Auto e mobilità aziendale

Il noleggio a lungo termine archivia la pandemia e punta alle partite Iva

Dopo la crisi nel periodo Covid il settore si è ormai stabilizzato con un ritmo di crescita media di 86mila nuovi contratti l’anno

di Pier Luigi del Viscovo

(Adobe Stock)

3' di lettura

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Alla fine dello scorso anno, il sistema del noleggio a lungo termine (Nlt) ha superato il milione e duecentomila veicoli in flotta, grazie a una crescita netta di 76mila unità. Possiamo affermare dunque che nel terzo anno post-pandemia l’Nlt abbia ormai stabilizzato un ritmo di crescita media sugli 86mila nuovi contratti all’anno, in linea se non leggermente superiore a quelli medi del periodo pre-Covid a partire dal 2016, anno in cui iniziò una vera ripresa dopo un lungo periodo di stasi iniziato con la crisi Lehman e proseguito con quella legata al debito sovrano italiano.

Questi dati tendenziali medi confermano quanto il sistema sia legato fortemente all’andamento generale dell’economia, ancor più che alle oscillazioni del mercato auto. Infatti, analizzando le immatricolazioni di nuove auto, osserviamo come il 2024 abbia visto una contrazione del noleggio a lungo termine del 18%, pari a 75mila unità in meno, in un mercato auto di poco sotto la linea di stabilità. Va però ricordato che il confronto con il 2023 sconta un’anomala concentrazione in quell’anno di consegne relative a ordini molto precedenti, che le difficoltà produttive post-pandemia avevano congelato. Tuttavia, i minori acquisti non hanno assolutamente pregiudicato né la crescita della flotta, come abbiamo visto, né tantomeno quella del giro d’affari, aumentato anno su anno di quasi due miliardi di euro. Circa 1,2 miliardi di incremento, pari al più 16%, sono relativi all’attività caratteristica di noleggio, mentre il resto viene dalla rivendita di veicoli usati a fine noleggio, che nel complesso pesa per il 30% del fatturato del comparto.

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L’ottima performance sull’usato riflette senz’altro, oltre al mix dei veicoli venduti, anche l’andamento dei prezzi del mercato, che nel 2024 è stato ancora su livelli buoni. Gli oltre 700 milioni di maggiori ricavi del comparto corrispondono infatti a un minor numero di veicoli venduti, proprio per quella logica di minori acquisti e dunque minori sostituzioni di auto e furgoni in scadenza. Quest’ultimo può essere ritenuto solo in parte un fenomeno congiunturale, legato alle incertezze dei clienti sulle scelte dei modelli e delle motorizzazioni, mentre in senso più strutturale è in corso un allungamento dei cicli di sostituzione.

Sul fronte dei clienti, registriamo ancora una crescita del segmento dei piccoli, ossia Codici Fiscali e Partite Iva. La flotta è aumentata del 4% ma resta stabile al 13% del totale Nlt, mentre il fatturato pur cresciuto di circa 90 milioni pesa il 10% del totale, mentre era quasi l’11% un anno prima. Sicuramente questo segmento di clientela può ancora esprimere enormi potenzialità di sviluppo e gli operatori sono all’opera per definire il prodotto/servizio più in linea con i bisogni e le abitudini.

L’anno 2025 è iniziato bene. Nel primo trimestre il giro d’affari riferito solo all’attività di noleggio, quindi con esclusione dei ricavi da rivendita di veicoli usati, passa dai 2.093 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente ai 2.304 milioni dell’anno corrente, con una crescita del 10%. Sicuramente un buon risultato, dovuto per metà ai volumi: nel primo trimestre c’erano in flotta 1 milione e 293mila veicoli rispetto al milione e 235mila dell’anno precedente. L’altra metà viene dal prezzo: rapportando il fatturato alla flotta emerge un incremento del fatturato medio per veicolo pari al 5%. Però un’ombra c’è: la bassa crescita della flotta. Essendo un dato puntuale e non annuale, il raffronto con lo stesso periodo del 2024 non dice molto sul primo trimestre. Invece, partendo da un milione e 288mila veicoli già in flotta al 31 dicembre, in tre mesi se ne sono aggiunti appena cinquemila. Non una partenza bruciante per un comparto che ne aggiunge in media 86.000 ogni dodici mesi. Eppure, non è che non abbiano comprato nuove auto: 106mila contro le 95mila dell’anno precedente, pari periodo. Possibile che siano state tutte sostituzioni di contratti scaduti? Gira voce nell’ambiente che tante siano in realtà nei piazzali, in attesa di un cliente ma già immatricolate dai noleggiatori captive, che aiutano i rispettivi gruppi automobilistici di riferimento a targare auto alla spina per evitare le multe Cafe.

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