Il Michigan resiste alle pressioni di Trump per ribaltare il risultato delle presidenziali
Per il Presidente la strada è sempre più in salita dopo il nulla di fatto in un vertice alla Casa Bianca. Il figlio Don jr positivo al coronavirus
di Marco Valsania
3' di lettura
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La partita elettorale si fa sempre più difficile per Donald Trump. I leader repubblicani del Parlamento del Michigan, reduci da un incontro alla Casa Bianca con Donald Trump, hanno rifiutato di dar credito alle accuse mosse dal presidente di presunti gravi brogli e sostenere ribaltamenti dell'esito delle urne nel loro stato. Joe Biden ha vinto il Michigan con oltre 150mila schede di vantaggio e i parlamentari hanno indicato di non vedere ragioni perché quel risultato cambi. Lo stato certifica il voto, attraverso un board elettorale bipartisan, lunedì 23 novembre.
Georgia, anche il governatore conferma la vittoria di Biden
Trump aveva già incassato un'altra sconfitta venerdì 20 novembre in Georgia, stato tradizionalmente repubblicano ma vinto da Biden. Il governatore dello stato, il conservatore Brian Kemp, ha ufficializzato l'esito, un successo di Biden con oltre 12mila voti di distacco, dopo che il suo segretario di Stato aveva confermato il margine poche ore prima. Kemp avrebbe avuto tempo fino a venerdì per la certificazione ma ha agito in anticipo. Anche se ha indicato che la campagna di Trump può ancora perseguire, se crede, ricorsi legali.
Il Michigan, test fallito per Trump
Il Michigan era diventato il grande test per l'ultima strategia di Trump volta a sconfessare le elezioni. L'intenzione era di convincere autorità e parlamenti locali in alcuni stati cruciali controllati dai repubblicani a non certificare le elezioni a favore di Biden e a intervenire nominando una delegazione conservatrice al Collegio elettorale che esprime il Presidente il 14 dicembre.Il leader della maggioranza al Senato Mike Shirkey e quello della Camera Lee Chatfield hanno dichiarato di “non essere a conoscenza di alcuna informazione che potrebbe cambiare l'esito delle elezioni in Michigan e in qualità dei leader delle legislatura seguiremo il normale processo al riguardo dei grandi elettori del Michigan”.
L'intera polemica sul Michigan riguardava una discrepanza di un migliaio di voti nei voti della contea di Wayne, che comprende Detroit, e che non altererebbe in alcun modo l'esito.I due leader locali del Michigan hanno fatto sapere di aver discusso con Trump, anzichè le elezioni, la necessità dello stato di ricevere maggiori aiuti federali per la lotta alla pandemia. E loro collaboratori hanno sostenuto che Trump non avrebbe invece effettuato pressioni per ribaltare il voto nel Michigan.
Don jr. positivo al coronavirus
Il coronavirus, di sicuro, ha continuato a imperversare anche tra i collaboratori di Trump, che continua a minimizzare il Covid-19. Sono risultati positivi sia il figlio maggiore di Trump, Donald Jr., che quello del suo avvocato personale Rudolph Giuliani, Andrew Giuliani, a sua volta funzionario della Casa Bianca. Per la Casa Bianca è la continuazione di focolai di infezioni che si ripetono ormai da prima delle elezioni e che secondo i critici riflettono lo scarso uso di precauzioni sanitarie.


