Spy story

Il naufragio sul Lago Maggiore che svelò l’agente segreto M e le operazioni del Mossad contro l’Iran

Una riunione di agenti segreti israeliani e italiani conclusosi con il naufragio di una barca a vela nel 2023 torna di attualità dopo le dichiarazioni del capo del Mossad

di Franco Sarcina

Il logo del Mossad e uno dei gommoni dei Vigili del Fuoco impegnati nel recupero della Good...uria dopo il naufragio

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Un fatto di cronaca avvenuto alcuni anni fa in Piemonte torna sotto i riflettori e si rivela collegato alle vicende della guerra fra Israele e Iran. Si tratta del misterioso affondamento, avvenuto il 28 maggio 2023, della barca a vela da 16 metri Good...uria, avvenuta sul Lago Maggiore. In quell’occasione persero la vita quattro delle 23 persone a bordo. E 21 di queste persone, tutte tranne lo skipper Claudio Carminati, sopravvissuto al naufragio e la sua compagna, la russa Anna Bozhkova, morta invece nelle acque del Verbano, erano agenti dei servizi segreti, israeliani e italiani.

Tre delle vittime vennero appunto definite, dalla cronaca del tempo, «007». Due di loro erano italiani: Claudio Alonzi di 62 anni e Tiziana Barnobi di 53 anni. L’altro, un 50enne israeliano il cui nome a quel tempo non venne diffuso, fu definito semplicemente come «un pensionato delle forze di sicurezza».

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L’agente M al lavoro contro l’Iran

Ma evidentemente di una semplice gita in barca di pensionati non si trattava, come ora si viene a sapere grazie alle rivelazioni di David Barnea, direttore del servizio segreto esterno israeliano, il famoso Mossad. Durante una cerimonia in ricordo dei caduti, Barnea ha citato un certo M, senza rivelarne il nome completo. Sarebbe lui, come ci informa la stampa locale israeliana, il 50enne morto nel naufragio. E a M Barnea ha dedicato un appassionato ricordo, che si lega con i fatti di cronaca di guerra di queste settimane. M. sarebbe stato infatti all’opera, nel periodo del naufragio, mentre preparava operazioni contro l’Iran.

«Le operazioni guidate da M. combinavano creatività, astuzia e tecnologia e hanno influenzato in modo significativo il successo della campagna contro l’Iran - ha detto Barnea durante la cerimonia - Durante l’Operazione ’Ruggito del Leone’, i miei pensieri e il mio cuore si sono riempiti di orgoglio per il carattere e le azioni di M, caduto fuori Israele mentre svolgeva la sua missione».

Dopo le dichiarazioni di Barnea, che non ha detto nulla né sul luogo né sulla data della morte di M., i media israeliani si sono messi al lavoro e hanno ricostruito che l’agente M, che è stato al servizio del Mossad per 30 anni, perse la vita nel naufragio nel Lago Maggiore «mentre lavorava con l’intelligence italiana per impedire a Teheran di ottenere armi avanzate».

La “gita” sul lago conclusasi tragicamente - la causa del naufragio, almeno secondo le notizie diffuse a quel tempo, fu una tromba d’aria - non era quindi semplicemente un momento di svago, ma una vera e propria riunione comune fra agenti del Mossad e dell’Aise, l’agenzia italiana di intelligence per l’estero. Alla memoria di Barnobi e Alonzi, ci ricorda il giornale online di cronaca locale Lo Spiffero, «è dedicata una targa nella sede del Dis (il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza di Palazzo Chigi), in cui per entrambi si legge: “Perde la vita nelle acque del Lago Maggiore il 28 maggio 2023, nel corso dello svolgimento di una delicata attività operativa con Servizi collegati esteri”».

475 euro e uno studio «di lusso»

Inoltre, come ricorda ancora Lo Spiffero, c’è un altro fatto strano in questa vicenda. Poco più di un mese prima del naufragio, Carminati aveva costituito insieme alla sua compagna una società con un capitale sociale irrisorio, 475 euro, per l’«organizzazione di escursioni, attività ricettive e imbarcazioni». Il fatto particolare è che lo fece presso uno studio notarile di Alessandria particolarmente conosciuto e, supponiamo, costoso in modo sproporzionato rispetto al valore della società costituita. Situato «nello stesso stabile dove, al quinto piano, mercoledì scorso è stato trovato senza vita il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, il notaio Luciano Mariano», ricorda la testata.

Insomma, una vicenda intricata. Ora a ricordare il misterioso M è arrivato addirittura il numero uno del più famoso servizio segreto dell’area mediterranea. Cosa stessero preparando i 21 agenti coinvolti in questa tragica riunione, probabilmente non si saprà mai. Ma qualche dettaglio sta venendo, piano piano, a galla.

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