Il mangime che riduce le emissioni gassose delle vacche. E migliora il latte
di Carolina Rosendorn, Sparknews
4' di lettura
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In un giorno di pioggia dello scorso agosto, tre mucche sostavano in un campo
svizzero, pascolando in pace, e di tanto in tanto, ruttando – e ognuno di quei rutti contribuiva al cambiamento climatico. Alla porta accanto, in un grigio edificio industriale, una piccola impresa svizzera lavorava a un additivo per mangimi per mucca da latte. Il composto, Agolin Ruminant, aumenta la resa di latte e riduce le loro emissioni di metano.
“Migliora la digestione e permette alle mucche di sfruttare meglio il cibo che ingeriscono,” dice Kurt Schaller, CEO di Agolin. Dopo 20 anni nel settore degli
additivi per mangimi, Schaller ha fondato l'azienda nel 2006, insieme con la nutrizionista per animali Beatrice Zweifel e all'investitore Pierre-Henri Jacquet. Il fiore all'occhiello dell'azienda è questo additivo, un misto di chiodi di garofano, carote selvatiche e estratto di olio di coriandolo.
Dalla sede di Bière, un piccolo villaggio a 40 chilometri da Ginevra, l'azienda
vende Agolin Ruminant in tutto il mondo. Il mercato più importante è l'Europa,
dove vendono mangimi per circa un milione di mucche. Quest'anno, sia la
Fondazione Solar Impulse sia il Carbon Trust hanno riconosciuto gli sforzi di
Agolin per combattere il cambiamento climatico e migliorare la sostenibilità.
Secondo la FAO, i bovini da latte e da macello emettono circa il 10% di tutte le
emissioni di gas serra indotte dall'uomo. “Tutti i ruminanti producono metano
nel processo di fermentazione delle fibre durante la digestione,” spiega Florian
Leiber, direttore di Scienze del Bestiame dell' Istituto di Ricerche dell'Agricoltura Biologica. Una singola mucca può rilasciare fino a 100 kg di metano all'anno, principalmente ruttando – l'equivalente di due voli Parigi-New York andata e ritorno.
E mentre gli esperti concordano che il modo più efficace di ridurre queste
emissioni è ridurre il nostro consumo di carne, la dieta e la vita di centinaia di
milioni di persone ne dipendono ancora. E con la crescita demografica, si
prevede che la domanda di carne aumenterà del 70% nei prossimi 30 anni. “È
per questo che all'inizio non stavamo cercando di ridurre le emissioni di
metano,” dice Zweifel, “ma di trovare un modo per migliorare le rese di latte a
parità di consumo di cibo.”
Il primo obiettivo che si è posta Agolin era migliorare l'efficienza dei mangimi,
usando sostanze attive ricavate da piante e oli essenziali, strumenti del sapere
tradizionale che sono stati sostituiti nel tempo da antibiotici e prodotti chimici.
Poi i test – condotti indipendentemente dall'Istituto per la Ricerca
dell'Agricoltura e la Pesca in Belgio, l'Università di Aberystwyth in Galles,
l'Istituto Nazionale di Ricerca Agricola (Inra) in Francia e l'Università della
California – hanno mostrato che il composto aveva un impatto importante sui
batteri del rumine, che aiutano le mucche a digerire. Migliorava le rese di latte
fino al 7%, riducendo la produzione enterica di metano in media del 10% (i
risultati variano in base ai sistemi di alimentazione).




