Energia

Il mercato libero dell’energia: dinamiche e prospettive

Andrea Cavallini, ad di A2A Energia, fa una panoramica del settore elencando anche le iniziative messe in atto dal gruppo A2A in vista del passaggio al mercato libero dell’energia.

di Laura Bonadies

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dal primo luglio 2024 è avvenuto il completo passaggio al mercato libero dell'energia, al netto dei soli clienti cosiddetti “vulnerabili”. Tutto questo è già avvenuto per il mercato del gas, a partire da gennaio 2024. Un passaggio che ha destato non poche difficoltà per i clienti coinvolti e non poche polemiche soprattutto sul fronte dei prezzi. In molti hanno puntato il dito, asserendo che questo passaggio ha determinato un rialzo dei prezzi dell’energia. In realtà la situazione sembra essere molto diversa. Partendo dall’analisi degli ultimi dati dell’Arera (+12% bolletta elettrica nel prossimo trimestre per i clienti vulnerabili; mentre su base annua si registra un calo del 41%), abbiamo fatto il punto della situazione con Andrea Cavallini, amministratore delegato di A2A Energia, per comprendere quali sono i vantaggi e le criticità del mercato libero. «Come dimostrato anche dalla Relazione dell’Arera, non c’è stato un aumento dei prezzi medi finali ai clienti domestici. Il prezzo della maggior tutela è infatti di 316 euro al Megawattora, mentre quello del mercato libero è di 316,2», ha spiegato il manager; mentre continua il trend di rallentamento dei consumi sia per quanto riguarda l’energia elettrica che il gas.

Come interpreta l’ultima relazione dell’ autorità di regolazione per energia reti e ambiente?

In generale la relazione fotografa una evoluzione del settore molto chiara dal punto di vista di come cambia la struttura del prezzo, perché con l’avvento delle rinnovabili si sta verificando – come previsto – una variazione del costo dell’energia nelle diverse ore del giorno. Si tratta di una dinamica importante ed è opportuno che venga compresa dai clienti perché interessa le abitudini di consumo radicate nel tempo, come l’utilizzo di elettrodomestici nelle fasce serali.

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E sul fronte dei consumi?

Stanno calando in modo significativo. C’è una riduzione sia dei consumi elettrici sia soprattutto del gas, questi ultimi in calo rispetto allo scorso anno del 16%, arrivando a 43 mld metri cubi. Quando è iniziata la crisi Russo-Ucraina i consumi erano a 60 miliardi di metri cubi. E’ un segnale che aziende e famiglie hanno iniziato ad adottare un uso consapevole e razionale della componente energetica, tanto per questioni di costo quanto per ragioni ambientali. Il trend continua ed è molto evidente. Come A2A, dalla Relazione emerge che abbiamo consolidato la nostra posizione di secondo operatore nazionale nell’energia elettrica per quantità venduta e siamo al quarto posto nel gas. Credo che i clienti abbiano premiato quanto abbiamo fatto durante la crisi energetica: abbiamo onorato tutti i contratti e abbiamo mantenuto la chiarezza e la trasparenza che ci caratterizzano da sempre.

Il primo luglio è avvenuto il completo passaggio al mercato libero dell'energia. Qual è la situazione attuale?

Ritengo che ci siano tre elementi da sottolineare. Il primo è che, come dimostrato dalla Relazione dell’Arera, non c’è stato un aumento del prezzo: il prezzo medio finale ai clienti domestici della maggior tutela è di 316 euro al Megawattora, quello del mercato libero è 316,2. Il secondo punto è la tendenza a confrontare queste cifre, che a mio avviso non è sensata: tutelato e libero sono due mercati differenti, caratterizzati l’uno da prezzi che variano in funzione dell'andamento del costo dell'energia e l’altro da offerte che spesso prevedono un prezzo fisso stabile per 12 o 24 mesi. Per fare un parallelismo, è come se si volesse valutare ex ante un mutuo a tasso fisso e uno a variabile, la cui evoluzione dipenderà proprio dall’andamento dei tassi. Per quanto riguarda l’energia, se si sceglie oggi un’offerta a prezzo fisso si compra una garanzia che questo non cambierà in futuro. Se il costo dell’energia dovesse crescere anche molto, come è accaduto nel 2022, questa garanzia metterebbe la clientela al riparo: proprio in quell’anno, se non ci fossero stati i contratti a prezzo fisso grazie al mercato libero, gli italiani avrebbero pagato 5 miliardi di euro in più. Infine, le offerte del mercato della libera concorrenza sono strutturate in maniera differente poiché comprendono, ad esempio, i servizi territoriali o gli sportelli dedicati alla clientela; prevedono quasi sempre (sempre nel caso di A2A Energia) la fornitura di energia verde prodotta da fonti rinnovabili; possono proporre prodotti o servizi aggiuntivi, come un’assicurazione per la caldaia, che l’utente può scegliere o meno.

