Polizze & Educazione finanziaria

Il linguaggio assicurativo riesce a decifralo solo una donna su quattro

E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Ivass con l’Università Bicocca di Milano e Doxa sulla comprensibilità dei contratti e delle polizze

di Lucilla Incorvati

(AdobeStock)

3' di lettura

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Donne e assicurazioni. Il connubio non è dei più felici. Sembra che soltanto una donna su quattro riesca a decifrare quanto è riportato in una polizza e quindi in un contratto assicurativo. Non solo. Appena il 25% delle donne italiane conosce concetti e prodotti assicurativi, contro il 35% degli uomini. Le donne però sono più sincere: il 75% ammette di avere scarse competenze assicurative, mentre il 65% degli uomini si dichiara molto competente, anche se così non è. Sono alcuni degli elementi chiave di una ricerca condotta da Ivass e l’Università di Milano Bicocca sulle competenze assicurative degli italiani.

Competenze assicurative limitate tra gli italiani

«Le conoscenze degli italiani in campo assicurativo sono molto basse, soprattutto in ambito femminile: appena il 25,5% delle donne dimostra di avere competenze assicurative, contro il 35,9% degli uomini, pari a oltre il 10% in meno» - sottolinea Emanuela Rinaldi, professoressa di Sociologia dei processi culturali all’Università di Milano Bicocca che ha coordinato il progetto “Obiettivo EFFE Empowerment Femminile per un Futuro più equo”. L’università milanese, in particolare un team di ricerca comportamentale, ha partecipato con Doxa ad una ricerca di Ivass sulle conoscenze assicurative degli italiani, su un campione rappresentativo di oltre 2.000 persone.

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Dalla ricerca emerge che soltanto una donna su tre (il 32,5% del campione) riconosce i concetti assicurativi di premio, franchigia o massimale, contro il 49,3% degli uomini, mentre meno di una su quattro (il 18,5%) sa descrivere i prodotti assicurativi, come polizze infortuni, coperture di previdenza complementare e polizze caso morte, concetti ostici anche per gli uomini (li conosce solo il 22,4%).

Differenze tra donne e uomini

«È vero che le donne mostrano un livello di conoscenze di base inferiore rispetto agli uomini, tuttavia il divario reale è inferiore a quello che appare dai numeri, perché le donne sono pienamente consapevoli dei propri limiti (il 75% giudica medio-bassa la propria competenza assicurativa), mentre gli uomini mostrano alti livelli di overconfidence: il 65% considera la sua competenza medio-alta», spiega Veronica Cucchiarini, coautrice della ricerca insieme con il professor Riccardo Viale, dell’Università di Milano Bicocca.

Risulta problematico anche il rapporto degli italiani con la comunicazione assicurativa. Più del 50% degli intervistati è insoddisfatto della comprensibilità della comunicazione assicurativa e soltanto il 34% valuta “abbastanza comprensibile” il set informativo dei prodotti assicurativi”, si legge nella ricerca. I punteggi più bassi sulla qualità della comunicazione assicurativa sono quelli attribuiti dalla popolazione con un titolo di studio più elevato (laurea). Gli italiani contestano soprattutto l’eccessiva lunghezza dei testi e l’uso di una “terminologia autoreferenziale” e chiedono una migliore comprensibilità del linguaggio contrattuale (54,1%) e maggiore chiarezza su aspetti specifici, quali franchigie e scoperti (53,2%), durata dei contratti (44,1%) e quali casistiche sono coperte o non coperte (42,5%).

Infine, emerge una contraddizione tra quanto si dichiara e i comportamenti reali. Per esempio, tra i timori più sentiti per il presente o il futuro, gli intervistati hanno indicato al primo posto i problemi di salute per malattie o infortuni (76,7%), ma soltanto il 10,6% sottoscrive una polizza malattie e il 20,2% una polizza infortuni. Mentre per quanto riguarda le calamità naturali, si rileva una maggiore preoccupazione al Sud e nelle Isole rispetto al Nord, quando invece è al Nord che si riscontra la maggiore percentuale di sottoscrizione di queste polizze, con circa il 20%, contro il 10,4% al Sud e il 4,1% nelle Isole.

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