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Condono edilizio in arrivo: riguarderà l’80% delle case. Meloni: «Non conosco la norma»

Si tratta di una serie di misure che mirano a regolarizzare le piccole difformità o le irregolarità strutturali che interessano, secondo uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri, quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano

di Redazione Roma

4' di lettura

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Il ministero delle Infrastrutture e trasporti sta preparando un pacchetto di norme per intervenire sulla casa, così come chiesto e auspicato anche dalle amministrazioni territoriali, dalle associazioni e dagli enti del settore edilizio. Lo fa sapere il dicastero guidato da Matteo Salvini, spiegando che si tratta di una serie di misure che mirano a regolarizzare le piccole difformità o le irregolarità strutturali che interessano, secondo uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri, quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano. L’annuncio scatena subito le reazioni politiche dell’opposizione.

Meloni: non conosco la norma salva-case di Salvini

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto la mossa dell’alleato di Governo con freddezza: «Salvini mi accennò qualcosa diverso tempo fa, poi ho visto che oggi ha ribadito che sta lavorando a questa norma ma non la conosco, non sono in grado esprimere giudizio. Ho letto il comunicato del ministero dei Trasporti che parla di sanare piccole difformità interne - ha detto la premier, ospite di “Porta a porta” -, cioè se hai alzato un tramezzo per fare due stanze dove ce ne era una. Se è questo parliamone, è ragionevole, ma non posso ragionevolmente commentare una norma che non ho letto».

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Ambito di applicazione

Nella nota del ministero si precisa: difformità di natura formale, legate alle incertezze interpretative della disciplina vigente; difformità edilizie “interne”, riguardanti singole unità immobiliari, a cui i proprietari hanno apportato lievi modifiche (tramezzi, soppalchi, etc.); difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma non sanabili oggi a causa della disciplina della “doppia conforme” che non consente di conseguire il permesso o la segnalazione in sanatoria per moltissimi interventi, risalenti nel tempo. E ancora per permettere i cambi di destinazione d’uso degli immobili tra categorie omogenee.

Le ragioni dell’intervento

Queste linee di indirizzo - spiega il ministero - su cui gli uffici si sono mossi, a seguito anche delle proposte raccolte nelle precedenti riunioni sul tema, e che hanno portato alla bozza normativa, sono state presentate nel corso della riunione sul piano casa, tenutasi al Mit alla presenza del vicepremier e ministro Matteo Salvini con il Dipe (dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) e circa 50 tra istituzioni, enti, associazioni, ordini professionali e fondazioni del settore. La ratio - si spiega - è tutelare i piccoli proprietari immobiliari che in molti casi attendono da decenni la regolarizzazione delle loro posizioni e che non riescono, spesso, a ristrutturare o vendere la propria casa. Allo stesso tempo deflazionare il lavoro degli uffici tecnici comunali, spesso sommersi dalle richieste di sanatorie. Alla luce della semplificazione e dell’efficienza amministrativa si è previsto anche di intervenire sulle procedure amministrative per garantire ai cittadini risposte certe in tempi certi.

Ance: norme salva-casa non è condono, però è goccia nel mare

«Non si tratta di un condono, il provvedimento mira a risolvere piccole difformità di natura formale all’interno delle case, difformità ante 1977, si tratta di cose assolutamente minimali interne agli alloggi», ha sottolineato il vicepresidente dell’Ance, Stefano Betti, commentando il pacchetto di norme salva-casa che il ministero sta preparando. «È un provvedimento interessante nel breve termine, ma è una goccia nel mare rispetto alle soluzioni che bisogna trovare nel medio e lungo termine», ha spiegato Betti, sottolineando che innanzitutto bisogna «rivedere» sia il Testo unico sull’edilizia che la Legge nazionale urbanistica, strumenti ormai «vecchi» e «non adeguati» per lavorare nell’ambito di una «rigenerazione urbana».

Pd: arriva dannosissimo condono, disastro Salvini sulla casa

Dall’opposizione il Pd attacca. «Il ministro Salvini nella gestione delle politiche sulla Casa è assolutamente disastroso - ha sottolineato il responsabile Casa del Pd Pierfrancesco Majorino -. Abbiamo bisogno di un piano nazionale Casa a sostegno dell’affitto e per il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica. Servono risorse per recuperare e riqualificare jn modo da dare risposte concrete a giovani coppie lavoratori e cittadini che o in affitto nel privato o attraverso le case popolari devono poter trovare una risposta diversa. Il ministro Salvini su questi terreni è assolutamente immobile. In compenso rilancia un dannosissimo condono di cui proprio non si sentiva la necessità».

Legambiente: la vera pace edilizia si raggiunge affermando la legalità e non con l’ennesimo condono

E attacca anche Legambiente. Il presidente nazionale Stefano Ciafani ha ricordato che l’abusivismo edilizio è «una piaga che sfregia ormai da decenni il nostro Paese e che è in crescita come ricorda l’Istat nel suo ultimo rapporto sul Bes (Benessere equo e sostenibile), stimando in collaborazione con il Cresme un incremento del 9,1%, come non accadeva dal 2004. Ma anche come dimostrano anche i dati delle attività svolte dalle forze dell’ordine contro il ciclo illegale del cemento, raccolti nel Rapporto Ecomafia di Legambiente, con una crescita sempre nel 2022 del 28,7% rispetto al 2021. È questa la vera emergenza da contrastare. L’annuncio di una nuova pace edilizia per sanare piccole difformità edilizie, invece, rischia solo di alimentare ancor di un più il business del mattone illegale, in un Paese dove purtroppo si fa fatica ad attuare le ordinanze di demolizione degli immobili abusivi. Il ministro Salvini ci ripensi, perché l’abusivismo si combatte solo accelerando gli abbattimenti delle case abusive e dando più ruoli e responsabilità ai prefetti». Per l’associazione ambientalista dunque, «in Italia l’abusivismo edilizio, concentrato soprattutto al sud e lungo le coste, resta una piaga difficile da curare. Secondo l’ultimo report Abbatti l’abuso di Legambiente, in Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia si fa fatica a demolire: dal 2004 a dicembre 2022 il numero delle demolizioni eseguite è stato solo del 15,3%. 3.430 le ordinanze di abbattimento con una media di 1 ordinanza ogni 310 cittadini. Il mattone illegale spopola nei comuni costieri. Osservate speciali anche le isole minori dove si registra un abuso ogni 12 abitanti. Una situazione preoccupante quella delle regioni del Sud Italia che la stessa Istat nel suo ultimo report definisce insostenibile con 42,1 abitazioni costruite illegalmente ogni 100 realizzate nel rispetto delle regole».

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