Legge di Bilancio

Manovra, avanzano i quattro condoni edilizi. Affitti brevi, il Parlamento frena

Definiti gli emendamenti segnalati: c’è la sanatoria nazionale legata al condono 1985. Proposto lo stop all’aumento al 26% della cedolare secca

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

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L’operazione condono fa un altro passo avanti. I quattro emendamenti al disegno di legge di Bilancio dedicati alle sanatorie edilizie e firmati da Fratelli d’Italia sono entrati tutti nel fascicolo delle proposte segnalate. Oltre alla riapertura del condono 2003, con un’attenzione particolare alla Campania, prende così corpo un’operazione più larga, anticipata dal Sole 24 Ore, dedicata stavolta a tutto il paese, che si richiama addirittura al condono del 1985 e che potrebbe consentire di regolarizzare porzioni di immobili radicalmente abusive.

Con questa proposta (primo firmatario: Matteo Gelmetti, Fdi) sarà possibile regolarizzare una serie di opere abusive, purché siano state ultimate entro il 30 settembre del 2025. Nell’elenco compaiono «opere pertinenziali quali portici o tettoie realizzate in assenza del o in difformità dal titolo abilitativo edilizio», opere accessorie quali balconi o logge, sempre abusivi, ma anche tutti i lavori di ristrutturazione e risanamento realizzati in difformità o in assenza di un titolo, purché non abbiano comportato incrementi di superficie e volumetria. Si tratta di un elenco che, va sottolineato, non comprende ad esempio nuove costruzioni totalmente abusive. E che, in qualche modo, ridefinisce il perimetro di azione del primo condono, andando di fatto ad aprirne un altro, dai confini più limitati.

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I condoni precedenti

Nel pacchetto, poi, ci sono i due emendamenti (questi firmati da Matteo Gelmetti e Sergio Rastrelli, Fdi) legati al condono del 2003. Soprattutto, viene riaperta una finestra per la sua applicazione che, come detto, guarda soprattutto al caso della Campania. Entro due mesi dall’entrata in vigore della norma, le Regioni dovranno adottare norme attuative con le quali sono determinate «le possibilità, le condizioni e le modalità per l’ammissibilità a sanatoria» degli abusi edilizi. Peraltro, il perimetro della sanatoria viene leggermente ampliato.

Ma si guarda anche ai condoni del passato. Un’altra proposta (anche questa firmata da Matteo Gelmetti) ipotizza di dare un termine ai Comuni per chiudere le pendenze relative ai tre condoni del 1985, del 1994 e del 2003: dovrebbero muoversi entro il 31 marzo del 2026 per completare le moltissime domande ancora da anni in attesa. Tra le pratiche ferme ci sono addirittura procedimenti avviati nel 1985, quarant’anni fa.

Affitti brevi

Nel capitolo casa entra anche la cedolare secca per gli affitti brevi, sulla quale la manovra ha ipotizzato, finora, un aumento su tutti gli immobili dell’aliquota dal 21 al 26 per cento. Sia la Lega (Massimiliano Romeo) che Forza Italia propongono lo stralcio della norma, con un ritorno al passato: si pagherà il 26% solo a partire dal secondo immobile in affitto. Anche se Fdi propone una stretta sulla qualificazione delle attività di locazione come imprenditoriali: l’upgrade, con relativa tassazione più penalizzante, scatterebbe dal quarto e non dal quinto appartamento locato.

Piano casa e bonus

Sul fronte del Piano casa si registra una proposta della Lega (sempre firmata Romeo) che avvia una definizione più dettagliata dell’operazione pensata per far fronte all’emergenza abitativa. Contiene due novità rilevanti: una prima quota di fondi già nel 2026 (circa 116 milioni) e un riferimento ai Fondi di investimento alternativi (Fia) come strumento per mettere in moto le operazioni di edilizia residenziale e sociale e convogliare sia risorse pubbliche che private.

Completa il quadro una proposta di proroga sul fronte dei bonus casa: un emendamento targato Fdi (firmato Simona Petrucci) ipotizza di allungare di un anno la vita del bonus per la rimozione di barriere architettoniche al 75 per cento. Senza interventi, lo sconto terminerà il 31 dicembre.

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