Immobiliare di lusso

Il lago Maggiore entra nella mappa globale del lusso: prezzi in crescita e investitori stranieri in arrivo

Le ville fronte lago raggiungono i 10mila euro al metro quadrato, gli acquirenti internazionali rappresentano il 60% della domanda. Con hotel e servizi che si preparo a sbarcare sul Verbano, la sfida è replicare il modello di Como

di Rossella Savojardo

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L’apripista era stato l’acquisto da parte di Donatella Versace nel 2019 di Villa La Verbanella a Meina, in passato appartenente alla famiglia Mondadori . Un’operazione che ha contribuito a guardare il lago Maggiore sotto una nuova luce: non solo meta turistica, ma luogo scelto da figure globali del lifestyle e della moda. Se negli ultimi anni Milano e il lago di Como si sono consolidati come poli internazionali degli investimenti immobiliari, il lago Maggiore sta ora guadagnando terreno, emergendo come terzo polo d’attrazione lombardo che tra un paio d’anni potrebbe - secondo gli addetti ai lavori - eguagliare i primati delle prime due piazze.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’aumento dei valori immobiliari

Negli ultimi cinque anni i valori immobiliari del Verbano sono cresciuti (fino al +3% nel 2025). Oggi gli immobili di nuova costruzione con caratteristiche standard raggiungono i 3.500 euro al mq, secondo le stime di Engel & Völkers. Le quotazioni salgono invece tra gli 8.000 e i 10.000 euro al mq per gli asset prime e pieds-dans-l’eau, con accesso diretto al lago. Il mercato del lago diviso tra l’Italia e la Svizzera è dominato dal segmento di pregio per il 60%. «Il trend di crescita è iniziato subito dopo il Covid, nel 2021, ma negli ultimi due anni abbiamo assistito a un’accelerazione importante - spiega Flavia Dutto, responsabile del network di Engel & Völkers nell’area del lago Maggiore e d’Orta -. Oggi vendiamo immobili di valore molto più elevato rispetto al passato. Fino a pochi anni fa era impensabile vendere proprietà da oltre 3 milioni con continuità. Oggi, invece, è cambiata la tipologia della domanda e si sono ridotti notevolmente i tempi di vendita».

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Tre fattori che sostengono la domanda

A essere più richieste sono le proprietà realmente distintive: ville storiche, residenze fronte lago, dimore con ampi terreni, asset di rappresentanza e strutture hospitality di charme. Secondo Lionard Luxury Real Estate, negli ultimi anni questi immobili hanno registrato aumenti di valore compresi tra il 10% e il 20%, a seconda delle caratteristiche. A sostenere l’attrattività dell’area concorrono almeno tre fattori: la crescita della domanda internazionale verso l’Italia, la posizione strategica e la progressiva saturazione di destinazioni come quella del Lario, dove i prezzi risultano mediamente più alti del 30% e gli immobili compresi tra 2 e 9 milioni sono sempre più rari, lasciando sul mercato prevalentemente asset ultra-prime da oltre 10 milioni. Secondo Engel & Völkers, la clientela straniera rappresenta il 60% degli acquirenti, con una prevalenza di investitori provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera ed Europa centrale. A richiamarli non è soltanto Stresa, forte del richiamo delle Isole Borromee, ma anche località come Baveno, Meina, Lesa e Laveno, senza particolari polarizzazioni tra le due sponde del lago.

Castello Pellegrini e le vendite record

Negli ultimi due anni sono state concluse diverse operazioni di rilievo: una villa di 700 mq con quasi due ettari di terreno è stata ceduta per 2,9 milioni, una residenza di circa 980 mq per 4,8 milioni e una proprietà di 820 mq immersa in un parco di 2,3 ettari per 3,8 milioni. La fascia più dinamica resta quella compresa tra 1 e 3 milioni, che continua a spingere il mercato. La forte domanda si riflette anche sui tempi di vendita: solo nell’ultimo mese sono state concluse due operazioni da 1,85 e 3,65 milioni con acquirenti australiani e tedeschi, mentre a inizio giugno una proprietà da quasi 1,3 milioni è stata venduta in tempi record. L’offerta di qualità non scarseggia, oggi sul mercato c’è uno degli immobili simbolo della zona: Castello Pellegrini. L’antica dimora di Gianfranco Ferrè - con oltre 1.000 mq di interni, una dependance e un cottage rustico - è in vendita, tramite Lionard Luxury Real Estate, per un valore di 5,8 milioni.

