità, scoprono nuove forme di relazione e crescita». In Dumarey, i lavoratori inseriti da Orso Blu hanno imparato a gestire le relazioni con clienti e colleghi con professionalità e sicurezza.

La fiducia è la chiave di tutto. Serve apertura da parte delle aziende e accompagnamento da parte delle cooperative. È un percorso di contaminazione reciproca, dove l’innovazione passa anche dalle relazioni umane. «La loro abilità a volte è una nostra disabilità», aggiunge Carlone e «senza di loro il mondo sarebbe più triste».

Un modello che fa scuola

Il social procurement si sta affermando come leva competitiva e sociale. In molte gare pubbliche e private, fino al 10% del punteggio viene assegnato in base ai criteri di impatto, premiando chi crea occupazione per categorie svantaggiate o promuove progetti di inclusione.

Torino si candida così a diventare un modello nazionale, grazie a un ecosistema che unisce imprese, istituzioni e Terzo Settore. Tra le azioni in corso c’è anche il progetto europeo Proseco, avviato nel 2025, volto a potenziare le capacità delle autorità locali e degli attori dell’economia sociale nelle pratiche di social procurement.

Guardando avanti, la sfida sarà diffondere questa cultura anche oltre i confini locali, perché ogni acquisto può diventare una scelta di impatto. Come afferma De Giorgio «comprare sociale non è beneficenza, è costruire insieme un futuro più giusto».

Francesco Guarnieri partecipa a “Terzo Fattore”, una partnership tra Il Sole 24 Ore e l’Università Cattolica con il sostegno di TechSoup. L’iniziativa vuole promuovere la conoscenza del terzo settore. Gli studenti effettuano stage in organizzazioni non profit e raccontano gli aspetti più significativi delle loro esperienze.

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