Il post-emergenza richiede una politica fiscale più equa
L’applicazione del principio di progressività alle rendite finanziarie tutelerebbe gli interessi delle fasce meno abbienti della popolazione
di Fabio Ghiselli
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Sarà la politica fiscale, unitamente al supporto finanziario per imprese e famiglie, che assumerà il ruolo di driver di una politica economica espansiva in grado di far uscire il Paese dalla pesante recessione che si prospetta dinnanzi a noi, determinata da questa «tragedia umana di proporzioni bibliche» che ha assunto la pandemia da coronavirus.
Questa investitura l’aveva attribuita l’ex Presidente della Bce, Mario Draghi, già nel discorso pronunciato in occasione del conferimento della laurea honoris causa all’Università Cattolica di Milano, con il quale aveva lanciato un appello ai governi dei Paesi Ue e alle istituzioni comunitarie affinché attuassero «una politica fiscale più attiva nell’area euro (che) permetterebbe quindi di modificare più celermente quelle politiche dei cui effetti negativi su alcune categorie di cittadini e di intermediari siamo ben consapevoli».
E pur senza citarla espressamente nel commento sul Financial Times del 25 marzo – giustamente incentrato sulla necessità di intervenire con «sufficiente forza e velocità» al fine di riassorbire la perdita di reddito del settore privato espandendo il debito pubblico – mi sembra di poter osservare che in una fase post emergenziale tale investitura continuerà a permanere in tutta la sua integrità.
Ma a fronte di un incremento del debito nella misura che sarà necessaria – perché lo Stato non è una famiglia e non è soggetto agli stessi limiti gestionali di bilancio – la politica fiscale avrà un ruolo fondamentale non solo nel ridurre il carico impositivo su quei soggetti che più hanno difficoltà a sopportarlo, anche al fine di sostenere l’offerta e la domanda di beni e servizi, ma anche nel procurare le entrate necessarie a coprire in misura adeguata il fabbisogno.
In un articolo pubblicato sulle pagine di questo giornale il 25 marzo scorso, Tassare le rendite finanziarie per rendere sostenibile il debito, Fabrizio Onida, propone di disegnare la tassazione delle rendite finanziarie rispettando il vincolo costituzionale della progressività, come ipotesi preferibile a quella di introdurre prelievi una tantum sullo stock di risparmio.

