Industria

«Il nostro impegno è dimostrare che il futuro è ricco di possibilità»

di Giovanna Mancini

3' di lettura

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«Possiamo essere contenti dei primati che la nostra regione detiene, in campo economico, a livello italiano ed europeo. Ma la nostra responsabilità è quella di capire come mantenere tali primati. È importante non fermarsi agli ottimi risultati e porre la massima attenzione ai dati allarmanti relativi alle nuove generazioni e alla difficoltà che hanno nell’entrare in azienda». Jacopo Moschini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia, non nasconde le criticità che rivelano i numeri sull’imprenditoria giovanile e, più in generale sulle prospettive future delle nuove generazioni.

Jacopo Moschini. Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Lombardia

Come mantenere il primato?

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Sappiamo che le aziende cercano i giovani e i giovani cercano le aziende, eppure si fa fatica a mettere in connessione questa domanda e offerta. Quindi noi, che siamo la classe dirigente del presente, siamo anche il collante tra nuove e vecchie generazioni. Per questo al Regional Summit dello scorso 26 giugno a Mantova oltre alle imprese e le istituzioni, abbiamo coinvolto le associazioni studentesche, i giovani di Politics Hub, i rappresentati sindacali delle associazioni giovanili e UniversityBox, per creare un dialogo tra tutti gli stakeholder.

Perché le imprese giovanili diminuiscono anche in una regione dinamica come la Lombardia?

È il risultato di un insieme di fattori culturali e burocratici, e di un contesto italiano ancora poco favorevole all’imprenditorialità. In Confindustria da tempo lavoriamo in particolare sui fattori culturali, aprendo le nostre imprese ai giovani e diffondendo cultura d’impresa anche per capovolgere una narrazione distorta della figura dell’imprenditore.

Che cosa potrebbero fare di più le istituzioni territoriali e nazionali?

Diffondere la conoscenza di cosa sono le imprese e quale valore generano per territorio e comunità. Far conoscere la storia dei tantissimi campioni del Made in Italy dal dopoguerra a oggi. I giovani conoscono ogni dettaglio delle imprese sportive dei loro beniamini – e va bene – ma non hanno idea di chi fossero Enrico Mattei o Adriano Olivetti.

Quali iniziative avete messo in campo come Confindustria Lombardia per sostenere le imprese giovanili?

In Lombardia il sistema confindustriale è consapevole dell’importanza e della strategicità del coinvolgimento attivo delle giovani generazioni nelle associazioni datoriali. Dall’inizio della mia presidenza, il focus sulle nuove generazioni è stato un punto imprescindibile, con riflessi sui territori attraverso iniziative e attività di coinvolgimento. Fare impresa è una questione di pragmatismo, quindi non ci limitiamo al dialogo: insieme a UniversityBox, il più grande network di studenti in Italia, abbiamo realizzato il progetto “Meet your future”, il nostro impegno concreto per abbattere le barriere mentali e costruire un ponte tra i giovani e le opportunità lavorative. Vogliamo dimostrare che il futuro è ricco di possibilità e che ogni giovane ha il potenziale da sviluppare per giocare la propria partita.

Quale consiglio darebbe lei a un ragazzo che sogna di fare l’imprenditore?

Il mio consiglio è di sviluppare le proprie idee e passioni, anche se in partenza sembra un’impresa impossibile: cercare sempre di rimanere curiosi, di apprendere continuamente e di circondarsi di persone che condividono la stessa visione ed entusiasmo. Infine, il supporto della comunità è cruciale. Il mio suggerimento finale è di collaborare e condividere le proprie esperienze imparando gli uni dagli altri. La forza della rete imprenditoriale è un potente catalizzatore di successo. È qui che entra in gioco il fattore associativo: una famiglia dove si impara la capacità di perseverare e si diventa consapevoli di non essere soli ad affrontare le sfide quotidiane.

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