Le possibile deroghe
Potranno comunque sempre circolare alcune categorie (per esempio, i disabili, i medici e i mezzi pubblici), stabilite di volta in volta dai Comuni, che restano gli enti cui spetta emettere le ordinanze di divieto con le disposizioni da rispettare concretamente sul loro territorio.
L’accordo tra le Regioni fissa solo una cornice, derogabile da ogni singolo Comune. Che comprende anche i periodi e gli orari in cui vige il blocco: dal primo ottobre al 31 marzo di ogni anno, nei giorni da lunedì a venerdì, dalle 8,30 alle 18,30.
Da questo si può capire che, almeno teoricamente, i divieti non costringono i proprietari a disfarsi delle proprie vetture, potendo circolare per tutto il tempo restante. Ci sono però eccezioni per i veicoli (anche moto) Euro zero, cioè quelli più inquinanti (normalmente sono quelli senza marmitta catalitica).
L’accordo prevede anche incentivi locali alla sostituzione del parco circolante e una rimodulazione delle tariffe del bollo auto. Mentre gli incentivi sono stati perlopiù avviati, per il bollo è tutto fermo perché occorre un accordo con lo Stato. Le tariffe attuali sono anch’esse proporzionali alle emissioni inquinanti, ma le tabelle risalgono al 2006, quando le Euro 4 erano lo standard migliore; quindi c’è il paradosso che, ai fini tariffari, queste auto sono considerate “pulite”, mentre invece cominciano a essere colpite massicciamente dai blocchi antinquinamento.
In ogni caso, è l’intero sistema dei blocchi per classe Euro che ha aspetti paradossali, pur essendo oggettivamente l’unico applicabile nella pratica.