L’omelia di Pasqua

Il Papa: «Mondo ferito da guerre». Annunciata veglia per la pace l’11 aprile

Il sagrato della Basilica di San Pietro è ornato da migliaia di fiori e piante coltivate in Olanda. Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario da quando i Paesi Bassi hanno offerto per la prima volta il dono floreale al Papa, in occasione della Pasqua

di Redazione Roma

Pope Leo XIV presides the Holy mass on Easter day in Saint Peter's Square, Vatican City, 5 April 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI ANSA

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«La creazione intera risplende oggi di nuova luce, dalla terra si leva un canto di lode, esulta di gioia il nostro cuore: Cristo è risorto dalla morte e, con Lui, anche noi risorgiamo a vita nuova!». Papa Leone XIV ha iniziato così l’omelia della messa di Pasqua presieduta sul sagrato della Basilica di San Pietro.

Il sagrato ornato da piante e fiori olandesi

Lo riferiscono i media vaticani.Un sagrato ornato da migliaia di fiori e piante coltivate in Olanda. Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario da quando i Paesi Bassi hanno offerto per la prima volta il dono floreale al Papa, in occasione della Pasqua.

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L’iniziativa è stata promossa fin dagli inizi da parte dei volontari del settore, sostenuti dalla Conferenza Episcopale Olandese e dalla Fondazione “Bloemenpracht Rome”. Per l’allestimento sono stati usati: 65.000 bulbi di tulipani, narcisi e giacinti e mini narcisi; 220 viole bianco e arancione; 7.800 fiori, tra i quali rose, delphiniums, anthuriums, crisantemi, gerbera, mathiolas; 600 rami di plumosa; 80 azalee e 600 lunghi rami di amenti lunghi di salice, lunghi rami di Eucalipto, e diversi tipi di verde.

Papa Leone: «Morte in agguato, ma il Signore è con noi»

«La morte è sempre in agguato - ha continua Papa Leone durante l’omelia - La vediamo presente nelle ingiustizie, negli egoismi di parte, nell’oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione verso i più fragili. La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge».

Ma «il Signore è vivo e rimane con noi. Attraverso fessure di risurrezione che si fanno spazio nelle oscurità, Egli consegna il nostro cuore alla speranza».

«Chi ha in mano armi, le deponga»

Davanti ai cinquantamila fedeli presenti per l’Urbi et Orbi, Papa Leone ha rivolto un appello ai grandi del mondo: «Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo!».

La veglia per la pace di sabato prossimo

«La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi!». Lo ha detto il Papa nella benedizione Urbi et orbi annunciando una preghiera per la pace sabato prossimo. «Invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella basilica di San Pietro sabato 11 aprile»

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