Il Nord spegne i vecchi diesel. Lunedì stop a 1,1 milioni di auto
di Maurizio Caprino
3' di lettura
3' di lettura
Lunedì sarà una di quelle poche giornate in cui l’inquinamento dell’aria entrerà davvero nella vita quotidiana delle persone. Almeno al Nord: entreranno in vigore nuove limitazioni permanenti del traffico, più ampie rispetto a quelle dello scorso inverno. Secondo stime necessariamente approssimative elaborate dal Sole-24 Ore su dati Unrae, riguarderanno 1,1 milioni di esemplari che prima non erano toccati.
Quest’anno in Piemonte, Lombardia e Veneto il bando colpirà anche le vetture Euro 3 a gasolio; parliamo di auto immatricolate grossomodo tra il 2001 e il 2005. In Emilia-Romagna, la lotta contro il diesel estende lo stop ai veicolo Euro 4, standard antinquinamento che è stato in vigore dal 2006 a tutto il 2010.
Queste indicazioni temporali sono solo indicative e possono trarre in inganno: non pochi modelli rispettavano in anticipo anche di anni lo standard successivo a quello che era in vigore al momento della loro immatricolazione, qualche altro esemplare è stato invece targato in deroga dopo la scadenza ordinaria. Quello che fa fede è la classe Euro indicata sulla carta di circolazione; quanto alle auto più vecchie, per le quali la classe non è riportata esplicitamente, occorre “tradurre” il numero di direttiva che si legge sul documento.
Uno schema analogo riguarda anche gli autocarri (sia leggeri sia pesanti), ma con un’articolazione a volte più complessa.
Le prossime tappe
I nuovi blocchi sono la seconda tappa del percorso delineato a giugno dall’accordo di programma sulla qualità dell’aria nel bacino padano, firmato dalle quattro Regioni del Nord. L’accordo fissa un percorso solo per le diesel. Le prossime tappe prevedono il blocco delle Euro 4 (a prescindere dal fatto di essere dotati o no di filtro antiparticolato, che invece prima era discriminante) entro il 2020 e delle Euro 5 (immatricolate teoricamente tra il 2011 e l’agosto 2015) entro il 2025.
Nulla è stato ancora stabilito sull’Euro 6, classe attualmente in vigore. Anche perché in realtà non è un gruppo omogeneo: da un lato ci sono le Euro 6A, B e C (quest’ultimo standard è quello “obbligatorio” in vigore dal primo settembre scorso), dall’altro le future (ma qualcuna è già in commercio) Euro 6 D-temp ed Euro 6D, che rispondono almeno parzialmente al giro di vite deciso dalla Ue dopo il dieselgate e quindi potrebbero essere lasciate circolare liberamente ben più a lungo delle altre.


