Il mondo animale nel design: come forme, movimenti e immagini entrano negli interni
Dai pezzi iconici di Martinelli Luce alle poltrone contemporanee, dai tappeti ispirati alle specie in via di estinzione alle illustrazioni naïf e visionarie: la fauna, esotica e non, torna protagonista in arredi, carte da parati e lampade
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I punti chiave
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Li amiamo, li temiamo, talvolta ne dimentichiamo l’esistenza. Gli animali sono il nostro doppio: nel rapporto che instauriamo con loro - e ogni epoca ne esprime uno specifico - rispecchiamo noi stessi. Il design, che assorbe e restituisce il sentimento del tempo, si ispira al mondo animale anche in un’epoca come quella presente - che prova a silenziare il lato selvatico della natura - e mette in luce come sia coinvolgente, e forse anche salvifico, riportare tra le quattro mura i tratti istintivi e liberi del mondo animale, sia tradotti in ispirazioni formali, sia trasferiti in immagini descrittive.
Le icone di Martinelli Luce
Le forme del mondo animale sono state di grande ispirazione per la Martinelli Luce che a metà degli anni Sessanta produsse tre lampade celeberrime, mai uscite dal catalogo: la Pipistrello di Gae Aulenti (1965), la Cobra (1968) e la Serpente (1965) di Elio Martinelli. Di quest’ultima l’azienda celebra i sessant’anni con un’edizione speciale con base e braccio finiti in arancio, un colore pop, allegro ed energetico che caratterizzò quegli anni, tornato d’attualità. È istruttivo notare come Elio Martinelli tradusse in funzione l’osservazione del movimento: come il corpo di un rettile, il braccio sinuoso della lampada Serpente ruota a 360° grazie a uno snodo centrale, portando la luce del diffusore semisferico bianco nella posizione più favorevole all’utilizzatore. Oltre ad assolvere allo scopo, la linea curva è elemento di carattere che regala bellezza e fascino alla lampada.
Libertà e dinamismo nella poltrona Softy
Al dinamismo del mondo animale si è ispirato anche il giovane designer ucraino Vladimir Tolochko per la nuova poltrona Softy di Potocco: «È una storia di libertà, movimento e unicità», racconta Tolochko, «resa viva da un design che coniuga estetica e comfort. Ispirata dall’immagine di animali selvaggi che corrono liberamente attraverso prati sconfinati, la poltrona ne riflette la grazia, l’individualità e la forza». Il tratto del movimento si riconosce nelle gambe cilindriche, in particolare in quelle posteriori, inclinate come per un allungo in corsa, così come nello schienale leggermente reclinato: ma l’idea di movimento è solo suggerita, mentre la conformazione solida e l’imbottitura integrale invitano alla seduta.
Arredi come manifesto ecologico
Che il design colga lo spirito del tempo è provato dalla serie di panche firmata dall’artista e designer di Bahia Danilo Freitas e divulgata in Europa da Tropicalistic, piattaforma digitale nata a Milano per diffondere il potenziale del design brasiliano. Freitas utilizza legno, pietre e scarti di plastica per creare i propri arredi, innestando in essi un messaggio di attenzione alla natura. La sua serie di panche si ispira agli animali del Sud America in via di estinzione, cogliendone alcuni tratti formali inconfondibili: Tatu bola, ispirata all’armadillo, Queixada al pecari (una specie di cinghiale) e Tamandua, che riproduce la sagoma del formichiere gigante. Ogni pezzo è unico, composto come un mosaico con tessere di legno massello ricavate da scarti di lavorazione.
Ironia e design contro il mito del trofeo
Lo smantellamento del mito coloniale e post-coloniale del trofeo di caccia avvenne negli anni Settanta a colpi di ironia e design: ne fu protagonista Gabetti&Isola, lo studio torinese guidato da Roberto Gabetti e Aimaro Isola, che realizzò a Ivrea il Centro Residenziale Ovest Olivetti. Gli architetti progettarono anche gli arredi degli appartamenti, destinati ai dipendenti dell’azienda, tra cui la serie di tappeti Tapizoo che riproducevano le pelli di animali selvatici o fantastici: erano Tapileo, Tapiorso, Tapipardo e Tapidrago, che Amini ha rimesso in produzione, a distanza di cinquant’anni, in piena continuità con il progetto originale. La scelta accurata delle lane, la fine annodatura a mano e la cesellatura a più livelli del vello restituiscono il pregio del disegno e la suggestione surreale e giocosa che fu alla base della serie.
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