Giornata mondiale dell’acqua

Il mondo? Rischia la bancarotta idrica

E’ l’allarme lanciato dal report della società di gestione elvetica Swisscanto. Il caso Germania e le virtù italiane

di Niccolò Gramigni

Il Lago artificiale di Santa Giustina in Val di Non, dove in questi giorni il basso livello delle acque lascia riemergere i vecchi ponti e le strade che restano invece sommersi per la maggior parte del anno, Predaia (Trento), 16 Marzo 2026, Ansa/Andrea Fasani  ---- The artificial lake of Santa Giustina in Val di Non, Italy, where in recent days the low water level has allowed the old bridges and roads that remain submerged for most of the year to re-emerge, Predaia (Trento), 16 March 2026, Ansa/Andrea Fasani ANSA

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Le riserve globali di acqua dolce «sono strutturalmente sotto pressione», viene «prelevata più acqua da fiumi, laghi e falde acquifere di quanta ne possa essere reintegrata attraverso piogge e scioglimento delle nevi». Insomma il mondo sta entrando in un’era di vera e propria «bancarotta idrica». E’ la fotografia scattata dalla società di gestione Swisscanto in occasione della Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo): il report di Holger Frey, lead portfolio manager per la strategia Sustainable Water di Zkb-Swisscanto, non è dei più rassicuratni.

Il monito delle Nazioni Unite

Si citano le Nazioni Unite che già da tempo avevano lanciato un monito all’opinione pubblica. Si ricorda che dal 1990 la metà dei principali laghi del mondo ha perso acqua. A livello globale, i ghiacciai si sono ridotti di quasi un terzo dal 1970. Circa il 75% della popolazione mondiale vive in Paesi con approvvigionamento idrico non sicuro. Secondo queste previsioni, le risorse idriche globali rischiano di entrare in deficit.

Loading...

«A nostro avviso – si fa presente da Swisscanto – esistono effettivamente soluzioni che possono essere mobilitate per contrastare la scarsità idrica».

Il caso della Germania: è evaporato un intero Lago di Costanza

La sorpresa riguarda la Germania: contrariamente a quanto si potrebbe pensare è tra i Paesi con le maggiori perdite di acqua sotterranee a livello globale. A tal proposito l’organizzazione ambientalista Naturschutzbund Deutschland (Nabu) e la società di consulenza Boston Consulting Group (Bcg) hanno portato a termine uno studio sulla Germania pubblicato all’inizio del 2026.

Secondo questo studio, come riporta Swisscanto, «ogni goccia conta». Le risorse idriche naturali della Germania sono infatti «già diminuite di circa 60 miliardi di metri cubi negli ultimi due decenni, un volume pari a quello del Lago di Costanza. Paradossalmente, il pericolo maggiore si annida nei dettagli più piccoli. L’indebolimento dei cicli idrici locali, dovuto a precipitazioni rare o estreme, suoli impoveriti e deflusso superficiale, è considerato particolarmente critico». Secondo lo studio, «questi cicli sono fondamentali per mantenere i paesaggi freschi, umidi e in equilibrio».

Siccità e carenze idriche stanno diventando sempre più frequenti e secondo lo studio, in Germania, «i costi stanno diventando sempre più frequenti. I costi economici stimati fino al 2050, calcolati a partire dal 2025, ammontano a 20–25 miliardi di euro all’anno, per un totale compreso tra 500 e 625 miliardi di euro».

Per la Germania, tra gli interventi individuati da Nabu e Bcg ci sono «rafforzare e preservare la capacità naturale di stoccaggio e ricarica delle risorse idriche», il concentrare «l’attenzione sulle aree in cui l’uomo può influenzare il ciclo dell’acqua come laghi e fiumi» e portare avanti «misure efficaci» come «agricoltura rigenerativa, gestione forestale sostenibile e drenaggio dinamico».

Gli autori dello studio prevedono che questo mix di soluzioni basate sulla natura e di interventi tecnici rappresenterà «una leva fondamentale». Secondo le loro stime, ciò potrebbe apportare ogni anno circa 7–7,5 miliardi di metri cubi di acqua al sistema territoriale. Un volume sufficiente per colmare efficacemente il deficit di stoccaggio idrico della Germania entro il 2040.

Secondo Swisscanto «l’approccio» proposto è «promettente» non solo per la Germania ma «su scala globale. Aziende innovative nei settori della tecnologia idrica, della tutela delle risorse idriche e dei servizi idrici possono offrire opportunità interessanti» anche perché il settore idrico cresce a un ritmo compreso tra il 4% e il 6% annuo. Tra le priorità individuate ci sono tecnologia idrica, tutela delle risorse idriche e servizi idrici.

Il quadro italiano

A livello italiano la seconda edizione dell’«Osservatorio sugli usi e consumi idrici in ambito domestico», promosso da Sodastream, traccia un profilo rassicurante. Se già nel 2025 l’80% della popolazione dichiarava di stare attento agli sprechi, nel report 2026 oltre 9 italiani su 10 (91%) mettono in atto comportamenti virtuosi tra le mura di casa. Nell’indagine di evidenzia che il 90% utilizza lavatrice e lavastoviglie solo quando necessario, ottimizzando ogni ciclo. Inoltre un italiano su due ha abbandonato l’abitudine di lavare frutta e verdura sotto l’acqua corrente, preferendo l’ammollo. Cresce l’attenzione alla cura dell’impianto: il 56% degli italiani effettua manutenzioni costanti (contro il 47% dell’anno precedente) per evitare perdite occulte.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti