Scenari

Il Piemonte soffre per l’auto, ma guarda a logistica, aerospazio e dossier strategici

La principale industria del territorio è in crisi, la ripresa passa attraverso aerospazio, logistica, i servizi per l’innovazione e l’Università

di Filomena Greco

In orbita. Fase di lavorazione di uno dei moduli nello stabilimento Thales Alenia Space di Torino

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Bisognerà stringere i denti fino al 2026 prima di poter vedere risalire i volumi di Mirafiori, la fabbrica simbolo dell’automotive in Piemonte, con la salita produttiva della Fiat 500 ibrida. L’auto resta il grande malato di una regione che ha visto calare la produzione nel settore Trasporti negli ultimi anni, ad eccezione del settore Aerospazio che invece cresce come rileva l’ultima congiuntura elaborata da Unioncamere Piemonte. Ma le sfide per i prossimi mesi riguardano il capitolo logistica e infrastrutture, la vocazione all’Innovazione della Città di Torino e alcuni dossier strategici come la Città dell’Aerospazio e lo sviluppo del polo universitario.

«Siamo in una fase nella quale - spiega Giuseppe Russo, direttore del Centro Einaudi - si è conclusa una fase durata venti anni, caratterizzata da una domanda interna debole sostituita da una domanda estera competitiva». Un trend che il Piemonte ha, a suo modo, anticipato registrando un calo delle esportazioni del 2,5%, per il forte condizionamento del settore auto. In questo contesto il Piemonte ha, ragiona Russo, un punto di forza, «rappresentato da una manifattura ormai molto diversificata, a partire da quella dei beni strumentali», e un punto di debolezza, la mancanza di terziario avanzato, come in Lombardia, e di servizi legati al turismo. Quando si ferma l’industria dunque, soffre il Piemonte che ha davanti a sé una via obbligata, che è quella dell’innovazione e degli investimenti sull’industria.

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Il nodo automotive

Sul fronte industriale dell’auto, comparto in contrazione del 3% a luglio e di oltre il 15% da inizio anno (dati Anfia per l’Italia) - il principale nodo economico per una regione che rappresenta oltre il 30% delle imprese dell’indotto italiano - serve prendere tempo. Lo dicono i sindacati, tanto i metalmeccanici quanto i confederali, con l’obiettivo di preservare competenze e know-how e mantenere un tessuto industriale che si misura da mesi con un calo dei volumi produttivi di Stellantis, oltre che con lo stallo dell’economia tedesca, primo paese esportatore per il Piemonte e primo partner per le imprese dell’automotive, e, da qui in poi, con le incognite della politica commerciale dei dazi imposta dagli Stati Uniti.

Riassetto societario

Accanto alle incertezze determinate dalla contrazione dei volumi produttivi di Stellantis, in Piemonte e in Italia, c’è un secondo tema che genera profonda incertezza ed è legato alla fase di transizione di proprietà e assetti societari che interessa realtà storiche come Italdesign e Iveco. Sono solo gli ultimi due dossier che interessano il passaggio di mano di realtà che a Torino e in Piemonte contano migliaia di addetti. Il primo ottobre c’è stato l’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy sull’arrivo degli indiani di Tata alla guida di Iveco, con i sindacati che pongono un tema di governance pubblica sul dossier per non perdere terreno in Italia. In Piemonte i lavoratori in capo ad Iveco, compreso l’asset motori di Fpt Industrial, sono circa 6.400.

La logistica

L’intero NordOvest affronterà anche quest’anno l’ultimo trimestre dell’anno con la chiusura del Tunnel del Monte Bianco e il rischio di aggravio sui costi, per tempi e lunghezza dei tragitti, per la movimentazione delle merci, senza contare poi gli aumenti attesi a inizio anno per la tariffa di attraversamento del Frejus. L’apertura della seconda canna del Tunnel autostradale che collega Italia e Francia rappresenta un aiuto ma non risolve i problemi strutturali. Sul versante francese, resta ancora senza una data indicata la riattivazione di Afa, l’Autostrada ferroviaria mentre un altro storico nodo che va verso la definitiva risoluzione nel settore logistica e trasporti è la Asti-Cuneo, percorribile, come da cronoprogramma, a partire da fine anno. La sfida per la regione sarà mettere a sistema i nodi risolti, sfruttare una posizione privilegiata rispetto ai due corridoi europei - Terzo Valico e Torino-Lione - e trarre benefici concreti dallo sviluppo della Zls, le Zone Logistiche Semplificate, collegate al sistema dei porti liguri.

I dossier strategici

Dalla Città dell’Aerospazio al tema dell’innovazione fino al potenziamento di Torino Città universitaria. Si tratta di driver fondamentali per lo sviluppo economico del capoluogo e dell’intera regione, che vanno guidati in maniera strategica per poter avere impatto economico e compensare quella perdita di manifattura legata al ridimensionamento del settore automotive. Per massimizzare l’esperienza di Torino capitale dell’innovazione, ad esempio.

Il Comune ha lanciato la settimana scorsa il “Torino Talent Gateway”, progetto che punta a garantire un’offerta integrata di servizi di “soft landing” sviluppata dalla Città con partner strategici come il Centro Innovazione di Intesa Sanpaolo per attrarre, trattenere, supportare e connettere talenti, startup e imprese innovative da tutto il mondo. Sul fronte dell’AI serve accelerare e va in questa direzione AI@UniTo, Piattaforma scientifica dedicata all’Intelligenza Artificiale, un nuovo gruppo di ricerca ideato per favorire la collaborazione interdisciplinare e sperimentare l’AI come strumento di lavoro a beneficio della comunità accademica e del territorio che conta sull’adesione di 300 ricercatori.

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