Il nuovo corso delle centrali a carbone, tra parchi, hub energetici e tecnologici
Viaggio tra i siti industriali che producevano energia elettrica. Per il momento sono attive solo due centrali in Sardegna
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
L’energia dal carbone non arriva quasi più. E per le centrali si prepara un nuovo corso, che spazia dalle rinnovabili alle nuove iniziative imprenditoriali, sino agli hub cultuali o tecnologici.
Il viaggio verso il traguardo “carbone zero” che prevede lo spegnimento delle centrali sparse per l’Italia è iniziato da tempo. E nella maggior parte delle strutture industriali, si lavora alla riconversione.
La Spezia ultimo tassello del mosaico
L’ultimo tassello di un mosaico ancora da completare, è quello di La Spezia, dove sono in coso i lavori di demolizione della centrale elettrica a carbone.
Proprio i giorni scorsi c’è stata la visita del sindaco Pierluigi Peracchini al cantiere di demolizione. L’area è interessata da un piano di demolizione funzionale a un progetto di riqualificazione e sviluppo del sito. Tra le attività previste, anche l’abbattimento della ciminiera alta 220 metri e dal peso di 10 mila tonnellate che «verrà demolita, secondo i migliori standard tecnologici e ambientali, con la tecnica top-down, e con la massimizzazione della demolizione meccanizzata, che permette di ridurre i lavori in altezza». L’intervento sarà completato entro la fine del 2025.
Un nuovo corso
«Il rilancio di quest’area - ha commentato nel corso della visita ai cantieri Peracchini - aprirà nuove opportunità di sviluppo per imprese e lavoratori, in piena coerenza con gli obiettivi di crescita sostenibile che guidano la nostra azione amministrativa».








