Il mondo? Rischia la bancarotta idrica
E’ l’allarme lanciato dal report della società di gestione elvetica Swisscanto. Il caso Germania e le virtù italiane
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Le riserve globali di acqua dolce «sono strutturalmente sotto pressione», viene «prelevata più acqua da fiumi, laghi e falde acquifere di quanta ne possa essere reintegrata attraverso piogge e scioglimento delle nevi». Insomma il mondo sta entrando in un’era di vera e propria «bancarotta idrica». E’ la fotografia scattata dalla società di gestione Swisscanto in occasione della Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo): il report di Holger Frey, lead portfolio manager per la strategia Sustainable Water di Zkb-Swisscanto, non è dei più rassicuratni.
Il monito delle Nazioni Unite
Si citano le Nazioni Unite che già da tempo avevano lanciato un monito all’opinione pubblica. Si ricorda che dal 1990 la metà dei principali laghi del mondo ha perso acqua. A livello globale, i ghiacciai si sono ridotti di quasi un terzo dal 1970. Circa il 75% della popolazione mondiale vive in Paesi con approvvigionamento idrico non sicuro. Secondo queste previsioni, le risorse idriche globali rischiano di entrare in deficit.
«A nostro avviso – si fa presente da Swisscanto – esistono effettivamente soluzioni che possono essere mobilitate per contrastare la scarsità idrica».
Il caso della Germania: è evaporato un intero Lago di Costanza
La sorpresa riguarda la Germania: contrariamente a quanto si potrebbe pensare è tra i Paesi con le maggiori perdite di acqua sotterranee a livello globale. A tal proposito l’organizzazione ambientalista Naturschutzbund Deutschland (Nabu) e la società di consulenza Boston Consulting Group (Bcg) hanno portato a termine uno studio sulla Germania pubblicato all’inizio del 2026.
Secondo questo studio, come riporta Swisscanto, «ogni goccia conta». Le risorse idriche naturali della Germania sono infatti «già diminuite di circa 60 miliardi di metri cubi negli ultimi due decenni, un volume pari a quello del Lago di Costanza. Paradossalmente, il pericolo maggiore si annida nei dettagli più piccoli. L’indebolimento dei cicli idrici locali, dovuto a precipitazioni rare o estreme, suoli impoveriti e deflusso superficiale, è considerato particolarmente critico». Secondo lo studio, «questi cicli sono fondamentali per mantenere i paesaggi freschi, umidi e in equilibrio».


