Il manifatturiero lombardo resiste in un quadro internazionale difficile
L'assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi: «Capacità forte del nostro sistema di rispondere alle influenze negative»
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Di fronte al progressivo peggioramento del quadro internazionale, anche la produzione industriale lombarda passa in negativo nel terzo trimestre 2023, mostrando comunque resilienza grazie a dati che mostrano comunque un calo contenuto. Nel periodo luglio-settembre, la produzione industriale lombarda è scesa dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% in confronto allo stesso periodo del 2022. Resiste l’artigianato (+0,2% congiunturale). A causa dell’inflazione e del caro-tassi che provocano una contrazione dei consumi, sono gli ordini interni a soffrire maggiormente registrando un calo significativo per l’industria (-1,4% congiunturale) e più contenuto per l’artigianato (-0,3%). Difficile il confronto dei tendenziali con i buoni risultati dell’anno precedente: dal +7,8% al -3,5% l’industria e dal +3,6% al -1,3% l’artigianato. Anche gli ordini esteri flettono rispetto al trimestre precedente, ma meno intensamente (-0,3% l’industria e -0,1% l’artigianato).
Guidesi: «Sistema tiene nonostante le influenze negative»
«Oggi i dati lombardi, in questo contesto macroeconomico estremamente negativo, possono essere considerati positivamente; la capacità del nostro sistema di rispondere alle influenze negative è forte. Nell’evidenziare ulteriormente un contesto di guerre, speculazioni e politiche monetarie che non consentono gli investimenti, mi preme invitare la Banca Centrale Europea ad una riflessione sulla possibilità di anticipare la discesa dei tassi di interesse prima di quanto previsto per aiutare investimenti e innovazione». Lo ha dichiarato l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi, aggiungendo che «l’occupazione tiene e questo è il dato che dimostra la buona salute dell'ecosistema produttivo Lombardo».
Andamenti molto differenti per i settori
Tornando ai dati, si evidenziano andamenti differenti per segno ed intensità a livello settoriale, con una maggior diffusione del segno negativo che tocca 9 settori su 13, che varia dal -9,4% del tessile al -0,7% della meccanica. All’opposto sono ancora positivi abbigliamento (+9,6%) e alimentari (+1,2%). Positivi ma deboli i mezzi di trasporto (+0,5%) e la chimica (+0,4%). In questo quadro, si attenua il caro prezzi delle materie prime per l’industria con un incremento contenuto allo 0,8% sul trimestre precedente, ma crescono ancora molto per l’artigianato (+4,5%). Per quanto riguarda gli ordini, si impoverisce il portafoglio che scende a 81 giornate di produzione assicurata, perdendo 10 giornate rispetto al trimestre precedente, segno che la produzione del terzo trimestre è stata sostenuta anche dallo smaltimento di ordini pregressi. A causa dei fattori esterni le aspettative e il clima di fiducia appaiono incerte e prevalgono le attese di stagnazione per tutti gli indicatori, segnale di un diffuso clima di insicurezza.
Confindustria Lombardia: «Possibile rapida ripartenza»
«Il crollo degli ordini interni, la lenta inversione di tendenza dei prezzi e il calo degli investimenti generato dall’aumento del costo del denaro sono le principali cause del rallentamento della produzione industriale in Lombardia. Alcuni settori in particolare mostrano segnali di maggiore sofferenza, come il chimico e il tessile. In questo contesto l’export rappresenta ormai una componente imprescindibile per il sistema lombardo. Alcuni segnali emersi dalla rilevazione trimestrale fanno però sperare in una rapida ripartenza: il saldo occupazionale positivo e la cassa integrazione in calo sono sintomo di fiducia da parte delle imprese le quali, nonostante la congiuntura negativa, continuano a produrre a pieno organico. Per sostenere in questa fase lo sforzo delle imprese è importante che le rilevanti misure di Regione Lombardia a sostegno del tessuto produttivo abbiano un iter più rapido mentre a livello europeo serve un Fondo sovrano per gli investimenti che consenta di competere con Usa e Cina». Ha affermato il presidente di Confindustria Lombardia, Francesco Buzzella.
Unioncamere Lombardia: «Ordini vero punto debole»
«I fattori esterni condizionano la performance delle imprese lombarde ma la speranza è quella di poter ripartire nella giusta direzione: l’artigianato è ancora in positivo e questo ci inorgoglisce enormemente», ha specificato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. «Il flusso di nuovi ordinativi è il vero punto debole per il 2023: in particolare sulla Lombardia grava la fase critica che sta attraversando l’economia tedesca: in tal senso le aspettative di business sono di miglioramento come evidenzia l’indice Ifo. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che la qualità dei nostri prodotti e la capacità delle imprese lombarde di muoversi su nuovi mercati possono fare la differenza», ha aggiunto.



