Affitti brevi, il flop della cedolare al 26%: vale solo 17 milioni di gettito extra
di Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste
5' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dal primo luglio 2024 è avvenuto il completo passaggio al mercato libero dell'energia, al netto dei soli clienti cosiddetti “vulnerabili”. Tutto questo è già avvenuto per il mercato del gas, a partire da gennaio 2024. Un passaggio che ha destato non poche difficoltà per i clienti coinvolti e non poche polemiche soprattutto sul fronte dei prezzi. In molti hanno puntato il dito, asserendo che questo passaggio ha determinato un rialzo dei prezzi dell’energia. In realtà la situazione sembra essere molto diversa. Partendo dall’analisi degli ultimi dati dell’Arera (+12% bolletta elettrica nel prossimo trimestre per i clienti vulnerabili; mentre su base annua si registra un calo del 41%), abbiamo fatto il punto della situazione con Andrea Cavallini, amministratore delegato di A2A Energia, per comprendere quali sono i vantaggi e le criticità del mercato libero. «Come dimostrato anche dalla Relazione dell’Arera, non c’è stato un aumento dei prezzi medi finali ai clienti domestici. Il prezzo della maggior tutela è infatti di 316 euro al Megawattora, mentre quello del mercato libero è di 316,2», ha spiegato il manager; mentre continua il trend di rallentamento dei consumi sia per quanto riguarda l’energia elettrica che il gas.
In generale la relazione fotografa una evoluzione del settore molto chiara dal punto di vista di come cambia la struttura del prezzo, perché con l’avvento delle rinnovabili si sta verificando – come previsto – una variazione del costo dell’energia nelle diverse ore del giorno. Si tratta di una dinamica importante ed è opportuno che venga compresa dai clienti perché interessa le abitudini di consumo radicate nel tempo, come l’utilizzo di elettrodomestici nelle fasce serali.
Stanno calando in modo significativo. C’è una riduzione sia dei consumi elettrici sia soprattutto del gas, questi ultimi in calo rispetto allo scorso anno del 16%, arrivando a 43 mld metri cubi. Quando è iniziata la crisi Russo-Ucraina i consumi erano a 60 miliardi di metri cubi. E’ un segnale che aziende e famiglie hanno iniziato ad adottare un uso consapevole e razionale della componente energetica, tanto per questioni di costo quanto per ragioni ambientali. Il trend continua ed è molto evidente. Come A2A, dalla Relazione emerge che abbiamo consolidato la nostra posizione di secondo operatore nazionale nell’energia elettrica per quantità venduta e siamo al quarto posto nel gas. Credo che i clienti abbiano premiato quanto abbiamo fatto durante la crisi energetica: abbiamo onorato tutti i contratti e abbiamo mantenuto la chiarezza e la trasparenza che ci caratterizzano da sempre.
Ritengo che ci siano tre elementi da sottolineare. Il primo è che, come dimostrato dalla Relazione dell’Arera, non c’è stato un aumento del prezzo: il prezzo medio finale ai clienti domestici della maggior tutela è di 316 euro al Megawattora, quello del mercato libero è 316,2. Il secondo punto è la tendenza a confrontare queste cifre, che a mio avviso non è sensata: tutelato e libero sono due mercati differenti, caratterizzati l’uno da prezzi che variano in funzione dell'andamento del costo dell'energia e l’altro da offerte che spesso prevedono un prezzo fisso stabile per 12 o 24 mesi. Per fare un parallelismo, è come se si volesse valutare ex ante un mutuo a tasso fisso e uno a variabile, la cui evoluzione dipenderà proprio dall’andamento dei tassi. Per quanto riguarda l’energia, se si sceglie oggi un’offerta a prezzo fisso si compra una garanzia che questo non cambierà in futuro. Se il costo dell’energia dovesse crescere anche molto, come è accaduto nel 2022, questa garanzia metterebbe la clientela al riparo: proprio in quell’anno, se non ci fossero stati i contratti a prezzo fisso grazie al mercato libero, gli italiani avrebbero pagato 5 miliardi di euro in più. Infine, le offerte del mercato della libera concorrenza sono strutturate in maniera differente poiché comprendono, ad esempio, i servizi territoriali o gli sportelli dedicati alla clientela; prevedono quasi sempre (sempre nel caso di A2A Energia) la fornitura di energia verde prodotta da fonti rinnovabili; possono proporre prodotti o servizi aggiuntivi, come un’assicurazione per la caldaia, che l’utente può scegliere o meno.
Credo che il passaggio alle tutele graduali per i clienti domestici non vulnerabili abbia creato un po’ di confusione. Mi riferisco soprattutto ai prezzi che si sono formati nelle aste dedicate e che sono particolarmente bassi. Ad oggi, il paradosso è che i cosiddetti clienti “vulnerabili”, ancora serviti a condizioni definite dall’Autorità di settore, avranno molto probabilmente condizioni meno favorevoli di quelle che spetteranno ai clienti assegnati agli operatori attraverso le aste. Siamo in attesa delle decisioni che l’Autorità e il governo prenderanno in merito ai clienti vulnerabili, l’ipotesi attuale è quella di nuove aste nel 2025, ma credo che non ci si potranno aspettare dei prezzi competitivi analoghi a quelli delle aste precedenti. Noi abbiamo avuto un atteggiamento molto razionale, abbiamo presentato un’offerta sostenibile e nell’ambito delle aste per il Servizio sulle Tutele Graduali dei clienti domestici non vulnerabili ci siamo aggiudicati due lotti al sud.