Emergenza abitativa

Il Piano casa apre a studenti e forze dell'ordine: ecco i benefici

Il decreto approdato ora in Senato prevede una serie di misure per alcune categorie. E introduce gli alloggi temporanei per l'Arma dei carabinieri

di Flavia Landolfi e Giuseppe Latour

POLITECNICO DI MILANO POLIMI ATENEO  IMAGOECONOMICA

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Il Piano casa ha appena superato lo scoglio del primo varo dalla Camera e si avvia a passo di carica verso una seconda lettura che è sin da ora blindatissima per centrare la data cerchiata in rosso sul calendario: il 6 luglio il decreto dovrà essere convertito in legge pena la decadenza. E mentre il governo è a caccia degli immobili pubblici disponibili da inserire nel programma, per alcune categorie si aprono nuove opportunità costruite dagli emendamenti approvati in Commissione Ambiente di Montecitorio. In prima linea gli studenti e le forze dell'ordine che trovano nuove agevolazioni all'interno del programma.

Studenti

Tra i destinatari della prima ora del Piano casa ci sono loro, gli studenti universitari. Erano sin dall’inizio tra i beneficiari privilegiati dopo il flop del Pnrr che poco ha risolto nell'offerta di posti letto in Italia. A prevedere una corsia preferenziale per i giovani che studiano fuori casa ci pensa l'articolo 1, comma 2, che indica tra i fabbisogni abitativi prioritari quelli dei «giovani e degli studenti universitari», insieme ai lavoratori fuori sede, alle giovani coppie e ai genitori separati. La norma chiarisce così fin dall’impianto generale del provvedimento che una quota delle nuove politiche abitative dovrà essere orientata verso chi studia lontano dalla città di origine. Ma non è tutto. Le misure si articolano su più livelli.

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Il sostegno agli affitti degli studenti

Il primo riguarda il sostegno diretto agli affitti. L'articolo 4-ter, introdotto durante l'esame in commissione, rifinanzia il Fondo per gli alloggi degli studenti universitari fuori sede istituito dalla legge di bilancio 2021. La dotazione viene incrementata di 8,5 milioni di euro per il 2026. Il fondo è destinato agli studenti iscritti alle università statali che vivono lontano dalla residenza familiare e sostiene le spese di locazione abitativa. La platea resta quella già prevista dalla normativa vigente: e dunque Isee del nucleo familiare non superiore a 20.000 euro; iscrizione a un'università statale; residenza in un comune diverso da quello in cui si trova l'immobile locato; assenza di altri contributi pubblici per l'alloggio. Tra i requisiti sono comprese condizioni di merito legate ai crediti formativi conquistati.

Gli studentati

Una seconda linea di intervento riguarda invece l'offerta abitativa. L'articolo 11, comma 4-bis, inserito alla Camera, attribuisce a Invitalia funzioni di supporto nell'ambito delle attività finalizzate al cofinanziamento statale per la realizzazione, la ristrutturazione e l'acquisizione di alloggi e residenze per studenti universitari. L'obiettivo è accelerare la creazione di nuovi posti letto e il recupero del patrimonio destinato agli studenti. Per svolgere queste attività Invitalia opererà attraverso una convenzione dedicata e la remunerazione delle attività sarà finanziata nei limiti dell'1% delle risorse annualmente destinate agli interventi previsti dalla legge 338 del 2000 sugli studentati universitari.

L'edilizia calmierata

Gli studenti potranno inoltre beneficiare indirettamente delle misure di edilizia sociale e di edilizia integrata previste dal decreto. L'articolo 2, comma 3, prevede infatti che le proposte finanziate debbano contribuire a soddisfare i fabbisogni abitativi individuati dall'articolo 1, comma 2, quindi anche quelli degli studenti universitari, attraverso canoni calmierati inferiori a quelli ordinariamente applicati sul territorio. A ciò si aggiunge il capitolo dell'edilizia integrata disciplinato dall'articolo 9. I programmi potranno essere destinati alla cosiddetta fascia grigia e comprendere anche studenti fuori sede, con immobili offerti a prezzi o canoni ridotti del 33% rispetto ai valori di mercato e vincolati alla destinazione residenziale calmierata per almeno trent'anni.

Le forze dell'ordine

Anche le forze dell'ordine entrano nel Piano casa. La prima previsione compare all'articolo 1, comma 2. Durante l'esame parlamentare è stato precisato che tra i lavoratori fuori sede destinatari delle misure rientrano espressamente il personale delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate, oltre al personale scolastico e sanitario. Si tratta di una sottolineatura non irrilevante che consente di allargare la platea dei beneficiari del Piano il personale trasferito o assegnato lontano dalla residenza tra i beneficiari delle future politiche abitative. La norma consente quindi a poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari di accedere agli interventi di edilizia pubblica, sociale e integrata che saranno attivati nell'ambito del Piano casa, nel rispetto dei requisiti reddituali e patrimoniali previsti dalla legislazione vigente.

I carabinieri

Una misura specifica riguarda l'Arma dei carabinieri. L'articolo 9-bis, inserito nel capo dedicato all'edilizia integrata, reca infatti «misure relative agli alloggi di servizio dell'Arma dei carabinieri». In particolare viene introdotta una disciplina specifica per gli alloggi di servizio dell'Arma dei carabinieri, con una copertura di 61mila euro annui a decorrere dal 2026, con una nuova categoria di alloggi per soggiorni temporanei: gli Aset. Questo tipo di unità immobiliari saranno assegnati prioritariamente al personale dell'Arma dei carabinieri nell'interesse dell'amministrazione, quando vi siano motivate esigenze di carattere temporaneo connesse al servizio, decise dal Comandante e solo per motivate ulteriori necessità potranno essere assegnate alle altre forze dell'ordine. Gli Aset non saranno assegnati a titolo gratuito ma dietro

Il patrimonio ad hoc

Ma il capitolo finanziariamente più pesante è però contenuto nell'articolo 11-bis, introdotto durante l'esame in commissione. La norma autorizza una spesa di 15 milioni di euro nel 2026, 15 milioni nel 2027 e 15 milioni nel 2028, per complessivi 45 milioni di euro, destinata al potenziamento del patrimonio immobiliare del Ministero della Difesa per le esigenze delle Forze armate e dell'Arma dei carabinieri. Le risorse potranno essere utilizzate per la costruzione e l'acquisizione di nuovi immobili, per l'acquisto di arredi, per interventi di ristrutturazione, ampliamento e completamento degli edifici esistenti, oltre che per lavori di efficientamento energetico e miglioramento antisismico.

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