«C’è stata evidentemente un’attesa da parte dei clienti - continua Stanisci - tuttavia, tra marzo e aprile l’attività di richieste di car list e di trattative è ripresa ad un buon livello. Però è chiaro i frutti si vedranno nei prossimi mesi. In questa prima parte dell’anno, per i clienti che ce lo hanno chiesto, abbiamo lavorato con l’estensione dei contratti, che noi consideriamo un prodotto vero e proprio». Il focus di Ayvens quest’anno è «mettere a regime la nuova struttura; in realtà è appena il terzo mese che lavoriamo come un’unica entità. Dal punto di vista operativo e dei processi è andato tutto bene, senza alcun tipo di interruzione».
Arval, altra big company non captive, secondo quanto riporta il suo managing director, Dario Casiraghi, continua a crescere a livello di flotta in maniera organica e strutturata e prevede lo stesso trend nei prossimi mesi. Sul lato delle registrazioni è pressoché in linea con l’anno scorso: ci sono delle piccole variazioni che sono più stagionali che non relative a dei fenomeni ricorrenti o nuovi. Sui clienti corporate c’è stato un rallentamento dovuto all’incertezza sulla nuova normativa. Mentre il retail e gli individual performano bene.
«Ci stiamo concentrando – dichiara Casiraghi – sulla proattività declinata su due dimensioni: quella consulenziale per sostenere il cliente nella definizione della policy di mobilità e verso la transizione energetica e quella operativa per aumentare la capacità di erogare un servizio proattivo verso il cliente. Sul lato target vogliamo continuare a crescere anche su segmenti diversi dal corporate che oggi rappresentano il 50% della nostra produzione. Relativamente ai prodotti legati alla transizione energetica, continuiamo ad avere una buona presa sull’ibrido e una percentuale leggermente superiore al mercato sull’elettrico con prodotti annessi che permettono una facilità di accesso e di utilizzo. Nel contempo continuiamo a crescere e ad investire sui prodotti Release e Flex per far sì che siano sempre più apprezzati in un ambito di mobilità multidimensionale che noi poniamo al centro della nostra strategia distributiva».
Secondo i due manager di Ayvens e Arval intervistati non si registra alcun segnale che possa far pensare ad un parziale ritorno al regime della proprietà per effetto della nuova normativa del fringe benefit.
Più che sui volumi della flotta, la nuova normativa avrà un impatto sul mix di alimentazione dei veicoli in noleggio a lungo termine, perché rispetto alla precedente, come è noto, tende a privilegiare fiscalmente le plug-in e le elettriche e a penalizzare tutte le altre. Già i numeri delle immatricolazioni delle auto in noleggio a lungo termine dei primi quattro mesi dell’anno, secondi i dati di Dataforce, riportano delle evidenze significative. Le registrazioni delle plug-in sono aumentate del 42% attestandosi all’8% di quota (1,5 punti in più rispetto al 2024), le elettriche aumentano dell’86% e rappresentano il 7%. Aumentano del 2% le full hybrid (9% di quota). Mentre i volumi di benzina e mhev aumentano del 33% e si attestano al 48% di quota. Infine, calano le diesel e mhev sia come numerosità (-13%) che come quota (-9%) anche se rappresentano ancora quasi un terzo delle registrazioni.