Il mobility manager entra in comuni e aziende
Fra lotta all’inquinamento e necessità di risparmio si diffondono molteplici iniziative che rivoluzionano abitudini e tragitti casa-lavoro
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Il Nordest è prima di tutto la sua rete di strade e autostrade, che legano piccoli e grandi centri urbani e produttivi. Perché questa è una terra policentrica, senza capitale, a differenza della macroregione Nordovest, che ha il suo cuore pulsante a Milano. Non sorprende dunque che i suoi abitanti sentano l’auto come imprescindibile e che, di conseguenza, l’inquinamento da traffico sia una sfida a dir poco urgente. Specie considerando che per la pianura Padana l’inquinamento atmosferico rappresenta una «sfida ambientale persistente», per citare l’Agenzia spaziale europea. Un fronte sul quale si potrebbe intervenire è quello del tragitto casa-lavoro, che gran parte degli interessati (oltre il 70% a livello nazionale secondo l’Istat) sceglie ancora di fare con la propria auto. In effetti qualcosa si sta muovendo, anche nel Nordest, e varie aziende e pubbliche amministrazioni si stanno attrezzando per spingere i dipendenti a optare per modalità di spostamento più sostenibili. Ad esempio il carpooling aziendale, ossia la condivisione di un’unica macchina tra colleghi che debbano percorrere lo stesso tragitto. Un obiettivo non sempre facile da realizzare, dal punto di vista pratico. Tuttavia ci sono delle soluzioni che possono aiutare.
Lo studio
Una di queste è quella di Jojob Real Time Carpooling, che di recente ha pubblicato i risultati di uno studio sulla distribuzione geografica delle imprese che si avvalgono della sua app. Guardando al numero di sedi attive a livello regionale, sia Veneto che Trentino-Alto Adige si posizionano fra le prime dieci, con il 7,5% e il 4,2% rispettivamente. Più in basso in classifica il Friuli-Venezia Giulia, dove le sedi attive corrispondono all’1,6% di quelle che ricorrono al carpooling. Guardando poi alle singole province, Trento è sul podio, al terzo posto, con il 4,1% delle sedi. In generale pare che l’esperienza sia positiva. Italo Casarin, ad esempio, responsabile risorse umane di Mérieux NutriSciences Italia, società di consulenza in diversi ambiti, tra cui quello alimentare, ambientale e farmaceutico con sede nel trevigiano, racconta che l’iniziativa è stata accolta con favore dai dipendenti. Perché «da un lato, il carpooling permette di rivolgere un’attenzione concreta alle tematiche della sostenibilità e dell’ambiente, e dall’altro consente a una community di 1.400 persone di entrare in contatto e condividere del tempo».
La normativa
Ideare progetti del genere sarebbe il pane quotidiano del mobility manager, ossia della persona incaricata di gestire la mobilità sostenibile di un’azienda o di un ente pubblico, a cominciare proprio dagli spostamenti casa-lavoro. Una figura professionale che il decreto legislativo 34/2020 richiede di nominare tanto alle aziende come alle pubbliche amministrazioni che abbiano «singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di regione, in una città metropolitana, in un capoluogo di provincia ovvero in un comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti» per offrire «supporto professionale continuativo» alla pianificazione e gestione di soluzioni di mobilità sostenibile. L’obiettivo è appunto la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale.
Le aziende
Non tutte le imprese individuano una persona alla quale affidare esclusivamente le funzioni di mobility manager. Spesso i progetti di mobilità sostenibile sono affidati alle risorse umane, ai responsabili sostenibilità o agli operations manager. In ogni caso le aziende si stanno attivando. Un esempio è Volkswagen Group Italia, che punta molto su carpooling e bikesharing, e sta gradualmente convertendo all’elettrico la sua flotta aziendale. L’altra è Despar Nord, la concessionaria dei marchi Despar, Eurospar e Interspar per Triveneto, Emilia-Romagna e Lombardia, che qualche mese fa ha lanciato una campagna per ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti casa-lavoro dei suoi 9285 collaboratori, favorendo alternative come la cara vecchia camminata, la bici, il monopattino o il trasporto pubblico. In Trentino, Confindustria Trento sta collaborando con il Comune di Arco per migliorare la mobilità nell’Alto Garda, un progetto dedicato a un gruppo di imprese, associate e non, insediate nell’area del Linfano. Tra le azioni previste, l’introduzione di incentivi e premi sulla mobilità per favorire l’adozione di modalità di trasporto sostenibili.
Il trasporto pubblico
È questo uno dei fronti più caldi nella lotta all’inquinamento. La sfida è renderlo sempre più pervasivo, sostenibile e intelligente, vicino alle reali esigenze delle persone. A Belluno ad esempio c’è Trillo, il servizio a chiamata di Dolomiti Bus che ha riscosso grande successo, e oltre alle corse urbane di Belluno e Feltre, è stato esteso anche a comuni più piccoli, come Ponte nelle Alpi, Limana e Seren Del Grappa. Attraverso l’apposita app, dal lunedì al sabato, si può prenotare una corsa in autobus nella fermata più vicina e all’ora più conveniente, anche solo con un’ora di anticipo.


