Il Louisiana riunisce per la prima volta le “Teste” di Basquiat
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Un’opera fondamentale di Basquiat sarà tra gli highlight delle aste di maggio da Sotheby’s a New York. “Museum Security (Broadway Meltdown)”, del 1983, appartiene ad una serie realizzata a Los Angeles, che include anche “Hollywood Africans”, oggi nella collezione del Whitney. Già nel 2013 è passata all’asta da Christie’s a Londra: allora ha realizzato 14,5 milioni di dollari, oggi viene offerta con una stima di 45 milioni di dollari, con un incremento del 210% che testimonia la continua domanda per le opere dell’artista, tra i più ambiti del segmento contemporaneo.
Le opere ritrovate
“Basquiat rappresenta l’oggetto del desiderio” ha commentato Anders Kold, Curator & Head of Acquisitions al Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca, dove è in corso la prima mostra museale di Basquiat in Scandinavia (fino al 17 maggio). Intitolata “Headstrong”, l’esposizione si concentra su un tema specifico nella produzione dell’artista: la raffigurazione della testa, con 49 opere su carta realizzate dal 1981 al 1984, che pure passano all’asta per valori milionari. Per la prima volta in assoluto sono riunite in un museo e posizionate nella produzione di Basquiat. “L’artista le aveva tenute per sé – spiega Kold – sono state trovate alla sua morte ed esposte nel 1990 alla Robert Miller Gallery di New York, a cui il padre di Basquiat aveva affidato la gestione del lascito”. L’unico dipinto in mostra è il famoso “Untitled” del 1982, che ha segnato il record per l’artista nel 2017, pari a 110,5 milioni di dollari, e che a giugno volerà a Miami per la mostra “Basquiat: Figures, Signs, Symbols” al Pérez Art Museum, con una dozzina di capolavori raccolti in occasione dei Mondiali di calcio.
Il rapporto museo-mercato
“Non vogliamo alimentare la mitologia e il mercato – così Anders Kold – ma quando il Louisiana fa una mostra, i prezzi – benché già stellari in questo caso – vengono influenzati verso l’alto. Per realizzare questa esposizione abbiamo collaborato col mercato secondario, ottenendo informazioni e contatti coi prestatori da dealer e specialisti di case d’aste.”
Le opere mostrano l’abilità di disegnatore di Basquiat, il movimento del suo sguardo sulla superficie della tela, l’energia ritmata del gesto. “Non sono ritratti di qualcuno, né autoritratti, né schizzi per i dipinti” ha spiegato Anders Kold. “Hanno occhi inquietanti e bocche serrate, che rivelano una tensione, uno stato mentale. L’artista attinge all’iconografia cristiana, alla street art, alle maschere africane, all’arte moderna. Che cosa ci sta dicendo? Forse non sta affatto parlando con noi, ma con sé stesso. Nascono in un momento di profondo cambiamento culturale, in cui Basquiat è il primo artista di colore a sfondare, dall’oggi al domani, nel mondo dei bianchi. Ha rappresentato una svolta epocale ed è così che si spiega ancora oggi la sua fama”.
I valori delle opere su carta
“Basquiat non ha fatto distinzione tra le opere su tela e quelle su carta, anzi, forse vendeva più facilmente un dipinto di una carta” ha spiegato Gregoire Billault, Sotheby’s Chairman of Contemporary Art a New York, “non sono solo schizzi, o lavori preparatori, bensì opere a sé stanti. Naturalmente le tele sono più care, anche perché le carte richiedono cure particolari, attenzione alle condizioni climatiche, ma il mercato per le opere su carta è, comunque, molto solido”. I prezzi partono dai 60-80 mila dollari per le opere su carta di piccole dimensioni degli inizi della carriera, fino ad arrivare a 25 milioni di dollari. In pieno Covid, nel 2020, Sotheby’s ha venduto una “Testa” su carta, un soggetto che certamente è tra i più richiesti, per 15 milioni, partendo da una stima di 9-12 milioni, che in quel momento poteva apparire aggressiva.
E come ha reagito il mercato di Basquiat alla crisi del mercato? “In generale, non abbiamo assistito ad una crisi, sebbene la stampa ne abbia parlato tanto, ma ad una diminuzione dell’offerta. Nel caso di Basquiat, è evidente che non ci sia una crisi: ogni singola opera ha superato le stime e dato un’ottima performance. Lo scorso maggio un’opera su carta stimata 10-15 milioni è arrivata a quasi 17 milioni, un’altra “Testa” che abbiamo venduto a Londra con una stima di 6-8 milioni di dollari è stata venduta per 9 milioni di dollari. È un mercato completamente globale, che parla a tutte le generazioni, non c’è nessun altro artista della generazione degli anni 80 che arriva a questi livelli. Ha cambiato le regole della pittura con un coraggio che nessun altro ha avuto”.











