Bilancio 2024

Il lusso e i dipinti antichi spingono i risultati (+18%) di Cambi

Anche l’Ottocento segna una crescita. L’anno si apre con le aste di Fine Design e Fotografia programmate per il 21 gennaio

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli

«Zu oben durch blau» di Vasilij Kandinskij

4' di lettura

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Il 2024 è stato un anno caratterizzato da una crescita significativa rispetto al 2023, con un aumento del fatturato totale e una stabilità nelle percentuali di venduto per lotto e per valore. Un anno quindi di grandi soddisfazioni» Così commenta l’anno appena chiuso con un bel +18% sul 2023 il presidente della casa d’asta Matteo Cambi. «Questo risultato è stato trainato in particolare dal dipartimento di Dipinti e Disegni Antichi, che ha raggiunto un aggiudicato totale di circa 5,3 milioni di euro, confermandosi il primo dipartimento per fatturato; ma anche dal settore del Luxury, con un aggiudicato di circa 10.975.000 di euro (il più alto, ndr), e del settore delle Arti Moderne, in particolare con il Design e l’Arte Moderna e Contemporanea, che hanno registrato rispettivamente 4,2 milioni e 3,9 milioni di euro.

Matteo Cambi, presidente Cambi casa d’aste

Quali l’highlight dell’anno?
Il primo semestre ha rappresentato un punto di svolta, grazie a una serie di aste straordinarie. L’asta dedicata alla pittura dell’Ottocento ha ottenuto risultati eccezionali, con record per opere di Angelo Morbelli e Pellizza da Volpedo. Altrettanto rilevante è stata l’asta dedicata ai Libri e alle Stampe antiche, che ha consolidato l’interesse per questo settore, e quella dedicata ai vetri di Murano, che ha visto un impressionante 95% di lotti venduti. Anche il Fine Design ha segnato una ripresa significativa, con aggiudicazioni di rilievo come la vendita di una sedia di Carlo Mollino.
L’andamento positivo si è mantenuto nel secondo semestre, con un interesse crescente per settori come il Luxury, che ha registrato un fatturato record di 10.975.935 euro, e il Design e le Arti Decorative del XX secolo, che hanno evidenziato un incremento sia in termini di percentuali di venduto che di valore aggiudicato. Un aspetto chiave è stata anche la grande partecipazione internazionale, con il 39% del valore complessivo delle vendite attribuibile a clienti stranieri, provenienti principalmente da Stati Uniti, Francia e Regno Unito.
Un punto di riflessione è la forte attenzione del pubblico verso opere storicizzate di artisti ancora da rivalutare, come Alighiero Boetti, e artisti affermati a livello internazionale, come evidenziato dalla vendita del top lot dell’anno, «Zu oben durch blau» di Vasilij Kandinskij, (in foto) aggiudicato per 670.100 €, dalla stima tra 350-450mila €.
Il settore della Numismatica si conferma anche nel 2024 come uno dei più solidi e apprezzati, con un notevole 90% di venduto e un fatturato di 2.564.181 euro. Questo risultato testimonia una continuità con le eccellenti performance degli anni precedenti, a dimostrazione di un mercato che mantiene alta la domanda e l’interesse da parte dei collezionisti.

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Quali settori sono in crescita e quali in calo?
Registrano una crescita i Dipinti e Disegni Antichi, la Pittura dell’Ottocento, il settore Luxury con performance straordinarie, dimostrando una domanda crescente per opere di qualità e valore storico. Confermiamo il forte interesse per il Design e l’Arte Moderna e Contemporanea. Invece sono in calo settori come Antiquariato classico, tappeti e Filatelia che mostrano un impatto inferiore rispetto ai segmenti di punta.

Qual gli artisti in crescita?
Nomi come Vasilij Kandinskij e Angelo Morbelli hanno dominato le aggiudicazioni, con opere vendute al di sopra delle stime iniziali.

Anticipazioni sul prossimo anno?
Alcune aste semestrali inizialmente previste per dicembre 2024 sono state posticipate a gennaio e febbraio 2025, con l’obiettivo di distribuire meglio gli appuntamenti ed evitare sovrapposizioni in periodi già ricchi di eventi importanti. Tra queste, segnaliamo il Fine Design e la Fotografia, entrambe programmate per il 21 gennaio. Nel mese di febbraio, avremo un evento di particolare rilievo: l’asta Fine Asian Works of Art, dedicata alle opere più pregiate dell’Arte Orientale. A seguire, tutte le nostre tradizionali aste primaverili, già disponibili per la consultazione sul sito ufficiale cambiaste.com, promettono un’ampia varietà di lotti di grande interesse per collezionisti e appassionati.

La Francia e la Germania hanno legiferato e introdotto l’Iva ridotta rispettivamente al 5,5% e al 7% sugli scambi sull’arte dal 1° gennaio. L’Italia non ha ancora deciso cosa fare, il 2025 si apre quindi con uno squilibrio fiscale sull’Iva significativo per voi operatori d’asta. Che implicazioni avrà per la vostra offerta di lotti l’Iva italiana sugli scambi al 22%? Che ripercussioni potrebbero esserci sui vostri clienti, sia venditori che acquirenti?
Senza dubbio il fatto che altri paesi europei si siano mossi in questa direzione testimonia la volontà di investire per lo sviluppo di un mercato dell’arte a livello nazionale, senza dubbio l’Italia sarà sempre meno competitiva. Questo difficilmente porterà ad avere investimenti esteri in Italia quanto piuttosto spingerà aziende Italiane a spostarsi fuori dal paese.

In merito alla circolazione internazionale, le cose sono migliorate o peggiorate?
La circolazione delle opere resta una questione delicata. Nonostante le recenti circolari MiC mirino a semplificare le procedure, la loro implementazione è ancora inefficace, con tempi di approvazione lunghi che ostacolano il mercato e una generale mancanza di volontà da parte degli organi pubblici di favorire una corretta circolazione.

Siete a conoscenza che dal 28 giugno 2025 sarà introdotto in Italia il Regolamento (UE) 2019/880 sull’introduzione e l’importazione di beni culturali che prevede che l’importatore dovrà attestare che i beni (diverse categorie elencate) sono stati legalmente esportati da paesi terzi? Come vi state attrezzando?
Dal 28 giugno 2025, il Regolamento (UE) 2019/880 introdurrà ulteriori requisiti per l’importazione di beni culturali, richiedendo documentazione che ne attesti la legalità di esportazione. Questo può essere relativamente facile se si riferisce ad opere importate oggi, risulta oltremodo difficile se si pretende di avere testimonianze per opere che sono giunte in Italia 20 o 30 anni fa. La casa d’aste sta aggiornando i propri processi per garantire conformità. Verranno potenziati i servizi legali e amministrativi per assistere i clienti nell’ottenimento delle attestazioni richieste, minimizzando eventuali ritardi e costi aggiuntivi.

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