Ma allora perché in molti sostengono che il mercato libero abbia un costo molto più elevato?

Credo che il passaggio alle tutele graduali per i clienti domestici non vulnerabili abbia creato un po’ di confusione. Mi riferisco soprattutto ai prezzi che si sono formati nelle aste dedicate e che sono particolarmente bassi. Ad oggi, il paradosso è che i cosiddetti clienti “vulnerabili”, ancora serviti a condizioni definite dall’Autorità di settore, avranno molto probabilmente condizioni meno favorevoli di quelle che spetteranno ai clienti assegnati agli operatori attraverso le aste. Siamo in attesa delle decisioni che l’Autorità e il governo prenderanno in merito ai clienti vulnerabili, l’ipotesi attuale è quella di nuove aste nel 2025, ma credo che non ci si potranno aspettare dei prezzi competitivi analoghi a quelli delle aste precedenti. Noi abbiamo avuto un atteggiamento molto razionale, abbiamo presentato un’offerta sostenibile e nell’ambito delle aste per il Servizio sulle Tutele Graduali dei clienti domestici non vulnerabili ci siamo aggiudicati due lotti al sud.

In questo scenario così complesso e ancora nebuloso cosa devono fare gli utenti?

Sono convinto che il consumatore possa fare due cose. La prima è quella di prestare più attenzione a queste tematiche: l’energia è una materia complessa, non è più una tematica di cui ci si può disinteressare e la crisi energetica che abbiamo vissuto ha dimostrato la necessità di una maggiore consapevolezza. In secondo luogo, credo che prima di scegliere un’offerta commerciale sia opportuno scegliere bene il fornitore: informarsi per valutarne serietà e affidabilità, esattamente come avviene per qualsiasi altra dinamica di acquisto. Una volta scelto un operatore di fiducia, il mio consiglio è quello di contattarlo per avere tutte le informazioni necessarie a capire cosa può offrire in base alle reali e diverse esigenze che ogni persona può avere.

Pare di capire che la disinformazione in materia di energia sia abbastanza diffusa. In questo contesto A2A come si è mossa per aiutare gli utenti?

Con l’Istituto Bruno Leoni abbiamo realizzato un report con l’obiettivo di informare ed aiutare i consumatori proprio in questo delicato momento di passaggio, un documento che abbiamo illustrato proprio nei territori dove abbiamo vinto le aste: siamo andati a Napoli, Cagliari e Palermo per raccontare e spiegare cosa stava accadendo nel mondo dell’energia e, allo stesso tempo, per presentarci a questi nuovi clienti e per iniziare ad assisterli.

Avete messo in campo anche altre iniziative sul fronte ad esempio delle offerte?

A Napoli e Palermo abbiamo aperto due nuovi store e a breve lo faremo a Cagliari. Si tratta di punti vendita ma anche di assistenza, rivolti in primis ai clienti che abbiamo acquisito tramite le aste, ma che sono a disposizione di tutti i cittadini. Nel nostro piano industriale al 2035 è prevista l’apertura di 100 store di questo tipo a livello nazionale: siamo convinti che la presenza fisica e l’interazione di persona siano importanti, assieme ai canali digitali e telefonici che mettiamo a disposizione, per poter fornire un buon servizio a tutti i nostri clienti. Sul fronte delle offerte abbiamo pensato ad alcune proposte con prezzi fissi e componenti di commercializzazione azzerate per uno o due anni. E poi c’è l’offerta Noi2: una proposta commerciale unica nel panorama italiano, con una durata di 10 anni che consente una stabilizzazione nel lungo periodo del costo dei consumi energetici attraverso l’applicazione di un prezzo fisso - quindi protetto dalle oscillazioni di mercato – a una quota pari al 70% dei consumi degli ultimi 12 mesi. L’energia offerta è 100% rinnovabile, direttamente generata dai nostri impianti eolici e fotovoltaici. Lo scorso anno ne sono state sottoscritte 15 mila e quest’anno raggiungeremo nei prossimi mesi il target di 50mila contratti.

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