La ricerca: non solo seconde case

Non si cercano più soltanto seconde case di pregio, ma proprietà di rappresentanza con una forte identità architettonica, utilizzati come residenze principali, luoghi di rappresentanza o investimento di lungo periodo. Cresce inoltre la domanda di affitti di ville e appartamenti di lusso, spesso il primo passo verso l’acquisto. Su questa scia il mercato immobiliare del lago Maggiore punta a replicare il modello del lago di Como, pur dovendo ancora colmare alcuni gap. «Mancano ancora servizi di alta gamma – conclude Dutto –. Ma le prossime aperture di hotel di lusso e l’arrivo di ristoranti e boutique prestigiose contribuiranno a ridurre questo divario. In passato il lago Maggiore era la destinazione ideale per chi cercava tranquillità, ma offriva pochi servizi esclusivi. Oggi la situazione sta cambiando rapidamente e credo che entro due anni potremmo raggiungere livelli molto simili a quelli di Como».

La sfida: hotel e servizi di pregio studiano lo sbarco

Le rive del lago Maggiore non competono soltanto sull’offerta di ville e residenze vista lago. Il territorio lacustre «è ricco di un patrimonio architettonico e culturale fortemente identitario: castelli, ville storiche e dimore legate a famiglie industriali, editori, artisti e grandi protagonisti del Novecento», sottolinea Luca Gallizia, sales team leader di Lionard Milano. Un patrimonio che comprende oggi anche aree ed edifici suscettibili di essere recuperati, riconvertiti e rifunzionalizzati per ospitare nuovi resort e strutture ricettive di alto livello. Pur avendo «un’immagine meno mondana rispetto al lago di Como, il lago Maggiore si distingue per una storia più stratificata, ricca di narrazioni e testimonianze che ne accrescono il fascino e il valore», aggiunge Gallizia.

Se sul Lario la consacrazione internazionale a meta di lusso è passata attraverso nomi come Villa d’Este, il Mandarin Oriental di Blevio e, più recentemente, Passalacqua; anche il lago Maggiore sta iniziando ad attirare l’attenzione dei grandi operatori dell’ospitalità di fascia alta. Un segnale che, nel mercato immobiliare, viene generalmente considerato uno dei migliori indicatori della fiducia degli investitori nelle prospettive di una destinazione. A Baveno è ormai prossima l’apertura del Bosco Palace Hotel, primo cinque stelle della località. La storica struttura è stata acquisita nel 2021 dall’imprenditore russo Mikhail Kusnirovich, fondatore e presidente del gruppo del lusso Bosco dei Ciliegi.

A Verbania il gruppo Lvg (a cui fa capo il brand Lvg Hotel Collection) ha rilevato l’Hotel Pallanza, quarto albergo del marchio sul lago. Anche Stresa, che già concentra alcune delle strutture più prestigiose del lago, continua a rafforzare il proprio posizionamento nell’ospitalità di alta gamma. La famiglia Zacchera sta lavorando alla trasformazione del Grand Hotel Bristol da quattro a cinque stelle. Ad alimentare le aspettative del mercato contribuiscono inoltre le indiscrezioni che vedrebbero il gruppo Mandarin Oriental interessato al progetto di Viscardi Hotels sulla storica Villa Poss - protetta dalle Belle Arti e immersa in un parco di sei ettari a Biganzolo - in apertura nel 2028.

Tra le operazioni più rilevanti in fase di sviluppo sulla sponda lombarda del lago Maggiore c’è poi un maxi progetto a Luino, che secondo i promotori mobiliterà oltre 300 milioni di euro di investimenti privati. L’iniziativa, guidata da Luca Sartorio, ceo di Gran Luino, insieme a investitori tedeschi e americani, punta a trasformare l’ex area industriale Ratti di Luino nel fulcro di un più ampio programma di rigenerazione territoriale e sviluppo turistico pubblico-privato. Tra gli interventi previsti spicca la realizzazione di un hotel di lusso a 5 stelle, che sarà gestito da un brand alberghiero internazionale di primo livello, affiancato da altre strutture ricettive, tra cui un villaggio turistico sostenibile in legno e ulteriori soluzioni di ospitalità distribuite sul territorio. Nel complesso, il piano prevede circa 1.500 posti letto e coinvolge diversi comuni dell’Alto Verbano. L’obiettivo è ricostruire una destinazione turistica strutturata a lunga stagionalità. Per questo il progetto non si limita all’offerta alberghiera, ma include anche il recupero di aree pubbliche oggi poco valorizzate, il potenziamento dei collegamenti via acqua, nuovi servizi e la realizzazione di alloggi per i lavoratori del settore ricettivo

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