Palantir e i fondi scardinano la Difesa. Serve un modello di mercato alternativo
di Claudio Antonelli
di Valeria Zanetti
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È arrivato a Padova il road show del Gse – il Gestore dei servizi energetici - per informare cittadini e studenti, imprese e pubbliche amministrazioni, sulle opportunità offerte dalla transizione energetica.
Ieri è stata la giornata dedicata alla Provincia di Padova, sesta tappa per la società, braccio operativo del Governo, che ha il compito di garantire e promuovere lo sviluppo sostenibile del Paese. «Una presenza necessaria, visto che lo scorso anno sono stati messi a disposizione di diversi strumenti, dalle energie rinnovabili alla mobilità sostenibile, 1,4 miliardi di incentivi. L’informazione però non è ancora sufficiente e molte amministrazioni, una su due in media, non conoscono tutte le opportunità», ha spiegato Paolo Arrigoni, presidente del Gse.
In Veneto però le rinnovabili conquistano spazio: le installazioni del fotovoltaico, e di conseguenza la potenza prodotta, sono decuplicati dal 2010 a oggi. Da 3,5 a oltre 30 Gigawatt, arrivando al 14% del totale nazionale (ma la popolazione è l’8% di quella italiana). Buoni anche i numeri di Comunità energetiche e gruppi di autoconsumo collettivo formatisi durante la disciplina transitoria: sono rispettivamente 5 (su 36 in Italia; quello Veneto è un primato) e 14 (su 90 totali)
Anche i comuni sono in prima linea: ieri sono stati premiati i progetti migliori, come quello di Galliera Veneta, che ha attivato il servizio di assistenza Gse a novembre 2018 per la gestione della pratica Conto Termico riguardante il progetto di demolizione e ricostruzione nZEB della scuola primaria Don Guido Manesso cofinanziato con fondi MIUR 18-20.
Attualmente, sono in corso i lavori di demolizione e ricostruzione nZEB (sigla che sta per Nearly Zero Energy Building, a indicare un edificio a elevata efficienza energetica, il cui funzionamento richiede pochissimo consumo, quasi nullo) della scuola primaria Generale Gaetano Giardino, cofinanziati con fondi MIUR.