Viaggio apostolico

ll Papa in Spagna: «Europa dono contro polarizzazioni, in Iran guerra ingiusta». E sull'Ucraina: «Spingere sul negoziato»

Si tratta della nona visita di un Pontefice nel Paese iberico e cade a 15 anni dall'ultimo viaggio di Benedetto XVI

Papa Leone XIV scende dall'aereo papale al suo arrivo all'aeroporto internazionale Adolfo Suárez Madrid-Barajas, per dare inizio al suo viaggio apostolico, a Madrid, in Spagna, il 6 giugno 2026. REUTERS/Violeta Santos Moura              TPX IMMAGINI DEL GIORNO REUTERS

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Quella degli abusi sessuali è “una ferita ancora aperta”. Lo ha detto Papa Leone a bordo dell'aereo papale diretto a Madrid, dove inizia da oggi il suo quarto viaggio apostolico internazionale. Leone ha spiegato ai giornalisti che incontrerà alcune vittime, ma purtroppo “è impossibile ricevere tutte quelle che lo vogliono”. Il tema degli abusi è molto sentito nel Paese ed è esploso nel 2023, quando il Defensor del Pueblo ha presentato un rapporto sui casi noti e quelli stimati. Sull'Iran il Pontefice ha ribadito quanto “già dichiarato con molta chiarezza: viene meno, lì, una guerra giusta, il problema è che la teoria della guerra giusta viene da secoli passati, quando non si immaginavano le armi e la capacità di distruzione che l'uomo ha oggi”.

Mentre sulla situazione in Ucraina dopo le prove di dialogo, già fallite Prevost ha ricordato come “Bisogna promuovere anche il negoziato, si stava almeno facendo qualche sforzo ma veramente bisogna spingere perché la violenza abbia una conclusione della violenza e della guerra”. Il Papa ai mondiali di calcio che stanno per iniziare ha poi fatto sapere che tiferà: “Farò sicuramente il tifo per gli Usa, ma non so quante partite avrò modo di vedere”.

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Oggi Leone XIV inizia il viaggio apostolico in Spagna, con tappe a Madrid, Barcellona, Gran Canaria e Tenerife. Si tratta della nona visita di un Pontefice nel Paese iberico e cade a 15 anni dall'ultimo viaggio di Benedetto XVI a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù. Prevost, nel corso dei sette giorni in Spagna, sarà il primo Papa a pronunciare un discorso nel Parlamento iberico, inaugurerà la Torre di Gesù Cristo, la più alta della Sagrada Familia a Barcellona, in concomitanza con il centenario della morte dell'architetto Antoni Gaudì, e incontrerà i migranti al molo di Arguineguín, a Gran Canaria, noto come il “molo della vergogna” e simbolo della crisi migratoria del 2020.

Il primo discorso: “Europa dono contro polarizzazioni”

Dal Papa arriva nel primo discorso in Spagna un forte richiamo all'Europa che Esorta a rifuggire “la cultura dello scontro” e “gli approcci identitari” perché “il superamento delle polarizzazioni è il dono che l'Europa ci ha fatto”. Il Papa parla alle autorità, alla società civile nel suo primo discorso a Madrid e invita “tutti, per amore di verità, ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti della vostra realtà sociale e della sua storia, per passare dalle sterili semplificazioni all'apprezzamento fecondo della complessità”. “ Vedo qui una specifica vocazione dell'Europa, di cui la Spagna è protagonista originale e fondamentale. È il dono che il Vecchio Continente può fare al mondo se vuole rimanere giovane, - ha osservato Leone - come giovane è chi sente di avere un futuro e una missione che interpellano ancora”. Da qui il monito: “ Apprezzare la complessità e studiarla, imparare a non negarla e ad abitarla come benedizione, rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici: ecco il compito di chi ha una grande storia alle spalle”.

La prima giornata a Madrid e l'incontro con i reali

Leone XIV ha messo piede sul suolo spagnolo alle 10:33 dove lo aspettavano ai piedi della scaletta i sovrani spagnoli, il re Felipe e Letizia. La regina ha attirato l'attenzione indossando un abito bianco, segno del cosiddetto 'privliège du blanc', prerogativa concessa a un numero molto ristretto di sovrane e consorti cattoliche che permette di indossare il bianco negli incontri ufficiali con il pontefice. Ad attendere il Papa, anche il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, e numerosi ministri del governo di coalizione progressista. Successivamente il Pontefice ha fatto il suo ingresso nella Plaza de la Armería del Palazzo Reale di Madrid, scortato dalla Guardia Real. Dopo la cerimonia di benvenuto e l'esecuzione degli inni nazionali di Spagna e dello Stato della Città del Vaticano, ha incontrato Felipe, Letizia e le due figlie, la principessa Leonor e l'Infanta Sofia. Successivamente è previsto l'incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico sempre presso il Palazzo Reale e il Pontefice pronuncerà quello che sarà il suo primo discorso in Spagna. Nel pomeriggio Prevost visiterà il centro Cedia 24 Horas, gestito dalla Caritas diocesana di Madrid, che dà assistenza integrata a persone senza fissa dimora ed emarginate. Il centro si trova nel quartiere operaio di Lucero. E' prevista anche un'esibizione musicale di Niña Pastor La prima giornata del viaggio del Papa si concluderà con la veglia di preghiera con i giovani in Plaza de Lima. Il grande raduno unirà musica, testimonianze e preghiera. L'evento culminerà con l'arrivo di Prevost, l'Adorazione Eucaristica e il suo discorso ai giovani.

