Tra Forze speciali ed esperti in tecnologia

Il Podcast Nome in Codice: a bordo della flotta fantasma

La prima puntata di Nome in Codice, il Podcast di 24Ore NextMed e Radio24 che vi racconta storie, tecnologie e intrighi dal lato oscuro della politica internazionale, sale a bordo della flotta ombra russa e prova a comprendere che cosa c’è sotto queste carrette del mare. Che cosa portano a bordo e nascondono dietro l’apparente ruggine. Ascolta.

di 24Ore NextMed

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Il 27 settembre 2025, al largo delle coste della Loira Atlantica, le forze speciali francesi abbordano la Boracay, una petroliera accusata di far parte della flotta fantasma russa. Ma che cos’è la flotta fantasma? Perché è attiva anche nel Mediterraneo, considerato che pochi mesi dopo, al largo delle Baleari, la Francia abborda la Deyna, un’altra nave fantasma russa? È vero che, oltre a eludere le sanzioni sul petrolio, la Russia ha iniziato a usarla per operazioni e sabotaggi? Perché a bordo della Boracay c’erano due ex membri delle forze speciali russe? E perché la sua rotta corrispondeva con gli avvistamenti di droni misteriosi che hanno paralizzato diversi aeroporti europei? La prima puntata di Nome in Codice, il Podcast di 24Ore NextMed e Radio24 che vi racconta storie, tecnologie e intrighi dal lato oscuro della politica internazionale, sale a bordo della flotta fantasma russa e prova a decrittare il problema. Prova a comprendere che cosa c’è sotto queste carrette del mare. Che cosa portano a bordo e nascondono dietro l’apparente ruggine. Non parliamo di casi isolati. Quello della Deyna è il quarto abbordaggio del genere che soltanto la Francia mette a segno in pochi mesi, a volte da sola, a volte con la collaborazione della marine militari di altri Paesi. Questo tipo di navi pongono diverse minacce alla sicurezza internazionale, e la loro presenza nelle acque del Mediterraneo non è casuale. Gas e petrolio rappresentano soltanto il problema superficiale. Con l’ex capitano delle forze speciali Louis Saillans e con Alessio Patalano, docente di War Studies al King’s College di Londra, gli autori di Nome in Codice tracciano una estesa mappa dei rischi e delle minacce. Con Luciano Belviso, CEO di Mirai, la startup che fornisce specializzata in dati e intelligence in alto mare, provano a fornire una risposta tecnologica alle attività coperte della flotta fantasma.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

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La Russia è sottoposta a sanzioni fin dall’invasione su larga scala dell’Ucraina. Per aggirare queste sanzioni e continuare a esportare petrolio e gas senza sottostare ai prezzi imposti dai Paesi del G7 e dell’Unione europea, Mosca si è dotata di una flotta di navi fantasma, che ufficialmente non sono riconducibili alla Russia, ma in realtà vengono controllate direttamente dagli apparati di sicurezza e dalle società di Stato. Nomi alterati, bandiere di comodo, proprietà anonima, documenti falsificati. Tutte manovre che servono a depistare i controlli, caricare di nascosto il petrolio da una nave all’altra senza passare per le procedure portuali, e poi consegnarlo ad aziende colluse o Stati compiacenti, disponibili ad acquistarlo a prezzi leggermente superiori alle sanzioni in cambio di flussi continui e trattamenti di favore per sostenere lo sforzo bellico russo nonostante le sanzioni. Ma è grattando sotto la ruggine che si scopre il vero pericolo. Cioè l’arsenalizzazione della flotta. La risposta è che ormai la flotta fantasma conduce attività di guerra ibrida e insidie alle nostre infrastrutture di comunicazione o alle pipeline, che possono produrre effetti diretti sulla libertà di navigazione, sui commerci marittimi, e quindi sui nostri portafogli di cittadini ignari.

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