Il potenziale infinito dell’energia solare prodotta nello Spazio
Avanzano i progetti di aziende e agenzie pubbliche per mettere in orbita pannelli solari: il punto cruciale è la trasmissione efficiente dell’energia
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Avere energia quasi infinita, pulita, a poco prezzo e prodotta in modo sostenibile è sempre stato un sogno della modernità. Figuriamoci ora, con l’aumento della popolazione mondiale, l’uso di tecnologie energivore che ci rendono la vita più facile, dai condizionatori d’aria all’intelligenza artificiale.
Era il 1941 quando, in uno dei suoi bei racconti fantascientifici, per la prima volta Isaac Asimov accennò all’idea di sfruttare l’energia solare nello spazio e portarla in qualche modo sulla Terra. Dal sogno alla fantascienza il passo è breve, ma anche dalla fantascienza alla realtà a volte lo è, Verne ci insegna.
Enormi pannelli in orbita
L’intuizione di Asimov oggi sembra essere prossima alla realizzazione, con qualche importante punto interrogativo che rimane. Se ne è parlato, molto recentemente, al Convegno “Energy for security”, tenutosi in Costa Azzurra, Francia, a fine novembre e lì, fra mille distinguo e precauzioni, diverse aziende hanno presentato progetti per trasformare il sogno in realtà.
Il tutto si fonda sulla possibilità di usare grandi aree, in orbita, “ricoperte” di pannelli solari che producano energia convertendo la luce solare.
Questo è senz’altro vantaggioso nello spazio, dove non c’è l’atmosfera, che si porta via almeno il 30% della luce, assorbendola, e dove è possibile convertire luce solare in energia praticamente 24 ore al giorno, se si posizionano in modo ottimale i pannelli solari.