L'incontro in Parlamento e la partenza per Barcellona

Il giorno successivo, il 7 giugno, il Papa terrà la messa in Plaza de Cibeles, per poi incontrare privatamente i membri dell'ordine agostiniano. Quindi si sposterà alla Movistar Arena per l'evento “Tessere reti con il mondo della cultura, dell'arte, dell'economia e dello sport”. Lunedì 8 giugno, Leone incontrerà Sánchez e i membri del Parlamento spagnolo. Quindi, nella sede della Conferenza Episcopale, sarà il turno dei vescovi spagnoli e ci sarà poi l'omaggio alla Vergine dell'Almudena, patrona di Madrid. In serata nello stadio Santiago Bernabeu si terrà l'incontro con la comunità diocesana. Ultimo appuntamento prima di lasciare Madrid è il saluto del Papa ai volontari. Il 9 giugno, nel pomeriggio, Leone atterrerà a Barcellona: la visita inizia con la preghiera dell'ora media nella Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia, prima del discorso serale nella veglia di preghiera allo Stadio Olimpico Lluís Companys. Il 10 giugno il Pontefice visiterà il centro penitenziario Brians e reciterà una preghiera del Rosario nell'Abbazia di Nostra Signora di Montserrat. Anche a Barcellona incontrerà le realtà caritative e di assistenza nella Chiesa di San Agustì.

La messa alla Sagrada Familia per i 100 anni dalla morte di Gaudì

Momento tanto atteso, l'inaugurazione della Torre di Gesù Cristo e la celebrazione della messa nella Sagrada Familia, nel giorno in cui si celebrano i 100 anni dalla morte di Gaudì. Dalla Catalogna il Papa volerà dunque verso le isole Canarie. La meta e' stata scelta perché in prima linea nella gestione dei flussi dei migranti che arrivano in Europa. Il primo impegno a Las Palmas de Gran Canaria sarà un incontro con le realtà che si occupano di migrazioni nel porto di Arguineguín. Ci sarà anche una messa nello stadio della città. Nei giorni scorsi è stato reso noto che il consiglio comunale di Las Palmas de Gran Canaria ha approvato la consegna delle chiavi della città al Pontefice. Il 12 giugno il Papa raggiungerà Santa Cruz de Tenerife. Ancora i migranti fulcro della tappa: Leone incontrerà gli ospiti del centro di accoglienza temporaneo Las Raices. Quindi la messa al porto e il volo di ritorno per Roma.

Lo scambio di messaggi con il presidente Mattarella

Prima della partenza il Papa ha inviato un telegramma al Capo dello Stato italiano, Sergio Mattarella: “Nel momento in cui inizio il Viaggio Apostolico in Spagna, sotto lo sguardo materno della Vergine Maria che ci accoglie e ci orienta verso Dio, fonte di unità e di speranza per tutti i popoli, mi è gradito rivolgere a Lei, Signor Presidente, il mio cordiale saluto, che accompagno con fervide preghiere per il bene e la prosperità dell'intera Nazione italiana”. Un messaggio a cui ha risposto Matterrella ricordando che “la Spagna, come l'Italia e l'Europa intera, si confronta oggi con grandi sfide. Da una parte, resta forte e largamente condiviso il richiamo alla preservazione del significativo patrimonio spirituale, storico e culturale, che sarà tra l'altro valorizzato, durante il Suo viaggio, nelle celebrazioni per i cento anni dalla morte di Antoni Gaudì. Dall'altra, si impone l'esigenza di continuare ad assicurare, anche in avvenire, condizioni di stabilità, sicurezza e progresso, a fronte di crescenti difficoltà e tumultuosi cambiamenti tecnologici, sociali ed economici. L'attenzione che Ella rivolgerà ai giovani e ai più vulnerabili, come i bisognosi, i migranti, i detenuti, consentirà di ribadire l'importanza dell'inclusione, per fare in modo che sia tutelata la dignità umana e l'intera regione mediterranea sia restituita alla sua vocazione di luogo di dialogo, di scambio e di solidarietà“.

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